Ex Collezione Maranello Rosso, continua l’emorragia di Fiat-Abarth

La raccolta, definita una delle più straordinarie del mondo, dall’anno scorso è stata affidata alla casa d’aste Bonhams, che ha organizzato alcune vendite durante gli appuntamenti internazionali più importanti di settore.

Per quanto riguarda le vetture dello Scorpione, dieci sono state messe all’incanto lo scorso settembre durante il Goodwood Revival. A gennaio 2015 altre cinque vetture al Rétromobile di Parigi e altre cinque al Goodwood Members’ Meeting di marzo. All’asta, che sarà organizzata a Oxford il prossimo 20 giugno, andranno all’incanto altre quattro inedite scorpioncine ex-Maranello Rosso. E altre tre saranno vendute una settimana più tardi durante a Goodwood.

Summer Classic Sale, Oxford (20 giugno)


Fiat-Abarth 1000 Francis Lombardi 1968 (valutazione: 14 – 21.000 euro). Sulla base della Fiat 850, la carrozzeria Francis Lombardi di Vercelli allestì, tra il 1968 e il 1972, un piccolo lotto di coupé con motore centrale-posteriore. La Grand Prix fece il suo debutto al Salone di Ginevra del 1968, motorizzata con il 4 cilindri da 843 cm³ di derivazione Fiat. Su questa meccanica nacque anche la OTAS 820, frutto della collaborazione tra Lombardi e Franco Giannini, figlio di Domenico e fondatore della Giannini Automobili. La versione più famosa fu, naturalmente, quella fatta dall’Abarth, apparsa per la prima volta al Salone di Parigi di quell’anno. Prodotta inizialmente con un motore più generoso, di 903 cm³ e con i 52 CV della 850 Sport, nel 1970 fu disponibile anche come 1300 Scorpione (con il motore della Fiat 124 da 75 CV) e 1300 SS da 100 CV. Questo modello fu l’ultimo sviluppato al 100% dall’Abarth prima della completa acquisizione da parte della Fiat, avvenuta nel 1971. L’esemplare proposto non reca informazioni se non la targa PI 534028.

Fiat Abarth Monomille GT Coupe 1961 (34 – 41.000 euro). Presentata al Salone di Francoforte del 1961, la Monomille si pose l’ambizione di rappresentare un modello “per tutte le esigenze sportive”, stradali o agonistiche. La denominazione si riferiva al motore con singolo albero a camme e cilindrata di 1 litro (esattamente 982 cm³ per 60 CV 6.000 giri). Sviluppata interamente “in-house”, la Monomille veniva carrozzata a poca distanza dalla fabbrica di corso Marche, da Beccaris. L’esemplare all’asta, telaio n. 1128103, reca con la propria documentazione la targa VA 211953.

Fiat Abarth 850 Scorpione Allemano Coupe 1959 (21 – 27.000 euro). Carlo Abarth, sul finire degli anni 50, volle affiancare alle sportive 750 e 850 GT carrozzate Zagato un modello più orientato all’utilizzo stradale, meno esasperato. Da quell’obbiettivo scaturì una nuova coupé con carrozzeria Allemano, il cui design, opera di Giovanni Michelotti, era caratterizzato da una personalità decisamente più sobria e discreta. La nuova 850 Coupé Allemano fu presentata al Salone di Francoforte del 1959. Il suo motore da 833 cm³ per complessivi 52 CV fu presto sostituito da una nuova unità da 847 cm³ e 57 Ccm³, che determinò la nascita della denominazione “Scorpione”.

Abarth 1300 Sport SE 018 Prototipo 1971 (55 – 82.000 euro). Alla fine di febbraio del 1970 l’Abarth aveva pronto il suo nuovo modello per i neofiti delle corse, per i giovani che, dai kart, volevano iniziare il primo serio passo verso l’automobilismo sportivo, specialmente le corse in salita. A differenza del modello che l’aveva preceduta – la 1000 SP SE04 con motore centrale – la nuova barchetta, serie SE018, tornava alla configurazione più cara a Carlo Abarth: il propulsore posteriore. Questo era alloggiato in un telaio tubolare in acciaio di grande leggerezza. Con una cilindrata di 982 cm³, distribuzione bialbero e un peso di appena 400 kg (grazie alla carrozzeria in leggera vetroresina), il “millino” (così soprannominato per la sua figura minuta notata il giorno della presentazione al pubblico vicino a una Abarth A112 e una 1000 Berlina) a fronte di 120 CV a 8200 giri poteva toccare anche 220 km/h. Questo esemplare, telaio 016, nella collezione Maranello Rosso è sempre stato descritto come “1300 Prototipo” ma l’origine di questa denominazione appare confusa. Alcune ricerche hanno evidenziato che potrebbe trattarsi di una vettura ufficiale, affidata al pilota Franco Pilone. La trasmissione, in questo senso, sembrerebbe essere quella “corretta” per questo tipo di motore. Il 4 cilindri, dal canto suo, costruito su un motore 850 con blocco Tipo 100G, ha lasciato tracce di una certa “improvvisazione” nelle fasi di installazione sulla vettura.
The Goodwood Festival Of Speed Sale (26 giugno)
Fiat-Abarth 750 Bialbero Record Monza Coupé Zagato 1959. Questo esemplare è già stato proposto alla vendita tenutasi al Goodwood Revival del settembre 2014 ma è rimasto invenduto (vedi articolo). La quotazione per il prossimo tentativo ha ricevuto un serio ridimensionamento: da 88-150.000 euro a 68-96.000.
Abarth SE014 2000 Sport “Barchetta Entrobordo” 1968 (120 – 160.000 euro). Il Museo Maranello Rosso esponeva numerosi esemplari della famiglia di sport prototipo SE014, presentata nel 1968. Questo, telaio 032 datato 1970, è molto particolare: i pochi documenti che lo accompagnano lo descrivono come appartenente alla serie SE014 (evoluzione della serie SE010), ma il motore si trova in posizione posteriore-centrale, invece della classica sistemazione “fuoribordo”. Questa configurazione era invero propria della Serie SE019. È motorizzata con un 4 cilindri di 2 litri di cilindrata per 250 CV a 8700 giri e un peso molto contenuto: 560 kg. Il telaio 032 ha debuttato in salita alla Ricard-Castellet in Francia, guidata da Mario Casoni e portata alla vittoria. Secondo un’attenta ispezione effettuata dagli specialisti Abarth della Bonhams, motore e trasmissione sembrano essere corretti (la macchina viene considerata un “matching numbers”) ma mancano alcuni componenti del motore.

Fiat-Abarth 700 Bialbero Record Monza 1959 (48 – 68.000 euro). Il modello appartiene alla famiglia delle piccole coupé Zagato che l’Abarth costruì per la categoria Gran Turismo a partire dalla metà degli anni 50 con varie configurazioni di motore. Il primo proprietario, un certo Paolo Arrighini di Genova, l’ha immatricolata a Genova con targa GE 253470. La vettura ha speso gran parte della sua vita in provincia e nella metà degli anni 70 è entrata a far parte della collezione poi nota come Museo Maranello Rosso. Secondo un’ispezione, si tratta di un esemplare “corretto” di 700 cm³ con motore Bialbero ma con alcuni “errori” (su freni, strumentazione e semiassi).

Alvise-Marco Seno

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