MA CHE MUSICA MAESTRO

Gianandrea Gavazzeni, noto direttore d’orchestra, la preferì per la musicalità del motore a sei cilindri di tre litri e per distinguersi, data l’assoluta rarità del modello sulle nostre strade. Finì dimenticata e poi radiata, ma è sempre rimasta a Bergamo.

Ogni volta che Riccardo Imberti, imprenditore di Casnigo (Bergamo), passa con la “Super Snipe”, tutti gli sguardi sono per lui. E in effetti si tratta di un modello raro di una marca britannica poco diffusa: la Humber, del gruppo Rootes, deputata alla produzione di modelli di prestigio.

La terza serie, protagonista del nostro servizio, è stata prodotta in soli 7257 esemplari, dei quali pochissimi giunti in Italia. Questa ammiraglia blu e grigia venne scelta da Gianadrea Gavazzeni (1909-1996) e poi passò agli eredi che se ne disinteressarono, lasciandola nell’officina di un meccanico per liberare il garage di casa. Con il passare degli anni, venne radiata d’ufficio.

Quando Imberti l’ha acquistata, era ancora in buono stato: “Ho dovuto riparare la lamiera del vano della ruota di scorta e lucidare la vernice. Quanto alla meccanica, ho cambiato solo la pompa dei freni e una pinza, fortunatamente compatibili con quelle dei modelli più diffusi”. Gli interni, troppo screpolati, sono stati rivestiti con del pellame nuovo e le gomme sono state sostituite con delle Michelin a fascia bianca.

Su strada conviene tenere un’andatura da limousine, il cambio è piuttosto rapido e preciso e le tre marce (più overdrive) possono bastare. I freni anteriori sono a disco ma non infondono grande fiducia. Il confort è invece di altissimo livello: lo spazio non manca, i sedili sono comodissimi e le sospensioni attutiscono le asperità. Tanta morbidezza però si paga in termini di tenuta di strada.

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