Marchi scomparsi: la storia della Auburn

Tutto era cominciato nel 1900 e finito esattamente 80 anni fa, nel 1937. La storia della Auburn Automobile Company oggi potrebbe essere classificata come un particolare caso economico  di spin-off familiare: un’azienda che, prendendo ispirazione da un’esperienza imprenditoriale familiare, assume poi una sua completa autonomia.

Frank e Morris Eckart sono i figli di Charles Eckart, che una generazione prima, nel 1875, fonda in Indiana la Eckart Carriage Company. I due giovani sono appassionati ideatori di automobili innovative e invece di andare a lavorare nell’azienda di papà, decidono di fondarne una da soli: così nasce la Auburn Automobile Company, che prende il suo nome da quello della città in cui si trova, Auburn,  e assorbe presto due imprese artigiane  locali del settore.  Oggi si trova lì l’Auburn Cord Duesenberg Automobile Museum.

Il primo modello Auburn viene prodotto nel 1904  e si chiama Auburn Model A. Costa 1000 dollari , pesa 680 chili, ed è un’auto da turismo, per due o quattro passeggeri, con il telaio  in acciaio.

Poi nuovi locali, un discreto sviluppo, un certo successo. Sono i primi anni del Novecento e siamo in America: lavorare nel campo automobilistico allora è un po’ come oggi lavorare  nel settore delle nanotecnologie, cioè vuol dire lavorare nel progresso, ad un passo dal futuro.

A capovolgere la situazione arriva la prima guerra mondiale. Le materie prime diminuiscono e  ciò determina inevitabilmente la crisi. L’attività andrà a scemare.

Nel 1919 i fratelli Eckhart vendono la Auburn ad un gruppo imprenditoriale del settore finanziario. In seguito Errett Lobban Cord , un commerciante di vetture di successo, prima acquisisce la Auburn, poi diventa socio della Duesenberg, infine dà il suo nome ad una terza casa automobilistica, la Cord. Tra le ultime auto costruite ricordiamo la Auburn Boattail Speedster  e la Auburn Speedsters.

Le vetture prodotte sono avanguardie automobilistiche, ma costano molto. La Auburn vende troppo poco. Nel 1937, la produzione finisce.

Elisa Latella

partecipa alla conversazione

Marchi scomparsi: la storia della Auburn

1 DI 5