Addio a Carlo Riva: trasformò le sue barche in oggetti di lusso

Si è spento a 95 anni Carlo Riva, ovunque definito una geniale amalgama di passione e creatività a disposizione della nautica. Trasformò l’azienda di famiglia in un brand di lusso e creò vere e proprie icone tra cui l’Aquarama, simbolo stesso della produzione dei cantieri di Sarnico.

Lutto nel mondo della nautica: è mancato l’ingegner Carlo Riva, esponente della dinastia di costruttori di imbarcazioni sportive e animatore della crescita del cantiere negli Anni 50 e 60 fino alla sua consacrazione tra i brand più importanti del settore e del made in Italy.

Carlo Riva, figlio di Serafino, nacque il 24 febbraio del 1922 a Sarnico, sulle rive del Lago d’Iseo, e già molto giovane iniziò a lavorare nell’azienda di famiglia seguendo le orme del padre, del nonno Ernesto Riva e del bisnonno Pietro Riva, fondatore del cantiere nel 1842.

CAMBIO DI ROTTA
I risultati del suo lungo apprendistato aziendale iniziarono a concretizzarsi negli Anni 50 con l’inaugurazione del nuovo cantiere (oggi sotto tutela architettonica). Il giovane Carlo Riva, in controtendenza rispetto alla precedente gestione del padre Serafino, diede alle imbarcazioni prodotte una personalità differente dalla normale percezione: non più strumenti di mero trasporto o barche da corsa. Le barche prodotte sulle rive del Lago d’Iseo divennero, progressivamente, oggetti di lusso come le automobili, destinati a una clientela appassionata, raffinata ed elitaria.

Le barche Riva divennero simbolo di una grande ricerca stilistica e di qualità costruttiva secondo le rigide regole di Carlo Riva, il quale, di fronte a uno scafo imperfetto, non esitava a distruggerlo. Con questa nuova filosofia iniziò il periodo più prospero per il marchio Riva, nel quale ogni nuovo modello si impose come status symbol, icona di sportività e lusso nell’universo della nautica.

Nacquero in questo periodo (grazie anche all’ingresso in azienda dell’architetto e designer Giorgio Barilani) il Sebino (primo modello a inaugurare la produzione in serie), il Riva Ariston (“disegnato con amore, nato forte e puro come un cavallo di razza”), il Tritone (primo Riva equipaggiato con due motori), il Florida e, nel 1962, il mito Aquarama.

Barche in legno dal design inconfondibile, realizzate con grande cura e attenzione al dettaglio. Tutti i principali protagonisti della Dolce Vita e del jet set internazionale dell’epoca si legarono a un Riva: Brigitte Bardot, Liz Taylor, Sophia Loren, Elton John, Peter Sellers, Anita Ekberg, Sean Connery, Jean Paul Belmondo, Richard Burton, Ingrid Bergman, Aristotele Onassis, Jackie Stewart…

IL RIVA AQUARAMA
La barca sportiva diventata simbolo stesso del marchio fu presentato al Salone della Nautica di Milano nel novembre 1962. Concepito sulla base del Riva Tritone, divenne subito un successo di vendita, apprezzato per il design e per la cura costruttiva.

Motorizzato con propulsori Chrysler (di questo brand era anche il volante) o General Motors, fu prodotto in quattro versioni (oltre all’Aquarama classico anche il Super, il Lungo e lo Special) fino al 1996. Ancora oggi, l’ultimo Aquarama prodotto, telaio 784, è conservato presso il cantiere di Sarnico.

1969: VETRORESINA
Nel 1968 Carlo Riva vendette l’azienda ma continuando, comunque, a dedicarvici tempo, passione e sforzo imprenditoriale. La sua gestione segnò un’altra tappa fondamentale nel 1969, anno di introduzione della vetroresina come materiale strutturale.

La nuova strategia di produzione fu inaugurata con due modelli inediti: il Bahia Mar 20′ e il cabinato Sport Fisherman 25′. Fu una scelta decisamente innovativa per un cantiere molto legato alla tradizione, ma che testimonia il talento imprenditoriale di Carlo e la sua attenzione alle esigenze e al mercato. In quest’ottica creò i Riva Boat Service, veri e propri concessionari ufficiali e officine di manutenzione per le imbarcazioni Riva nel mondo.

LE ALTRE ATTIVITA’ E GLI ANNI RECENTI
Lasciata l’azienda nel 1972 iniziò a collaborare con il Porto Turistico Internazionale di Rapallo che dal 25 luglio 1975 decise di portare il suo nome. Nel 2005 Alberto II di Monaco l’ha insignito del titolo di Personnalité de la Mer.

IL RICORDO DELL’A.D. DI FERRETTI GROUP
Alberto Galassi, Amministratore Delegato di Ferretti Group (il Gruppo ha acquisito Riva nel 2000) ricorda così Carlo Riva: “Ci ha lasciato il più grande di tutti. Il mondo perde un geniale creatore di barche, un maestro di stile, un gigante della storia industriale e imprenditoriale della nostra Italia. Io, personalmente, perdo un maestro, un esempio di genialità, d’impegno e di amore per il lavoro“.

Alvise-Marco Seno

partecipa alla conversazione

Addio a Carlo Riva: trasformò le sue barche in oggetti di lusso

1 DI 8