Il Museo dell’auto di Torino celebra i 95 anni della Carrozzeria Zagato

Fino al prossimo 15 marzo il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino “Giovanni Agnelli” celebrerà i 95 anni della carrozzeria Zagato con una mostra dedicata. Esposte 9 auto delle più significative epoche della storia del brand

Si è inaugurata lo scorso12 dicembre nelle sale del Museo Nazionale dell’Automobile di Torino “Giovanni Agnelli” la mostra dedicata ai 95 anni della Carrozzeria Zagato. “Zagato: Collectibles and Design since 1919” è una rassegna antologica che racconta quasi un secolo di storia del noto marchio di carrozzeria, fondato a Milano da Ugo Zagato.

Il percorso storico dell’azienda milanese viene raccontato attraverso l’esposizione di nove vetture (storiche e contemporanee) testimoni di altrettanti periodi del suo percorso evolutivo, dalle origini all’epoca attuale.

La storia
Ugo Zagato, dopo un grande apprendistato in aziende aeronautiche, nel 1919 aprì a Milano un’attività per la “costruzione e riparazione di carrozzerie per auto e aeroplani”. L’obbiettivo fu di trasferire le conoscenze del settore del volo (linee aerodinamiche e materiali leggeri) al neonato settore automobilistico. Dopo le prime creazioni su meccaniche di lusso (Fiat, Ansaldo, Diatto) Ugo Zagato, complice anche la conoscenza con Vittorio Jano, geniale progettista dell’Alfa, iniziò a specializzarsi nella costruzione di carrozzerie leggere. Alla fine degli Anni 20 le Alfa ufficiali da corsa carrozzate Zagato, e gli esemplari allestiti per la Scuderia Ferrari, colsero numerosi successi nelle gare più prestigiose del periodo, tra cui quattro Mille Miglia (1928, 1929, 1930 e 1933).

Dopo i primi studi di aerodinamica condotti negli Anni 30, gli anni della Guerra portarono un freno a tutta l’attività di Zagato, ma non agli studi condotti da Ugo. E’ in quest’epoca che inventò la carrozzeria Panoramica, un corpo vettura con un particolare abitacolo ispirato ai cockpit aeronautici e caratterizzato da ampie superfici vetrate ricurve per massimizzare la visibilità e l’aerodinamica del veicolo.

Alla fine degli Anni 40 e con la nascita della categoria sportiva Gran Turismo, il business di Zagato, principalmente orientato alla costruzione di vetture 2 porte/2 posti conobbe una forte crescita fino a vantare (alla fine degli Anni 50) una collaborazione ufficiale con tutti i marchi più noti: Alfa Romeo, AC Cars, Ferrari, Fiat, Fiat-Abarth, Lancia, Maserati, Osca, Porsche. Sono di questo periodo alcune creazioni oggi tra le più preziose del settore collezionistico: la Fiat 8VZ, la Fiat Abarth 750 GT Zagato, la Ferrari 250 GTZ, la Maserati A6G54Z, la serie delle Lancia Sport e la Osca 1600 GTZ.

Nel 1961, raggiunta una dimensione semi-industriale, Zagato traslocò dallo stabilimento di Via Traiano a Milano (a fianco del Portello) a un più grande impianto vicino al futuro stabilimento Alfa Romeo di Arese. Qui Zagato si dedicò al business di carrozziere-assemblatore: costruzione di versioni speciali fuoriserie (letteralmente, “fuori dalla serie”), come Lancia Flaminia Sport e Super Sport, Alfa Romeo 2600 SZ, Junior Z e 1750 GS Quattroruote e, negli Anni 80 le Maserati Biturbo e Lancia Beta Sport. Parallelamente furono realizzati progetti per auto da corsa (le Alfa Romeo SZ, TZ e TZ2, la Lancia Fulvia Sport e Flavia Sport) e realizzazione di progetti speciali “d’Atelier” (la Lamborghini 3500 GTZ, la Ferrari 3Z, la Cadillac NART Zagato).

Alla fine degli Anni 80, dopo il progetto Alfa Romeo S.Z. (prima auto al mondo con carrozzeria progettata al computer) Andrea Zagato, terza generazione della famiglia alla guida dell’azienda, iniziò un processo di conversione verso un nuovo business: Total Design Center e Atelier di Carrozzeria. Sono di quest’epoca alcuni progetti per molti brand prestigiosi come Lamborghini (L147 Superdiablo e Raptor) e Ferrari (FZ93 e 348 Elaborazione).

