All’asta a Parigi il prototipo della 911 Cabrio del ’64

Andrà all’incanto l’esemplare con telaio 13360, il secondo più antico esistente e prototipo dell’unica Porsche 911 Cabriolet degli anni 60. Fu creato dalla Carrozzeria Karmann dietro le pressioni del mercato, che voleva una 911 scoperta. Ma in sede di test emersero numerosi problemi, che costrinsero a non produrla. Ma nel “correre ai ripari”, Porsche creò un mito: la 911 Targa.

Nel mondo del collezionismo di automobili, termini come “prima”, “ultima”, “unica” e “originale” sono fondamentali per la definizione del valore collezionistico e, in termini più pratici, economico. E se il caso vuole che tutti e quattro i concetti si riferiscano alla stessa automobile, allora la sua quotazione può prendere una piega imprevedibile, giacché il valore dipende da quanto il collezionista sia disposto a spendere per entrarne in possesso.

E’ “quasi” il caso dell’esemplare che RM Soteby’s metterà all’incanto il prossimo 8 febbraio a Parigi nei giorni di Retromobile. Si tratta di una 911 molto speciale e particolare, costruita nel ’64: è il prototipo della 911 Cabriolet realizzato dalla Karmann nel ’64, l’unico costruito e secondo più antico tra le Neunelfer giunte ai giorni nostri.

NIENTE CABRIO!
Al Salone di Francoforte del ’63 Porsche aveva introdotto la 911, l’erede della 356: nuovo telaio, nuovo motore boxer di 2 litri con frazionamento 6 cilindri per 130 CV ma, soprattutto, un design inedito opera di Ferdinand Alexander “Butzi” Porsche. La 356 C/SC rimaneva ancora in produzione e, naturalmente, anche in versione cabriolet.

Ecco il punto: la Porsche 911 era un’affascinante coupé ma mancava la versione scoperta per i climi temperati. La 356, ancora in produzione nel ’65 ma con risultati di vendita esigui rispetto alla nuova 911 (un rapporto di 1 a 20) era l’unica cabriolet della Casa di Stoccarda a listino.

Pressato dalle richieste, il management Porsche corse ai ripari. Su uno dei prototipi della 901, con telaio 13360, la Carrozzeria Karmann allestì velocemente un cabriolet, segando via il tetto e operando gli opportuni rinforzi sulla scocca.

PROBLEMI! E COSI’ NACQUE LA 911 TARGA
Apparentemente sembrava fatta
: la nuova Porsche 911 poteva contare sulla disponibilità di un cabriolet, versione più raffinata ed esclusiva. In realtà, essendo stata progettata solo come versione chiusa, in sede di verifica da parte dei reparti tecnici palesò numerosi problemi, per i quali una soluzione appariva lontana (nel tempo) e pesante (nei costi). Non volendo rinunciare alla Cabrio, Porsche prese una decisione di ripiego: installò un grande rollbar ad arco subito dietro il taglio della portiera. A chiudere l’abitacolo e a proteggere adeguatamente da vento e acqua ci pensava un tetto rigido ripiegabile e un lunotto in tela staccabile: era nata la 911 Targa, presentata nel ’67 e destinata a diventare un modello iconico della produzione.

ALL’INCANTO
Nel 1967 il prototipo della 911 Cabriolet fu venduto al pilota e collezionista Manfred Freisinger di Karlsruhe, presso il quale rimase fino al 2001 quando Myron Vernis un cacciatore di vetture molto rare e speciali riuscì ad averla permutandola con una rara 356 B Carrera GS.

Eccetto per l’installazione di un motore 2 litri nuovo (con punzonatura molto “antica”), Vernis lasciò questo esemplare nelle condizioni in cui si trovava per cercare di rispettarne il più possibile l’originalità. Utilizzata con cura, talvolta portata a qualche evento, la 911 Cabriolet Prototipo rimase in suo possesso fino al 2014, anno in cui fu ceduta al suo attuale proprietario.

Questi ha deciso, infine, di metterla all’asta: l’esemplare possiede ancora vernice (rosso Signal) e interni originali ad esclusione, forse, dei sedili. Trattandosi di un prototipo possiede una serie di particolari posticci e non definitivi, tipici di una vettura sperimentale.

Photo Credit: Tim Scott ©2016 Courtesy of RM Sotheby’s

Alvise-Marco Seno

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