Saviano e la “Mehari” di Siani

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Un simbolo di coraggio, un vessillo di libertà, una speranza. Ventotto anni dopo l’assassinio di Giancarlo Siani, il giornalista del “Mattino” di Napoli, freddato dalla camorra il 23 settembre 1985, la Citroën “Mehari” nella quale trovò la morte il cronista torna tra le vie del Vomero, guidata dallo scrittore Roberto Saviano, anche lui da anni nel mirino della camorra.

La vettura, targata NA-K14314, era stata riverniciata nel verde originale per le riprese del film di Marco Risi “Fortàpasc”, del 2009, dedicato proprio agli ultimi giorni di vita dell’allora ventiseienne giornalista del “Mattino”. Oggi, grazie anche alla famiglia Siani, la “Mehari” di Giancarlo ha ripreso il suo cammino proprio dal luogo dell’omicidio, nell’ambito di un progetto promosso dalla Regione Campania e dal Comune della città partenopea per testimoniare il coraggio della società civile contro il crimine organizzato e per far ripartire la speranza.

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