DESTINAZIONE AMERICA

Pochi ricordano la Intermeccanica “Italia Spider”, costruita alla fine degli anni Sessanta in una quindicina di esemplari, tutti destinati agli Stati Uniti. L’esemplare della nostra prova è del 1968 (telaio numero 50039) e deve la linea a Franco Scaglione, che disegnò quasi tutti i modelli della Intermeccanica. La linea della “Italia Spider” ha alcuni particolari che ricordano le Ferrari e le Maserati dell’epoca.
Gli interni sono lussuosi, con sedili in pelle e rivestimenti di qualità. Sullo sconnesso e a velocità sostenute, la vettura diventa rumorosa. Il motore V8 Ford di 5.8 litri si fa sentire soprattutto in accelerazione: nello spazio di un chilometro, il tachimetro è già ben oltre i 200. Del resto, la potenza è di 310 CV e la massa relativamente contenuta: meno di 1200 kg a vuoto. All’epoca il costruttore dichiarava un tempo di accelerazione appena superiore ai 6 secondi per passare da 0 a 100 km orari.
L’impianto frenante non è all’altezza delle prestazioni, nonostante i dischi di generose dimensioni. Il pedale è sgradevolmente “lungo” ed è necessario azionarlo ripetutamente per richiamare olio nella pompa. In marcia, si apprezza l’elasticità del motore, che ha una coppia motrice di oltre 50 kgm a 3200 giri. Il consumo è elevato, con percorrenze medie che difficilmente superano i 5 km/litro. La frizione, piuttosto pesante, rende poco agevole l’uso del cambio, soprattutto in città. Un’ultima nota dolente viene dalla capote, uguale a quella della Ferrari “275 GTS”: teme l’acqua ed è piuttosto delicata.

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