Il tempio del “Wankel”

Ha aperto i battenti ad Augusta, a circa 80 km da Monaco di Baviera, il sancta sanctorum della Mazda. Il merito va a un concessionario tedesco, stregato dal marchio e dal motore rotativo oltre quarant’anni fa. Oggi possiede 120 esemplari e 45 di questi sono in mostra nel suo spazio espositivo visitabile dal pubblico

Forse non tutti sanno (eccetto i fan Mazda), che la scelta della Casa giapponese di votarsi al motore Wankel fu dettata dalla volontà dell’azienda di rimanere indipendente: serviva un’unicità tecnologica per non essere “statalizzati”, e il brevetto prelevato dalle mani dell’agonizzante NSU fu provvidenziale. In Germania il signor Walter Frey rimase profondamente colpito da questa vicenda e iniziò circa 40 anni fa a distribuire Mazda nel suo Paese, lavoro che porta avanti insieme con i figli con dedizione e orgoglio ancora oggi.

Ma l’amore per il marchio giapponese divenne ogni giorno più grande e intenso. Al punto che Walter iniziò presto a raccogliere Mazda in una sua personale collezione: “Meglio dei francobolli” , dice. Oggi ha superato il centinaio di esemplari e, con la collaborazione di Mazda Germania e della municipalità di Augsburg, ha aperto in uno splendido capannone dal sapore antico (è un ex deposito di tram ristrutturato con mattoni e travi a vista) la più grande esposizione di Mazda al mondo.

Nemmeno la Casa madre a Hiroshima arriva a tanto: qui sono una settantina i pezzi in mostra permanente e ci si trova di tutto. A partire dal primo motocarro GB-Dreirad degli anni 50 sino alle microcar degli anni 70, alla Luce disegnata da Bertone, alle varie serie di 323 e all’esposizione di una raccolta di auto con motore Wankel impressionante. Si arriva sino alle berlinone di lusso Xedos 6 e 9 nate negli anni 90 per contrastare le Lexus. La famiglia Frey ha persino fatto modificare un pickup Mazda trasformandolo in carro attrezzi: con buona probabilità, è l’unico al mondo con un motore Wankel sotto il cofano.

Ma la collezione comprende anche pezzi particolarmente pregiati come la Cosmo Sport 110 S del 1968 (valore sopra i 100mila euro) e unici come il pulmino Mazda con una ventina di posti. Non mancano le insegne del concessionario degli anni 70 e le campagne pubblicitarie tedesche, anche le più osé, incorniciate e appese alle pareti.

I “miatisti” resteranno soddisfatti trovando in bella evidenza una splendida MX-5 NA del 1990 (forse tra le più vecchie in Europa) Mariner Blue, perfettamente conservata e con poco più di 40mila km all’attivo. Poco dietro una NB coupé rossa con guida a destra, modello introvabile nel Vecchio Continente. Come la piccola Autozam AZ1, sportivetta anni 90 con le porte ad ali di gabbiano.

Questa meravigliosa e unica collezione di Mazda al mondo è visitabile dal pubblico dal martedì a domenica dalle 10 alle 18, biglietto di ingresso 5 euro (maggiori info sul sito mazda-classic-frey.de). La fortuna sarebbe quella di trovare nel capannone Walter o i figli Joachim e Markus che possano raccontare la storia di ciascuno di quei rari e speciali pezzi esposti e raccolti con una passione rara e di sicuro contagiosa. “Per noi Mazda è una famiglia” chiosa Frey.

D.G.

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