Vernasca Silver Flag, una festa per Lancia

Quest’anno alla Vernasca Silver Flag l'”ospite d’onore” è stata la Lancia, festeggiata anche dalla presenza del “Drago” Sandro Munari. Al via 210 bolidi ammirati da oltre seimila spettatori.

Molti la chiamano “la Goodwood italiana” e non a torto. Del resto, molti degli elementi sono in comune: a partire dal percorso in salita, più bello di quello inglese, per proseguire con la grande cornice di pubblico e con il plateau di auto (storiche, da competizione) partecipanti, di assoluta eccellenza. Se poi l’atmosfera è un po’ meno raffinata e non tutte le Case automobilistiche sono presenti in maniera ufficiale, come avviene sempre di più nella manifestazione inglese, che male c’è? Quello che conta è la possibilità di vedere da vicino, mentre si arrampicano da Castell’Arquato a Vernasca (in provincia di Piacenza), molte delle auto più belle di tutti i tempi.

La manifestazione da sempre si configura come un “concorso dinamico di conservazione e restauro per vetture da competizione”: non una corsa, dunque, ma una sfilata su strada chiusa al traffico, riservata a vetture da competizione, spesso non omologate e non targate. Quest’anno sono state 210 le auto da collezione che hanno sfilato, anche ad andatura “allegra”, due volte al giorno (sabato 21 e domenica 22 giugno) lungo un tracciato di 9 chilometri, suddivise per categorie: Turismo, GT, Sport prototipi, monoposto a motore anteriore e a motore posteriore, macchine anteguerra.

Tema in evidenza quest’anno, la Lancia, con olte settanta auto e numerosi tecnici ed ex piloti che hanno reso famosa in tutto il mondo la Casa di Chivasso. A cominciare da Sandro Munari, indissolubilmente legato al marchio torinese grazie alle sue numerose vittorie e alla conquista del Mondiale Rally nel 1977. Il “Drago” ha dato spettacolo sui tornanti del tracciato, al volante di una “Stratos” del 1978 messa a disposizione con entusiasmo dal collezionista ed amico Antonio Pasquale. Che, tra l’altro, ha festeggiato proprio alla Vernasca Silver Flag i suoi 81 anni guidando un altro gioiello Lancia, una “037” ex Juha Kankkunen del 1983. Come passeggero su un’altra “037”, quella del reparto esperienze Abarth del 1982 di Giuseppe Bianchini, è salito l’ingegnere Sergio Limone, capo progettazione di questa sportiva, che è poi stata l’ultima 2 ruote motrici ad aggiudicarsi il Mondiale rally nel 1983.

Gianni Tonti, che con Cesare Fiorio fu l’artefice del reparto corse Lancia negli anni Sessanta, si è invece divertito a fare da navigatore al figlio Ottavio, collaudatore di Quattroruote, impegnato su una Lancia “Stratos” stradale del 1976. Luigi e Giovanni De Virgilio, figli di Francesco, “papà” del primo sei cilindri a V del mondo, quello dell'”Aurelia”, hanno voluto prendere parte all’evento sulla berlinetta “B20” di famiglia del 1955. Carlo Pesenti, nipote dell’ex proprietario della Casa torinese dal 1958 al 1969, ha invece gareggiato con un’”Aurelia B24 S” del 1958.

Tutto questo, a conti fatti, davanti a oltre seimila appassionati che si sono lustrati la vista applaudendo la partenza e i passaggi sui vari tornanti della rievocazione storica. Altro grande personaggio dell’automobilismo sportivo mondiale, Henri Pescarolo, plurivincitore a Le Mans, ha preso il via con la Matra 12 cilindri F1 del museo di Romorantin, in Francia. Sentire nuovamente “suonare” quel motore proprio dal piede del suo più grande interprete, è stata un’autentica delizia.

Tra le altre auto protagoniste della Casa piemontese, molto ammirate sono state quelle della Collezione Lancia coordinata da Raffaele Terlizzi, quattro pezzi uno più importante dell’altro. La monoposto “D50” del 1954 è stata molto applaudita alla partenza della prima manche, quando i meccanici hanno messo in moto il bolide proprio come si faceva appena prima di un Gran Premio all’epoca. Per la Collezione erano presenti anche l’unica “D25” rimasta al mondo, quella allestita per Alberto Ascari nel 1957, la mitica “Fulvia 1.6 HF” vincitrice del Montecarlo 1972 con Munari e la “Stratos” con livrea Alitalia. Tra le vetture presenti figurava anche l’“Alpha” del 1908, la Lancia più vecchia esistente al mondo, che appartiene alla prestigiosa collezione di Corrado Lopresto.

Gaetano Derosa

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