Cinquant’anni di motore boxer by Subaru

ll 14 maggio 1966 veniva lanciata sul mercato la Subaru 1000, primo modello dell’azienda giapponese con motore boxer. La piccola compatta nipponica a motore e trazione anteriori segna l’inizio di una filosofia costruttiva che oggi domina tutta la produzione Subaru. Tutti i modelli in vendita, infatti, sono equipaggiati con questo tipo di propulsore.

Non c’è solo “un noto” costruttore tedesco a credere nel motore a cilindri orizzontali da oltre cinquant’anni. Anche il marchio giapponese Subaru, che il mondo conosce soprattutto per l’epopea dell’Impreza, sia stradale sia da rally, dimostra una caparbietà encomiabile nella capacità di mantenere inalterata questa formula tecnica.

Il 14 maggio 1966, infatti, questo propulsore fu introdotto sulla piccola Subaru 1000 da 55 CV, a quella data ufficialmente disponibile sui listini del costruttore. La decisione di dotare la piccola compatta (primo modello con trazione anteriore prodotto da Fuji Heavy Industries) ha posto un imprimatur straordinario alle sorti aziendali. Oggi, infatti, cinqunt’anni dopo, tutte le Subaru a listino sono equipaggiate con motore a cilindri orizzontali. Oggi, la produzione complessiva di motori boxer da parte di Subaru ha superato 16 milioni di pezzi.

BOXER: INVENTATO DA CARL BENZ
Il motore a cilindri orizzontali opposti fu brevettato da Carl Benz. Questi, l’anno prima, aveva creato un reparto di progettazione propulsori per la creazione di motori con elevato frazionamento. Nel 1897 gli studi sfociarono in un primo risultato: un motore con cilindri paralleli, seguito a breve giro da un motore con una architettura diversa, con pistoni disposti uno di fronte all’altro (1,7 litri, 5 cavalli). Il nome “boxer” si vuole derivato dall’ispirazione suggerita da un pugile, che normalmente si colpisce i guantoni. Questo nuovo motore, denominato “contra engine”, andò in produzione con varie cilindrate. In un brevissimo periodo di tempo la potenza di questa tipologia di unità motrice fornì potenze sempre più elevate: dagli iniziali 5 cavalli si arrivò, all’inizio del 1900, aumentando cubatura e regime di rotazione, fino a 20.

UTILIZZATO DA MOLTI
La filosofia del boxer ha influenzato i più importanti costruttori europei lungo tutte le vicissitudini dell’automobile: la cecoslovacca Tatra dalla seconda metà degli anni 20 fino alla guerra, Ferdinand Porsche (che utilizzò il motore boxer prima sul Maggiolino poi, dopo la guerra, sulla 356; oggi la Porsche 911 è saldamente ancorata a questa scelta tecnica nella forma del 6 cilindri) e la Citroën. In Italia fu utilizzato prevalentemente dalla Lancia (sulla Flavia e sulla Gamma) e dall’Alfa Romeo (utilizzato per la prima volta nel 1971 sulla nuova Alfa Sud e poi montato anche su Arna, Sprint, 33, 145 e 146).

I VANTAGGI DEL BOXER
In questo genere di architettura i pistoni sono disposti in posizione parallela al terreno, uno di fronte all’altro fino a formare due bancate simmetriche. Il motore, inoltre, dal punto di vista dimensionale conserva un’elevata compattezza all’interno del vano motore.

Il loro funzionamento, con manovellismo a movimenti opposti, annulla le forze di inerzia reciproche, con il risultato di smorzare le vibrazioni e fornire un ottimo equilibrio di rotazione. A sua volta, questo si traduce in una risposta più omogenea ai comandi dell’acceleratore. Non va inoltre dimenticato che il motore boxer mantiene basso il baricentro del veicolo, a tutto vantaggio del buon comportamento su strada dell’auto.

Alvise-Marco Seno

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