Asta Duemila Ruote: le moto su cui puntare

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Parlare di saldi è davvero riduttivo: per gli appassionati della moto d’epoca, l’asta Duemila Ruote che si terrà dal 25 al 27 novembre nella fiera di Rho-Milano (precisamente nel padiglione 24, adiacente a quelli di Milano AutoClassica) è la cosa che assomiglia di più alla scoperta del Sacro Graal. Il motivo è presto detto: a monopolizzare l’attenzione saranno le ben più numerose e blasonate auto. E l’impressionante numero di lotti che sarà messo all’asta (836, di cui oltre la metà di auto) costringerà la casa d’aste RM Sotheby’s a velocizzare quanto possibile la vendita degli oggetti dal minor valore stimato. E tra questi spiccano senza dubbio le moto. Il risultato è che con pochissimi soldi c’è la possibilità di fare l’affare del secolo. Sperando di non trovare concorrenti troppo combattivi in fase di rilancio.

Nella sterminata collezione di veicoli confiscati c’erano infatti anche moltissime moto, di ogni epoca e stile. Molte delle quali autentici oggetti da collezione oppure esemplari che, nel mercato collezionistico attuale, hanno valori decisamente più alti da quelli stimati dalla Casa d’aste. Tutti i lotti infatti sono senza riserva e, anche per chi ha un basso budget a disposizione (stimato da noi in 5mila euro) c’è la concreta possibilità di tornare a casa con almeno tre o quattro veicoli di notevolissimo interesse storico.

Compiano infatti era un accumulatore seriale di moto anteguerra, di moto da corsa (nel catalogo della casa d’aste compaiono almeno 15 moto da speedway tra GR, Weslake e soprattutto Jawa) e anche di modern classic piuttosto diffuse. Vediamo, all’interno del vastissimo catalogo (sono 156 i lotti di moto all’asta) cosa è possibile acquistare e quali sono i migliori affari da portare a casa.

Per chi ha un budget considerevole da gestire, il lotto 500 prevede l’assegnazione di una Norton Manx 40M del 1962 con telaio Featherbed (stima d’asta tra i 25 e i 27mila euro) oppure, sempre per restare in Inghilterra, una AJS 7R “Boy Racer” degli anni ’50 il cui valore stimato è lo stesso. Tra le moto dal valore stimato più alto ci sono molte sportive moderne, come la Ducati 1098 R nella serie limitata a 500 esemplari per celebrare la carriera di Troy Bayliss: la moto, prodotta nel 2009, ha un valore stimato di 22mila euro.

Decisamente più interessante il prezzo della Moto Guzzi MGS-01 Corsa del 2009 (tra i 13 e i 15mila euro), mentre il valore previsto della Ducati Desmosedici RR del 2008 è attorno ai 28-32mila euro. Il prezzo è alto ma comunque conveniente, trattandosi di una superbike stradale realizzata in serie limitata a 1500 pezzi e con caratteristiche da corsa. Sempre da Borgo Panigale arriva la bellissima 750 Sport del 1973 che, per una cifra tra i 16 e i 18 mila euro e in perfetto stato, ha i connotati dell’occasione.

Ma i veri affari si possono fare sulle moto dagli anni 60 agli 80 compresi. Una Suzuki RG500 da competizione può essere battuta ad appena 11mila euro, mentre tra gli 8 e i 10 mila euro potrebbero essere sufficienti a portarsi a casa una Yamaha TZ250. Passando alle enduro degli anni ’80, una Yamaha Teneré XT600 del 1983 costa appena 2-3mila euro, una Honda XR600R del 1988 appena 1000-1500.

Da non perdere l’occhio le classicissime degli anni ’70 come la Laverda 750 SF del 1972 (tra i 3 e i 4mila euro, quando la sua quotazione nei canali tradizionali spesso è più del doppio…), la Honda CB 750 Four del 1971, la Kawasaki Mach III del 1974 e la Ducati Scrambler 450 del 1970 al prezzo stimato a dir poco ridicolo di 1000-1500 euro. Per non parlare dei regali da regolarità: Husqvarna 400 CR del 1972 e CZ 250 al prezzo stimato di 500-1000 euro, mentre la KTM 340 GS costa tra 750 e 1500 euro. Stesso prezzo infine per una icona del motociclismo come la Bmw R 50 del 1956.

Marco Gentili

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