Paolo Martin: “Così ho disegnato la Modulo” (videointervista)

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Paolo Martin, “Il visionario”: è lui il decimo car designer della nostra iniziativa denominata “Copertina d’autore”, in occasione dei trent’anni di Ruoteclassiche. Lo abbiamo incontrato nel suo studio e gli abbiamo chiesto di parlarci del suo lavoro, di come ha cominciato – a soli 17 anni – e dell’ingresso alla corte di Bertone prima e di Pininfarina poi.

E proprio della sua seconda estate alla Pininfarina ricorda per noi la nascita (e lo stile) della Ferrari 512 S Modulo, la vettura forse più estrema, sorta di ibrido tra un’automobile e una navicella spaziale: “Non andai in ferie. Passai agosto a tagliare otto metri cubi di polistirolo con l’archetto e quando Pininfarina e Renzo Carli tornarono dalla Sardegna trovarono la Ferrari 512 Modulo bell’è pronta. Sergio, in particolare, rimase esterrefatto. Era così oscenamente nuova che la tennero per dei mesi sotto un telo. Solo in primavera, con il placet di Gio Ponti, a cui l’azienda era andata a chieder lumi, si ebbe il coraggio di esporla a Ginevra, nel 1970. La Modulo divenne la bandiera della Pininfarina e una dream car del secolo“.

Con quella di Paolo Martin, su questo fascicolo, mancheranno solo due nomi a completare l’annata del nostro compleanno tondo: Aldo Brovarone (gennaio), Chris Bangle (febbraio), Walter De Silva (marzo), Leonardo Fioravanti (aprile), Marcello Gandini (maggio), Giorgetto Giugiaro (giugno), Roberto Giolito (luglio), Tom Tjaarda (il ricordo nelle parole della moglie e di un amico, agosto) e Flavio Manzoni (settembre).

A completare la squadra mancheranno, nell’ordine, Lorenzo Ramaciotti (novembre) ed Ercole Spada (dicembre).

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Paolo Martin: “Così ho disegnato la Modulo” (videointervista)

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