“Continuation car”, tocca alla Lister Costin

Dopo il varo del progetto “Knobbly Continuation” e “Stirling Moss Edition”, Lister Motor Company annuncia una nuova replica ufficiale: la Lister Costin del 1959. Sarà ricostruita in piccola serie per le gare storiche o, con un extra, per la normale circolazione stradale. Naturalmente verrà recuperato il maggior numero possibile di componentistica originale disponibile e le tecniche di costruzione saranno le medesime di sessanta anni fa.

I progetti “Sanction II“, “Recreation” o “Continuation” nel mondo non si contano ormai più. Negli Anni 80 piccole factory iniziarono, un po’ per gioco un po’ per provocazione, a dilettarsi nella costruzione di qualche esemplare con l’obbiettivo di ricreare le esatte prestazioni di un’auto storica. Nel 1987, per festeggiare i suoi 40 anni, l’idea solleticò anche la Ferrari, che orfana della prima 125 S del ’47, ne realizzò una copia esatta secondo il progetto originale (e con numero di telaio assolutamente moderno). Dopo anni trascorsi a mietere successi, il nuovo millennio ha portato i marchi automobilistici a riscoprire e utilizzare con forza il valore dell’heritage e su questa scia il business delle “moderne-storiche” è definitivamente decollato.

RECREATION: OGGI E’ UN VERO E PROPRIO SEGMENTO?
Oggi, al di là delle aziende impegnate nella costruzione di repliche più o meno simili a modelli di 50 o 60 anni fa, da Superformance (Cobra e Ford GT40), a Westfield (Lotus 11), a PGO (Porsche 356 con motore Peugeot), è rilevante lo scenario dei brand ufficiali: Shelby American (Cobra 289, Cobra 427, Cobra Daytona); Caterham (un listino di gamma di repliche della Lotus 7 per tutti i palati); Zagato (la Lancia Aprilia Sport Sanction II del 1938, la Ferrari 166 Coupé Panoramica Sanction II del ’49, la Porsche 356 Carrera Zagato Speedster Sanction II del ’58); Bristol (con la Bullet di gusto un po’ più moderno e meno di “replicante”); Toyota (con la Land Cruiser 70); Lola (con la T70 MKIIIB Continuation) ma, soprattutto, Jaguar (con le recentissime E-Type Lightweight e XK-SS) e Aston Martin, con la DB4 GT.

LISTER
Brian Lister, scomparso alla fine del 2014, rivive nelle vetture che oggi riportano il suo nome, ricostruite come sessant’anni fa utilizzando ricambi originali e le stesse tecniche di produzione. L’attività di Lister Motor Company (uno dei più importanti marchi inglesi del motorsport degli Anni 50) è oggi affidata all’entusiasmo, alla passione e alla cultura di Lawrence Whittaker, che ha già rilanciato il business con la versione “continuation” della Lister Knobbly del ’58. Il nuovo progetto, che partirà nei prossimi mesi, è la rinascita della Lister Costin del 1959, arma di Brian Lister nelle gare del campionato Mondiale Sport Prototipi a fine Anni 50. La vettura è destinata alle gare storiche o per essere guidata su strada come una qualsiasi auto di tutti i giorni.

LISTER COSTIN CONTINUATION
Si tratta, ancora una volta, di una vettura moderna ma prodotta cercando di rispettare il più possibile i capitolati di progetto della macchina originale costruita molti decenni prima. Sarà costruita a Cambridge dalla George Lister Engineering utilizzando parti originali di telai Lister oltreché le stesse tecniche di lavorazione. Naturalmente, sotto il cofano ci sarà la replica di un 6 cilindri Jaguar abbinato a un cambio meccanico a 4 marce (entrambi “riprodotti” dalla Crosthwaite and Gardiner), con 337 Cv a 6.750 giri. Secondo il costruttore l’accelerazione 0-100 avviene in 4 secondi e la velocità massima è di 170 miglia orarie (oltre 270 km/h).

La Lister Costin Continuation costa 295.000 Sterline + Tasse (oltre 350.000 euro), somma necessaria per un esemplare “pronto corse” con passaporto FIA HTC per il Stirling Moss Trophy (con appuntamenti a Brands Hatch, Silverstone Classic, Donington Historic, Spa e Portimao). Aggiungendo 12.500 Sterline (circa 15.000 euro) sarà possibile guidarla comodamente su strada.

LA “VERA” LISTER COSTIN
A conclusione dell’anno di gare 1958 Brian Lister era rimasto alquanto soddisfatto del suo primo modello da corsa ma, per la stagione di corse 1959 era certo che, per rendere la sua Lister Knobbly con motore Jaguar ancora più performante, sarebbe stato necessario lavorare sull’aerodinamica.

Per perseguire l’obbiettivo chiese aiuto all’ingegnere aeronautico Frank Costin (autore del design della Lotus 11 e della Maserati 450 S Coupé Zagato) dalla cui geniale matita nacque il design di una nuova barchetta Sport battezzata con il suo cognome. La George Lister Engineering costruì due esemplari della nuova Costin per i piloti ufficiali Ivor Bueb e Peter Blond. Bueb vinse il Sussex Trophy e partecipò alla 12 Ore di Sebring con Stirling Moss (squalificati per rifornimento non regolamentare) e la 24 Ore di Le Mans (ritiro per rottura del motore).

Oggi, nel nuovo millennio, le Lister sono ancora fortemente competitive sui campi di gara nelle rievocazioni: quest’anno, infatti, il brand inglese primeggiato alla Le Mans Classic e al Sussex Trophy grazie alla bravura dei piloti privati.

Alvise-Marco Seno

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