Record da Guinness dei Primati per la Seat 600

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Nella giornata conclusiva dei festeggiamenti per la Seat 600 a Barcellona, l’appello della Casa Madre ai proprietari sparsi per l’Europa fa centro: sul circuito di Montmelò si radunano quasi 750 esemplari ed è Guinness dei Primati. La storia dell’auto che ha messo la Spagna al volante.

Record mondiale al circuito di Barcellona – Catalonya, che ha ospitato, per la cerimonia di chiusura dei festeggiamenti per la Seat 600, un eccezionale raduno di Pelotillas. La risposta è stata straordinaria e l’elevato numero degli appassionati intervenuti ha così finito per realizzare un record mondiale che è valso l’inserimento nel Guinness dei Primati.

_MG_8826OKLa pista di Montmelò, su iniziativa della Casa Madre, ha radunato un esercito di 600 per chiudere in bellezza le celebrazioni per il 60esimo della l’utilitaria spagnola, lanciata sul mercato il 27 giugno del ’57. Dall’inizio dell’estate l’Universo Seat ha mobilitato le proprie strutture e lanciato un appello a tutti i proprietari di Seat 600. Si sono così ritrovati in pista ben 747 esemplari, numero sufficiente per creare un nuovo Guinness World Record. Il certificato è stato consegnato nelle mani di Luca de Meo, Presidente di Seat Auto.

Tra i partecipanti al raduno anche Mikel Palomera Amministratore Delegato di Seat Spagna e proprietario di una Seita: “La 600 rappresenta per gli spagnoli l’auto che ha riavvicinato famiglie e città all’interno del Paese, permettendo la mobilità alle tante persone che, per la prima volta in quel momento,  hanno potuto iniziare a viaggiare per piacere. Sono qui con la mia 600, circondato da amici e appassionati, prendere parte a questo festoso tributo alla vettura che ha messo la Spagna su ruote”.

LA STORIA DELLA 600

La motorizzazione della Spagna ha potuto decollare definitivamente grazie alla Seat 600 (tanto che nel 2016 la vettura fu celebrata con un esercizio di stile presentato proprio a Barcellona). Il suo sviluppo industriale di inizio ‘900, più lento rispetto agli altri Paesi europei, non le ha permesso di creare un comparto solido e, di conseguenza, l’iniziativa automobilistica è stata affidata a produzioni solitarie. Così, per il Paese, dall’inizio del secolo circolavano soprattutto veicoli molto semplici, con motori mono e bicilindrici, espressione di una filosofia lontana dal concetto più concreto di automobile. Oggi, tra i brand spagnoli della storia motoristica iberica, si ricordano a malapena Hispano Suiza e Pegaso con la Z102 progettata da Wilfredo Ricart e carrozzata Touring.

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La motorizzazione di massa della popolazione ebbe ufficialmente inizio il 9 maggio del 1950 con la fondazione della Sociedad Española de Automóviles de Turismo da parte dell‘Instituto Nacional de Industria, ente pubblico di valorizzazione industriale, tra cui azionisti figurava anche la Fiat (ricordiamo che la 600 Fiat ha fatto sessant’anni nel 2015). Quest’ultima fu il partner “operativo” ideale per dare all’industria automobilistica la possibilità di formarsi e presentarsi al mercato. Dovettero passare ancora tre anni ma, finalmente, arrivò il risultato: con la costruzione del primo stabilimento a Barcellona, su licenza del Lingotto nel 1953 la Spagna salutava la Seat 1400, modello identico (brand a parte) della corrispondente automobile torinese. Nel ’56 questo modello raggiunse il record di 10.000 esemplari prodotti in un anno, pari a una produzione giornaliera di circa 42 auto.

La mossa successiva sarebbe stata la produzione di un modello di fascia più bassa, che consentisse – così come stava già facendo la Fiat 600 a casa nostra – all’intero Paese di mettersi al volante. Attingendo ancora al portfolio dell’azienda torinese, nel ’57 arrivò la Seat 600, pressoché identica alla sua omologa italiana. Con un prezzo di 63.000 Pesetas, la piccola utilitaria da circa 20 Cv permise al popolo spagnolo di lasciarsi alle spalle il proprio passato e iniziare a gustare il sapore della modernità e della libertà.

Nel ‘58 la 600 berlina fu affiancata – 5.000 Pesetas di prezzo in più – dalla Convertible con tetto apribile e nel’ 59 dalla Multipla con 4 porte e 6 posti. Il 1961 fu l’anno della versione commerciale (senza sedili posteriori e vetri posteriori) e di un aggiornamento a livello meccanico che diede qualche cavallo in più per superare il muro dei 100 km/h di punta massima.

_5VD1427OKLA 600D, LA 800 CON QUATTRO PORTE
Nel ’63, mentre la 1400 viene sostituita dalla più aristocratica 1500, la 600D prende il posto della 600. L’ammodernamento del progetto contempla motore più potente, interni più ricchi e finiture più eleganti per aumentare il comfort. Grazie a cilindrata aumentata da 633 a 747 cc e carburatore maggiorato la potenza cresce a 29 Cv (come anche il peso, ora di 605 kg) e la velocità massima aumenta a 110 km/h. A stretto giro la Seat 600D è affiancata dalla Seat 800, la versione con quattro porte (18 centimetri più lunga) specifica per il mercato spagnolo.

600E, 600L
L’evoluzione continua senza sosta per tutti gli Anni 60 e, allo scoccare del 1970, mentre in Italia si conclude la produzione della Fiat 600, in Spagna la Seat 600 continua il suo ciclo di vita con la terza evoluzione, la 600E, meccanicamente identica alla D ma migliorata ancora dal punto di vista estetico e della dotazione.

Nel 1972, infine, l’ultima evoluzione, la 600L. Mantenendo inalterata la cilindrata ma agendo su carburazione, rapporto di compressione e distribuzione la potenza sale a 32 CV e la velocità massima a 120 km/h. Gli interni si sono fatti ancora più moderni e ben equipaggiati (ad esempio tappetini in tessuto e sbrinatore per il lunotto). Ciononostante la Seat 600 conserva il primato di automobile più economica del listino spagnolo.

Nell’agosto ’73, con la produzione dell’ultimo esemplare si conclude l’avventura della Seat 600 e inizia quella della Seat 133: meccanica della Fiat 850, stile ispirato alla 126.

Alvise-Marco Seno

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