UNA CORSA E VIA

Nata specificamente per le gare, partecipò a una sola competizione, la cronoscalata Castione Baratti-Neviano degli Arduini, dove giunse seconda. Dopodiché il suo motore venne smontato per essere impiegato su diverse vetture, tra cui McLaren e Lola. Fresca di un lungo e meticoloso restauro, la nostra Sport è riapparsa pubblicamente nel 2006 a Villa d’Este, suscitando grande clamore. Telaio tubolare, V8 di 3 litri, 307 CV, 290 km/h
 
Giovanni Volpi, conte di Misurata, la cui scuderia Serenissima si era già cimentata in gara nel 1960 e ’61 con Maserati, Ferrari e Bizzarrini, nutriva l’ambizione di costruire una propria vettura da competizione: affidò dunque il progetto di una berlinetta sportiva all’ingegner Alberto Massimino. Allestita dalla Sasamotors di Modena, la nuova vettura assunse il nome di Serenissima “308V” e ricevette un’elegante carrozzeria disegnata da Francesco Salomone e realizzata dalla Gransport di Modena.

Terminata nel dicembre del 1964, la “308V” presentava telaio a struttura tubolare e motore montato a centro macchina: un V8 di 3 litri da 307 CV a 8500 giri/min con distribuzione a quattro alberi a camme in testa e alimentazione mediante quattro carburatori Weber. In sede di collaudo, il telaio del prototipo n° 001 dimostrò evidenti lacune: il nuovo prototipo con passo accorciato, n° 003 e battezzato “Jet”, ricevette da Salomone un’inedita carrozzeria più compatta e aggraziata. Era il 27 ottobre 1965.

Dopo aver affrontato il 3 aprile 1966 la sessione di prove preliminari per la 24 Ore di Le Mans (girò in 4’18,5″ alla media di 187,392 km/h), la “Jet” partecipò all’unica corsa della sua carriera, la cronoscalata Castione Baratti-Neviano degli Arduini: il collaudatore, Luigi Bertocco, arrivò secondo nella categoria Sport Prototipi. Alla fine di maggio il colpo di scena: Giovanni Volpi fece smontare il motore, che venne installato nella monoposto di F.1 McLaren “M2B-2″.

Al Francis, direttore tecnico della neocostituita società Serenissima Automobili srl, reinstallò nella “003” il motore originario accoppiato ad un nuovo cambio Colotti, ma, all’inizio del ’68, lo stesso gruppo finì montato dapprima sulla McLaren “M1C” per la gare CanAm e in seguito sulla Lola “GT Mk6″, che nel 1970 fu trasferita a Wichita, Kansas, al seguito di Al Francis. Quando la Serenissima chiuse i battenti, l’anno dopo, la “003” fu venduta in Svizzera priva di motore e solo nel 1978 fu recuperato negli Stati Uniti il gruppo motopropulsore.

La berlinetta fu sottoposta a un meticoloso restauro presso la Carrozzeria Speciale Millenium Racing di Turbenthal (Svizzera) e si presentò in forma smagliante al “Concorso di Eleganza di Villa d’Este” del 2006.

Motore Centrale-posteriore – 8 cilindri a V (90°) – Alesaggio 85 mm – Corsa 66 mm – Cilndrata 2996 cm³ – Potenza 307 CV a 8500 giri/min – Valvole in testa, distribuzione a due alberi a camme per bancata – Rapporto di compressione 9,75:1 – Quattro carburatori Weber doppio corpo – Doppia accensione – Batteria 12 V, 40 Ah.
Trasmissione Trazione posteriore – Frizione monodisco a secco – Cambio a 5 marce, comando con leva a cloche – Coppia posteriore ipoide (rapporto al ponte 4,25:1) – Ruote anteriori 5,50-15, posteriori 6,50-15.
Corpo vettura Berlinetta 2 posti, 2 porte – Telaio tubolare – Sospensione anteriore a ruote indipenenti, bracci sovrapposti oscillanti, molle elicoidali, ammortizzatori telescopici – Sospensione posteriore a ruote indipendenti, bracci sovrapposti oscillanti, molle elicoidali, ammortizzatori telescopici – Freni idraulici a disco – Sterzo a vite e rullo – Capacità serbatoio carburante 140 litri.
Dimensioni e peso Passo 2425 mm – Carreggiata anteriore 1390 mm – Carreggiata posteriore 1345 mm – Lunghezza 4350 mm – Larghezza 1750 mm – Altezza 1200 mm.
Prestazioni Velocità 290 km/h.

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