“Cofani aperti”: il Museo Alfa Romeo ha festeggiato 40 anni

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Domenica 18 dicembre il Museo di Arese ha messo in mostra il “cuore sportivo” delle sue macchine. Per tutto il giorno i cofani di tutte le vetture della collezione del Biscione sono rimasti alzati: un’occasione unica per ammirare, tutti in una volta, i motori delle Alfa esposte. E per ripercorrere la storia del Museo. Che riportiamo in sintesi

Domenica 18 dicembre, sono trascorsi 40 anni dall’apertura del Museo Alfa Romeo nel comune di Arese (dove, dagli Anni 60 ai primi Anni 90 la Casa Madre ha avuto il suo quartier generale in seguito al trasferimento dal Portello). Per celebrare l’avvenimento il Museo ha dedicato una giornata speciale intitolata “Solo per appassionati”. Dalle 10 alle 18 tutte le automobili della raccolta del Biscione sono state proposte con il cofano aperto per permettere ai visitatori di ammirare, in una volta sola, tutti i motori.

Un’occasione unica per poter ammirare l’evoluzione tecnica dei propulsori delle vetture milanesi lungo gli oltre 100 anni di storia seguendo tutti i filoni produttivi: auto di produzione, prototipi, modelli da corsa.

40 ANNI DI ORGOGLIO ALFA
Il 18 dicembre del 1976, nei locali del Centro Direzionale di Arese, si concretizzò il desiderio di Orazio Satta Puliga: il Museo Storico Alfa Romeo aprì le sue porte al pubblico. Il Responsabile della progettazione dell’Alfa Romeo dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, appoggiato dal Presidente Giuseppe Luraghi (in carica dal 1960 al ’74), aveva manifestato il desiderio di dare testimonianza alla storia di un marchio così importante per l’Italia e per l’automobilismo intero, con la creazione di un’esposizione permanente a beneficio degli appassionati.

Toccò poi allo storico tecnico Luigi Fusi (in Alfa dal 1920 al 1961), a Camillo Marchetti (Direttore Relazioni Esterne) e al nuovo presidente Gaetano Cortesi il compito di concretizzare l’idea e ordinare e organizzare l’esposizione in un edificio creato allo scopo. Fusi, pilastro dell’azienda e conservatore della cultura aziendale (animatore del RIAR e autore di fondamentali libri sul marchio) fu tra i più ferventi e fedeli seguaci della passione Alfa e, per questo, a lui si deve un contributo fondamentale nella nascita del Museo. Investì oltre dieci anni in ricerche d’archivio e recupero/restauro/ricostruzione di importanti esemplari della storia aziendale prima di arrivare alla definizione del “corpus” della collezione permanente Alfa Romeo.

24 GIUGNO 2015: LA RINASCITA
A partire dagli Anni 90 il Museo Storico Alfa Romeo ha progressivamente sofferto il trasferimento di tutte le operazioni della fabbrica di Arese (oggi demolita e sostituita da un centro commerciale) a Torino e negli altri siti produttivi del Gruppo FCA in Italia. Nel 2000 si è conclusa la produzione di automobili (la GTV e la Spider, trasferite alla Pininfarina) e, nel 2005, l’assemblaggio dei motori. Il Centro Stile Alfa Romeo fu l’ultimo dipartimento aziendale rimasto ad Arese prima del suo definitivo passaggio nel quartier generale del Gruppo.

Con la perdita di funzionalità dello stesso Centro Direzionale nel 2009, lo stesso Museo è entrato in un “circolo vizioso” e all’orizzonte si sono addensanti nubi minacciose (nonostante il 24 giugno 2010, giorno delle celebrazioni del centenario Alfa, da tutto il mondo si fosse levato un accorato appello a non toccare questa sorta di scrigno e tutti i suoi gioielli): chiusura e dispersione della collezione di 250 oggetti preziosi. Ma grazie a un interessamento delle istituzioni, fortunatamente il Ministero dei Beni Culturali ha attivato la procedura che ha portato, il 31 gennaio 2011, al vincolo dell’area museale (l’edificio progettato nel 1976 dai fratelli Vito e Gustavo Latis) e di tutto il suo contenuto secondo la rassicurante e nobile definizione di “bene di interesse storico”.

Così commentava il 2 febbraio 2011 il sindaco di Arese Giuseppe Fornari alla notizia: “Sono e siamo estremamente soddisfatti della scelta del Ministero. Il Museo dell’Alfa, infatti, oltre ad essere un esempio di capacità innovativa e di modernità, è uno dei fiori all’occhiello del patrimonio artistico e culturale della nostra città e dei comuni limitrofi“.

Il successivo 7 febbraio il Museo è stato chiuso al pubblico per manutenzione. Nel settembre 2014, dopo un lungo periodo di stallo sono iniziati i lavori di restauro e il 24 giugno 2015, giorno del 105° anniversario della fondazione dell’azienda, la struttura, ridenominata La Macchina del Tempo – Museo Storico Alfa Romeo, ha riaperto i battenti in una veste tutta nuova.

Alvise-Marco Seno

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