Peugeot 406 Coupé: ha 20 anni l’icona di Pininfarina

Nella primavera del 1997 entrava in commercio la Peugeot 406 Coupé, interamente disegnata, ingegnerizzata e prodotta dalla Pininfarina. Vincitrice di molti premi, è stata prodotta fino al 2004 in oltre 107.000 esemplari

La collaborazione tra Peugeot e Pininfarina iniziò nel 1955 con la 403 Berlina (che in versione Cabriolet accompagnerà fedelmente il Tenente Colombo nelle sue indagini). Da quel primo modello, il matrimonio tra i due brand dell’automobile è stato lungo e prolifico: 404, 204 berlina e station wagon, 504 coupé e cabriolet, 104, 604, 505, 305, 205 cabriolet, 306 cabriolet. E, infine, la 406, nata nel 1995 che due anni dopo si è trasformata, ancora grazie al carrozziere torinese, nella 406 Coupé. E’ stata quest’ultima il primo modello della partnership tra le due aziende, affidato interamente alla Pininfarina: design, engineering e produzione con meccanizzazione, delibera finale.

IL CONCETTO
La 406 Coupé si prefisse l’obbiettivo di ricreare, grazie a un importante cobranding, l’allure della 504 Coupé, uscita di produzione nell’ormai lontano 1983. Era necessario spingere la percezione del brand verso l’alto con un modello che riuscisse a creare una certa desiderabilità. L’intenzione traspare apertamente dalle scelte in materia di design. La Coupé, infatti, risultò completamente diversa rispetto alla 406 Berlina. Non è un caso che le sue linee avessero trovato chiara ispirazione in alcuni modelli creati da Pininfarina per Ferrari, 456 su tutte.

L’abitacolo, per compensibili economie di scala, riprendeva esattamente l’allestimento della versione berlina e si distingueva da quest’ultima solo nel computo dello spazio posteriore, inevitabilmente più sacrificato per l’andamento discendente del tetto e l’ingresso ai posti posteriori non agevole.

LA GAMMA
La Peugeot 406 Coupé debuttò sul mercato nella primavera del 1997 con due motori, espressione di due differenti tipologie di cliente: alla base un 2.0 da 135 Cv; in cima un 6 cilindri di 3 litri con 194 cavalli (a richiesta anche con ammortizzatori a controllo elettronico). Per entrambe erano disponibili un cambio meccanico a 5 marce o l’automatico a 4 rapporti.

Le due motorizzazioni erano disponibili con due allestimenti, “Base” e Plus, studiati per offrire la possibilità di creare un esemplare dalle caratteristiche senza dubbio “Premium”. Nell’allestimento, infatti, figuravano: sedili elettrici con memorie, climatizzatore automatico, sensore pioggia, impianto audio con 10 altoparlanti, airbag frontali, ABS e specchio con controllo cromatico. Dal 1999 fu disponibile anche il navigatore satellitare.

Nel 1999 la gamma ricevette un piccolo aggiornamento meccanico, con motori leggermente più potenti, e nel 2001 si unirono due nuove motorizzazioni: il 2.2 Turbodiesel HDI da 133 Cv e un nuovo 2.2 benzina da 158 Cv. Nel 2003, infine, un aggiornamento stilistico, concentrato in una diversa forma del fascione anteriore (ora più aggressivo).

Nel suo ciclo di vita si registra anche la presenza di alcune serie speciali numerate: nel 2000 la 406 Coupé Settant’anni, una versione celebrativa dei 70 anni di collaborazione tra Peugeot e Pininfarina (motore V6, cerchi in lega, Grigio Hadés con interno in cuoio brun Alezan oppure in Blue Hyperion con interno “bianco Settanta”) e nell’autunno del 2004 una “Ultima edizione” (2.000 esemplari), disponibile con il 2.2 e il 3.0 benzina o il 2.2 HDI, allestita per salutare la sua dipartita dai listini (quando la versione berlina e la station wagon della 406 erano già state pensionate da molti mesi). Nell’ottobre del 2004, dallo stabilimento Pininfarina di San Giorgio Canavese uscì l’ultimo esemplare, una Ultima Edizione in colore rosso.

LA PRODUZIONE, ANNO PER ANNO
1996: 80 esemplari di prelancio
1997: 11.078
1998: 24.261
1999: 17.511
2000: 15.552
2001: 17.364
2002: 10.475
2003: 7.386
2004: 3.926
Totale: 107.633

Alvise-Marco Seno

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