Automoretrò 2014, Lingotto da record

Di questo passo si dovrà ampliare il Lingotto. L’edizione 2014 di Automotoretrò ha fatto il pieno, sia di visitatori sia di espositori, riempiendo i tre padiglioni storici. Pieno anche l’Oval, lo spazio inaugurato nel 2006 per le Olimpiadi e dedicato come l’anno scorso ad Automotoracing, sezione collaterale che ospita auto sportive ed elaborazioni. Nemmeno Beppe Gianoglio e il suo team si aspettavano una crescita a due cifre rispetto al già ottimo 2013. Ma così è stato, e tra gli espositori c’è stato chi ha venduto otto auto.

I frutti raccolti sono quelli di un lavoro serio e costante, che ha sempre mantenuto il focus sulla vera passione per l’auto storica senza inseguire i numeri a ogni costo: la manifestazione torinese non è una kermesse, è il posto dove trovare quanto ci serve per finire un restauro o per iniziarlo, conoscere club territoriali o di marca o altri appassionati o, ancora, acquistare documenti, gadget e piccoli attrezzi. Insomma, dove l’auto storica è passione e cultura. Lo hanno capito gli italiani, ma anche gli stranieri: da Germania, Francia e Olanda in particolare ne sono arrivati molti, sia per visitare sia per esporre.

Certo, la Casa automobilistica nazionale poteva fare un po’ di più: la presenza di Fiat e Lancia era affidata ai volonterosi registri di marca, l’Alfa Romeo non c’era e solo l’Abarth aveva una presenza ufficiale, peraltro ad Automotoracing. In compenso c’era – e come! – la Mercedes: uno stand per il club italiano, uno per quello inglese e una bellissima rassegna di “300 SL” per i sessant’anni del modello. È tornato il gruppo Piaggio, con tutti i suoi marchi Moto Guzzi compresa. E poi tanti club, in gara a colpi di bellezza dell’allestimento e rarità degli esemplari esposti. Andare al Lingotto, insomma, valeva la pena. Per chi se l’è perso, l’appuntamento è al 2015, sempre a febbraio.

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