Nel 2000 Andrea Zagato e la moglie Marella Rivolta hanno dato il via alla decade dei progetti Neoclassici. Le vetture Zagato di quest’epoca, progettate in realtà virtuale e realizzate, il più possibile, con metodi artigianali, sono prodotte in esemplari unici o serie limitata. Nel 2010 è stata ulteriormente inaugurata la serie delle vetture iconiche, con cui Zagato celebra automobili che hanno, a modo loro, fatto epoca.

Le storiche esposte
Alfa Romeo 6C 1500 GS Testa Fissa Zagato 1933
(l’era delle CORSE, Anni 10 – 20). Questo esemplare, uno dei soli 19 costruiti con motore “testa fissa”, ha partecipato alla Mille Miglia del 1934 correndo per la Scuderia Ferrari. E’ stato pilotato da Anna Maria Peduzzi ed è arrivato al traguardo al 13esimo posto assoluto (e I° di classe).

Lancia Aprilia Sport 1937 (l’era dell’AERODINAMICA, Anni 30 – 40). La vettura esposta presenta una ricostruzione originale della carrozzeria eseguita da Zagato grazie alla tecnologia del processo fotometrico (si è partiti da due fotografie in bianco e nero per ricostruire il progetto). L’originale, infatti, fu commissionata nella seconda metà degli Anni 30 da un gentleman driver milanese e corse per la Scuderia Ambrosiana. Scomparve nel nulla all’inizio degli Anni 40. Testimonia i primi risultati delle ricerche in tema di aerodinamica che presero piede in quel periodo per migliorare le prestazioni delle auto da corsa.

Maserati A6G/54 Zagato 1954 (l’era delle GRANTURISMO, Anni 50). La categoria sportiva Gran Turismo nacque a Milano alla fine degli Anni 40 (tra i promotori della serie lo stesso Elio Zagato, primogenito di Ugo) per esaltare le vetture sportive stradali con caratteristiche meccaniche estreme. Zagato, in quest’epoca, collaborò con tutti i principali marchi costruttori di auto sportive. La Maserati A6G54 Zagato era la versione più estrema delle berlinetta 2000 Sport.

Lancia Fulvia Super Sport 1967 (l’era delle FUORISERIE, Anni 60 e 70). Negli Anni 60 la distinzione tra auto sportiva e auto da corsa divenne più netta. Zagato, raggiunta una dimensione semi-industriale, si specializzò nel business dell’assemblaggio di carrozzerie per i costruttori. A Zagato si rivolgevano i marchi alla ricerca di produrre versioni speciali fuoriserie (“fuori – dalla – serie”). La Fulvia Super Sport esplorava nuovi concetti stilistici ma rimase solo un prototipo a causa delle più cruciali operazioni di passaggio di Lancia nella proprietà di FIAT.

Alfa Romeo S.Z 1989 (l’era del CAD/CAM/CAE, Anni 80 e 90). Negli Anni 80 il business del carrozziere assemblatore andò in declino (costi di sviluppo troppo elevati per i carrozzieri, sviluppo del concetto di “linea di produzione” negli stabilimenti dei grandi marchi). Andrea Zagato (terza generazione della famiglia) decise di abbandonare questa attività e di iniziare un processo di conversione in Total Design Center (sviluppo di prototipi, creazione di modelli speciali in serie limitata, servizi di design per tutti i settori) seguendo un approccio molto innovativo. L’Alfa Romeo S.Z. è stata l’ultima fuoriserie prodotta da Zagato negli stabilimenti di Rho. E’, inoltre, la prima auto al mondo con carrozzeria interamente progettata al computer.

Zagato: Collectibles and Design since 1919 racconta il ruolo di Zagato nel settore delle moderne vetture da collezione attraverso quattro ulteriori vetture moderne: la Fiat 500 Coupé Zagato (2011), Alfa Romeo TZ3 Stradale (2011), BMW Zagato Coupé (2012), Aston Martin Virage Shooting Brake Zagato (2014).

Alvise-Marco Seno

 

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