[Celebrity cars] Rinasce la Miura di Rod Stewart

Un appassionato ha affidato al Polo Storico Lamborghini il restauro della Miura appartenuta al celebre cantante britannico Rod Stewart.

Supercar e rockstar degli anni 70 sono le parole chiave per leggere il restauro portato a termine dal Polo Storico Lamborghini che vede protagonista una Miura appartenuta a nientemeno che Rod Stewart. Una vettura che nel corso della sua carriera trasformista ha subito diversi “cambi di pelle” e che solo adesso torna alla sua forma originale, certificata dagli uomini della Casa del Toro dopo oltre 2000 ore di lavoro.

La storia di questa Miura inizia nel 1971, quando il cantante inglese decide di regalarsela per festeggiare il successo del singolo Maggie May. Una canzone da record  che lancia la sua carriera da solista e sale alla ribalta delle classifiche in Inghilterra, Stati Uniti e Australia. Come da record erano – e sono ancora oggi – le prestazioni della sua Miura, di un bianco immacolato e rigorosamente con guida a destra – al momento Rod Stewart viveva infatti nel Regno Unito.

L’auto, di cui esistono anche fotografie del cantante con la sua fidanzata dell’epoca, venne poi venduta ad altri proprietari che in seguito la modificarono non solo nel colore, blu, ma anche in altri dettagli di carrozzeria e nella meccanica, eseguendo un upgrade che la trasformarono in una SV.

La Miura di Rod Stewart ritorna ad essere quella che fu soltanto pochi giorni fa, finalmente conforme in tutto e per tutto alle specifiche di fabbricazione e, certamente, dei desiderata all’epoca espressi dall’illustre cliente. Il nuovo proprietario ha infatti deciso di consegnarla nelle mani esperte del Polo Storico che nel corso di un accurato e meticoloso restauro di oltre 18 mesi ha rimesso tutte le tessere del mosaico al loro posto: la Miura P400S è ora originalissima, come appena uscita di fabbrica, con il suo 12 cilindri da 370 cavalli e tutte le finiture previste dal capitolato del tempo che fu.

Del resto, per rendersene conto è sufficiente guardare le foto disponibili sul sito ufficiale della Casa. Già nel 2013, al tempo dell’incanto in cui era passata di mano, si trattava di auto  matching number, cioè con l’abbinamento corretto – secondo i dati di produzione – di telaio e motore: fatto che ha messo in discesa il lavoro degli specialisti, documentato in ogni fase e, in ultimo, nobilitato dalla certificazione della vettura.

Del resto, accertare la conformità delle auto e se del caso ricrearla grazie a selezione dei ricambi e lavorazioni di artigiani esperti è la missione del Polo Storico Lamborghini. Una mossa intelligente quella del nuovo proprietario, non solo perché rispetta la memoria storica del modello ma anche perché la qualità delle lavorazioni eseguite non potrà che elevarne le valutazioni in futuro, specialmente considerando anche l’ombra di un precedente proprietario illustre. Solo qualche mese fa abbiamo assistito a diversi casi di supervalutazioni di auto appartenute a personaggi famosi, vedi su tutti il caso della Volvo 262c nera appartenuta al duca bianco David Bowie.

Insomma, le premesse perché l’attuale proprietario possa godersela per anni e poi chissà, magari un giorno, rimetterla all’asta con un’ulteriore rivalutazione rispetto a quanto pagato, ci sono tutte.

Luca Pezzoni

 

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