Il marchio Bertone venduto all’estero

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Al secondo tentativo di vendita all’asta il marchio della famosa Carrozzeria torinese è stato aggiudicato. Ancora sconosciuto l’acquirente del quale si sa solo che non è italiano.

Un altro dei nomi più noti del made in Italy lascia l’Italia: l’inconfondibile “b” stilizzata che compare sulle fiancate di alcune delle più belle vetture al mondo molto probabilmente lascerà l’Italia. Si è infatti conclusa con successo la seconda asta on line per la vendita del marchio Bertone, uno dei lotti che facevano parte della vendita giudiziaria seguita al fallimento della Bertone 100, la società che aveva in carico le vetture del Museo Bertone e il marchio.

Come noto (leggi qui) il lotto comprendente le 79 auto del Museo di Caprie era stato acquistato in blocco lo scorso fine settembre dall’Asi, l’Automotoclub Storico Italiano, per la cifra di poco meno di 2,6 milioni di euro  (base d’asta 1.587.3200 euro) mentre nessuna delle offerte per l’acquisto del marchio aveva raggiunto la base d’asta di 3.000.000 di euro richiesta dal curatore fallimentare.

Lunedì scorso, al secondo tentativo e con la base d’asta scesa a 2.600.000 euro, il marchio Bertone ha trovato invece un compratore. Che si è aggiudicato la famosa “b” senza sborsare un euro in più dei 2.600.000 richiesti, che diventano 3.489.200 euro con i diritti d’asta e l’Iva.

Di lui non si sa ancora nulla, in attesa che vadano a buon fine le pratiche bancarie da parte dell’Istituto Vendite Giudiziarie del Tribunale di Milano (SIVAG) che ha curato l’asta telematica (ci vorranno circa 30 giorni). E forse non si saprà nulla di definitivo fino a quando non deciderà di uscire allo scoperto.

Tuttavia qualche indiscrezione inizia a trapelare. Secondo voci raccolte da Ruoteclassiche, il famoso logo sarebbe stato acquistato da una grande azienda straniera. Non si sa però né a quale settore questa appartenga, anche se è logico pensare che si tratti un’azienda automobilistica, né di quale nazione sia. Resta il fatto che, se così fosse, dopo Italdesign e Pininfarina anche l’ultimo dei grandi nomi della storia automobilistica nazionale avrà un passaporto straniero.

Gilberto Milano

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