ACI: Angelo Sticchi Damiani chiede l’abolizione del superbollo

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Il numero uno dell’Automobile Club d’Italia richiama l’attenzione sulla necessità di tutelare il nostro patrimonio di veicoli storici attraverso un fisco più equo. Questo passa anche attraverso l’abolizione del superbollo.

Intervenendo alla conferenza stampa per la presentazione della 34esima edizione di Automotodepoca (Padova Fiere, 26 – 29 ottobre 2017) alla sede ACI di Roma, il Presidente dell’Automobile Club d’Italia Angelo Sticchi Damiani ha parlato degli interventi che, nel quadro della Legge di Stabilità 2018, il Governo dovrebbe adottare a favore del comparto automobilistico.

Riferendosi ai veicoli storici Sticchi Damiani ha detto che “Va riordinato il bollo auto per le vetture ultra ventennali veramente storiche, che ogni anno aumentano di circa mille unità. Vanno tutelate solo queste, esentandole dal pagamento del bollo auto, anche perché – continua il Presidente dell’ACI –  tutte le altre circolanti ogni giorno sono inquinanti, poco sicure e dannose per l’ambiente”

Con riferimento alle auto da competizione ha inoltre ricordato come in occasione del rally Roma Capitale, le forze dell’ordine abbiano elevato una multa a un’automobile non omologata, pur essendo molto più sicura. “La polizia municipale – ha proseguito Sticchi Damiani – ha fatto il suo dovere, ma si rende necessaria una regolamentazione ad hoc per queste auto durante di eventi sportivi, e la definizione di un protocollo che permetta loro lo spostamento su strada per raggiungere le tappe di gara”.

Un ultimo commento lo ha riservato al famigerato superbollo per le auto con potenza superiore a 185 kW (251,3 cavalli). L’addizionale erariale – ricordiamo – prevede 20 € per ogni kW oltre quella soglia, con una riduzione proporzionale all’aumento dell’età dell’auto: 12 euro dopo il quinto anno, 6 euro dopo il decimo anno, 3 euro dopo il quindicesimo anno, annullamento al compimento del ventesimo anno. “Bisogna eliminare il superbollo perché – spiega Sticchi Damiani – non bisogna penalizzare un comparto su cui l’Italia ha delle eccellenze come Ferrari, Maserati e Lamborghini. Infatti, questa misura non ha portato i risultati attesi dal Governo, ma anzi ha avuto un gettito inferiore alle attese”.

Alvise-Marco Seno

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