Asta di Goodwood: buoni affari con le italiane

Il Regno Unito si rivela un territorio favorevole per le italiane d’epoca. È quello che si deduce dai risultati dell’ultima asta di Bonhams al Member’s Meeting 2018.

Che nel catalogo dell’asta organizzata da Bonhams durante il primo grande evento inglese dell’anno ci fossero delle occasioni interessanti per gli appassionati italiani di auto storiche lo avevamo segnalato pochi giorni fa. Oggi, alla luce dei risultati dell’asta, si può dire che la Gran Bretagna sia un terreno da scandagliare con attenzione alla ricerca di eventuali affari a quattro ruote.

Questo almeno fino a quando continuerà a sussistere il regime pre-Brexit che, come è stato deciso proprio oggi a Bruxelles, si protrarrà fino al 31 dicembre 2020. Fino ad allora sarà infatti possibile spostare le auto dal Regno Unito all’Italia con discreta facilità. Dopodiché tutto sarà più complicato.

Non tutte le auto italiane offerte sono state aggiudicate. Per esempio sono state respinte al mittente cinque delle sei Ferrari in catalogo, compresa la Ferrari 412 GT che avevamo segnalato come potenziale buon acquisto. Non venduta anche la Ferrari Dino 246 GT Spider di proprietà del batterista del Pink Floyd Nick Mason. L’unica Rossa aggiudicata è stata una 208 GTB Turbo del 1983 con guida a sinistra stimata 51.000-61.000 euro e battuta a 44.850 euro compreso il premio d’asta.

Pessimo week-end anche per le Lamborghini, sia per la più pregiata 400GT 2+2 del 1967, sia per la Diablo del 1991. In generale le supercar hanno fatto tutte fatica a passare di mano nonostante il Meeting di Goodwood sia dedicato a loro. Si è confermata anche in questo caso la maggiore difficoltà del mercato ad assorbire auto con prezzi “medi”, tra i 200.000 e il milione di euro. Non a caso, la quotazione in assoluto più alta registrata a Goodwood è quella relativa a una AC ACE Roadster del 1958 battuta per 233.145 euro.

Quanto alle italiane, da segnalare la vendita di una Alfa Romeo Giulia Sprint GTA del 1965 guida a destra aggiudicata a 206.295 euro (la più cara delle italiane aggiudicate); una Lancia Aurelia B24 Convertibile del 1956 da restaurare in alcuni dettagli battuta a 180.722 euro; una Fiat Dino Spider battuta a 114.230 euro; una rara Lancia Belna del 1935 (una Augusta carrozzata in Francia) aggiudicata a 9.846 euro e tre Lancia Lamba, due del 1928 (una Cabriolet e una Tourer della VII e VIII serie) battute rispettivamente a 62.000 e 55.200 euro, e una del 1931 a 43.700 euro.

Prezzi stracciati invece per alcune italiane più economiche, tra le quali spicca la Lancia Y10 ottimamente conservata e con soli 30.000 km percorsi aggiudicata a 1.181 euro; mentre per una Lancia Ardea Serie II del 1946 in pessime condizioni sono stati sufficienti per portarsela a casa solo 853 euro. Interessante il prezzo di una Lancia Appia del 1954 da restaurare pagata 6.584 euro, o di una Lancia Beta Coupé del 1984 a 10.500 euro e di una Lancia Rallye 1.3 S del 1970 a 11.815 euro.

Il freddo, la pioggia e la neve caduta su Goodwood durante il Member’s Meeting 2018 non hanno comunque allontanato più di tanto gli appassionati inglesi dall’asta di Bonhams. Il freddo si è sentito di più nei prezzi di aggiudicazione ma su un venduto tutto sommato positivo per la Casa inglese che ha aggiudicato il 70% dei lotti in catalogo, il 22% dei quali offerti senza prezzo di riserva. Qui trovate tutti i risultati dell’asta.

Gilberto Milano

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