[Aste] Che follie a Montecarlo

Prezzi tendenti al basso e molti lotti invenduti, ma nella due giorni di vendite organizzate lo scorso week end da Bonhams e RM Sotheby’s nel principato di Monaco ci sono state anche autentiche follie. Ecco le più clamorose

Si sono dati battaglia per un buon quarto d’ora a suon di rilanci di decine di migliaia di euro: uno al telefono, l’altro in sala. Entrambi la volevano a tutti i costi, a qualsiasi prezzo. Alla fine l’ha spuntata il misterioso acquirente al telefono. Che ha sborsato 715.000 euro per una Lamborghini Huracan RWD molto speciale, personalizzata secondo le specifiche del programma Ad Personam di Lamborghini nei colori del Vaticano, ma pur sempre la più “economica” tra le Huracan. A fare la differenza e a scatenare una irrefrenabile voglia di possesso è stata la firma di Papa Francesco sul cofano.

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L’auto era infatti stata donata dalla Casa di Sant’Agata Bolognese al Santo Padre lo scorso novembre con l’intento di venderla e devolvere il ricavato in opere di beneficenza. E così è stato. Il denaro servirà in parte per la ricostruzione della città di Ninive, in Iraq, che ha subito anche enormi perdite umane durante l’assedio dell’Isis; per la Onlus “Amici del Centrafrica”; per il Groupe International Chirurgiens Amis de la Main (Gicam) e per la ”Comunità papa Giovanni XXIII” che aiuta le donne vittime della prostituzione.

Soldi spesi bene insomma. RM Sotheby’s l’aveva stimata tra i 250.000 e i 350.000 euro, un valore già molto alto rispetto ai 185.000 euro di listino della versione “base”. Certo nessuno si aspettava una moltiplicazione del valore fino a raddoppiare la stima.

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La Lamborghini di papa Francesco non è stata però l’unica follia registrata nel week end di aste del Principato di Monaco. In termini di moltiplicazione degli euro il record della rivalutazione se lo aggiudica una Jaguar XK 140 SE carrozzata da Michelotti nel 1955.

Un pezzo rarissimo, una vettura nata come XK140 SE Coupé con carrozzeria normale per una cliente francese (si dice che fosse Brigitte Bardot, ma non ci sono documenti che lo attestino) prima di subire un gravissimo incidente ed essere ricostruita dal carrozziere torinese Giovanni Michelotti secondo un suo disegno.

Sembra che Michelotti abbia realizzato tre Jaguar XK 140 SE con il suo stile. Una diversa dall’altra, modificando anche gli interni. Un pezzo raro, quindi, anche se in pessime condizioni di conservazione. Un esemplare che oltretutto montava il motore di una Jaguar C-Type, auto da corsa tra le più prestigiose della Casa inglese.

Bonhams, che l’ha messa all’asta, l’aveva stimata al massimo 50.000 euro. Ebbene è arrivata a 365.500! Il giusto prezzo? Probabile. In fin dei conti chi l’ha acquistata si è portato a casa una Jaguar in esemplare unico per quanto da restaurare, oltre al motore di una C-Type, vettura che è arrivata a essere quotata anche 11,8 milioni di euro (RM Sotheby’s, Monterey, agosto 2015).

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Supervalutata anche una Chevrolet Corvette del 1960
che ha visto moltiplicare per tre la quotazione iniziale. RM Sotheby’s l’aveva stimata al massimo 120.000 euro, una cifra già alta per un esemplare del 1960. Ma la difficoltà di reperire un esemplare in così buone condizioni, soprattutto in Europa, ha solleticato la voglia di un paio di collezionisti che dopo una contesa tutto sommato veloce hanno portato la quotazione finale a 331.250 euro.

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Follie sono state compiute anche per qualche lotto di automobilia. Per esempio, per la copertura del motore di una Ferrari F2007, la monoposto con la quale Kimi Räikkönen vinse il suo primo titolo mondiale e la Ferrari vinse il suo primo titolo costruttori nel dopo Schumacher. Quotata al massimo 12.000 euro è salita fino a 96.000 euro, di più di una Ferrari 456 GT del 1995 aggiudicata nella stessa asta a 85.000 euro.

Gilberto Milano

 

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