1907, alle origini delle automobili Temperino

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Quattro fratelli e un sogno chiamato utilitaria. Era il 1907 e le automobili erano ancora considerate un lusso. Ma c’era chi sapeva guardare avanti a Torino, precisamente in un laboratorio in corso Principe Oddone 44. Sono trascorsi 110 anni dalla fondazione della Temperino, casa motociclistica e automobilistica fondata da Maurizio, Secondo, Giacomo e Mary Temperino.

La famiglia, originaria del piccolo paese di Borgiallo, era prima emigrata negli Stati Uniti e poi aveva fatto ritorno in Italia, a causa la morte del padre minatore. I quattro  fratelli decidono di aprire l’officina Fratelli Temperino, per la riparazione di biciclette e motocicli. Ma non ci sono limiti all’immaginazione. Già nel 1908 iniziano la costruzione, forse su licenza, di una motocicletta commercializzata con il marchio Mead Flyer; un modello diverso viene poi presentato alla Mostra speciale dell’Automobile, del Ciclo e dell’Aeronautica, all’interno dell’Esposizione internazionale di Torino nel 1911.

Maurizio Temperino alterna il lavoro in officina con quello di autista: gli affida la sua auto anche la regina Margherita, e ciò gli consente di conoscere le qualità delle varie automobili e le nuove tecniche. La sperimentazione dei prototipi delle auto viene interrotta dalla guerra Italo-turca e dalla prima guerra mondiale. Anche l’officina dei Temperino viene infatti mobilitata per le necessità belliche: lì si riparano i motori degli aeroplani che decollano dal campo volo di Mirafiori.

Lo Stato Maggiore nota però l’abilità dei fratelli e, convinto della necessità di avere nel parco macchine piccole e veloci automobili, ne ordina un certo numero: una commessa che accelera lo sviluppo della piccola realtà aziendale. Si arriva alla produzione in serie nel 1918, con il supporto delle Officine Moncenisio di Condove.

Viene costituita la Società Anonima Vetturette Temperino, i cui prodotti vanno alla grande: costano poco, consumano con parsimonia e si dimostrano forti nelle gare in salita. Il target di riferimento è la piccola borghesia, non la classe ricca: quindi si riducono le parti forgiate a mano, i pezzi dell’auto vengono standardizzati. Conservando la struttura di base e combinando gli elementi della carrozzeria si possono ottenere vari modelli.

La caratteristica di queste auto di tipo utilitario è il motore a due cilindri raffreddato ad aria, brevettato da Giacomo Temperino. Il modello 8/10 Hp è il primo costruito dalla Temperino e piace molto anche al di fuori dei confini nazionali, soprattutto in Inghilterra, dove viene addirittura aperta una sede.

La Temperino 8/10 Hp ( detta anche Tipo 8/10) viene prodotta nelle due versioni Normale e Sport, entrambe con il motore anteriore a due cilindri, il cambio a tre  marce e i freni  meccanici nelle ruote posteriori. Nella versione Sport il motore arrivava a 90 km/h. Il 1920 è l’anno delle vittorie sportive nel circuito del Sestriere. Dalla cronaca  sportiva dell’evento nascerà il gioco di parole: “Ci vuole una Temperino per tagliare bene il traguardo”. Negli anni 1921-22 la produzione arriva a una decina di auto al giorno. Viene prodotto in seguito il modello Gsm 7-12 hp, che riscuote successo in Gran Bretagna e viene venduto anche in Brasile.

Purtroppo nel 1921 fallisce la Banca di sconto, principale ente finanziatore dell’azienda, e tre anni dopo la piccola (grande?) fabbrica torinese chiude, mentre la Temperino motors Ltd. di Londra opera fino al 1940. Il ceto medio-alto e a cui si rivolge questa realtà imprenditoriale in quel periodo non è abbastanza ampio. Lo sarà negli anni Cinquanta-Sessanta, gli anni “dell’utilitaria”. Comunque i quattro fratelli avevano precorso i tempi, come ricorda quella loro “vetturetta”, che oggi è ancora lì, a Torino, esposta al Museo dell’automobile.

Elisa Latella

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