Seat, l’operazione Heritage comincia dalla 600 BMS

Al Salone dell’Automobile di Barcellona il marchio spagnolo ha presentato la 600 BMS (“Barcellona Motor Show”) un esercizio di stile creato per richiamare l’attenzione su quella che, come lo fu la Fiat 600 in Italia, ha messo gli spagnoli al volante. Il prossimo 27 giugno ricorreranno 60 anni dalla produzione del primo esemplare della Seat 600D.

Manca poco alla celebrazione di un importante anniversario per Seat. Il prossimo 27 giugno ricorrerà il 60° anniversario della produzione del primo esemplare della 600D, il secondo modello prodotto dal marchio di Barcellona (nel 1953, grazie alla Fiat, uno degli azionisti che aveva portato alla nascita dell’azienda, era iniziata la produzione della 1400, la prima auto della sua avventura produttiva).

Per celebrare la 600, Seat ha presentato al Salone dell’Automobile di Barcellona la 600 BMS (Barcellona Motor Show), un esercizio di stile e un tributo al suo passato e agli esordi come costruttore. La formula? Restaurare un esemplare con ogni crisma di originalità, salvo la vernice e i tessuti dei sedili. Un intervento sottile per legare il passato al presente attraverso i colori, con un azzurro che da lontano sembra quello delle cucine in fòrmica di un tempo, ma da vicino rivela un moderno effetto metallizzato. E sedili che abbinano il pied-de-poule a cadenini arancioni degni della più recente, modaiola delle citycar.

Ne abbiamo parlato con Ángel Lahoz Pinilla, che si occupa di realizzare i prototipi per Seat sotto la supervisione del capo del design Alejandro Mesonero e possiede a sua volta circa cinquanta storiche del marchio iberico: «Siamo partiti da un esemplare piuttosto malmesso, soprattutto nei fondi, da rifare quasi interamente. In quella fase del lavoro abbiamo curato ogni dettaglio, ogni saldatura perché fosse il più possibile simile all’originale. Poi ci siamo dedicati ai dettagli: il giunto di articolazione degli schienali, per esempio, oggi è introvabile ed è stato interamente rimesso a nuovo. La targhetta della plancia è lucida, ma leggermente storta perché non abbiamo voluto sostituirla. E sui riscontri delle serrature, sulla battuta porte, si nota l’incavo che si è creato con anni di uso». E poi le maniglie per i passeggeri, ripulite per riportare alla luce il loro caratteristico color caffelatte, il volante grigio, le alette parasole e il retrovisore interno, tutto recuperato. Di inedito, oltre ai colori, c’è la grafica del logo sulla targa, ristilizzato per l’occasione. Ma il sapore degli anni della motorizzazione di massa, con l’aggiunta di quei baffi sul muso che a noi italiani sembrano un po’ esotici, rimane inalterato. E inalterabile.

Dopo il Salone di Barcellona, la 600 BMS andrà ad arricchire il museo Seat e sarà tra le protagoniste dell’evento speciale in programma per il prossimo settembre sul circuito di Montmelo.

LA SEAT 600D IN PILLOLE
Il 9 maggio 1950 su iniziativa dell‘Instituto Nacional de Industria, soggetto equivalente all’Iri di Casa nostra, nacque la Seat, Sociedad Española de Automóviles de Turismo. L’Ini si configurò come azionista di maggioranza con il 51%. Nella compagine figuravano anche sei istituiti di credito e, infine, la Fiat (7%).

Il 9 giugno 1953, con la costruzione dello stabilimento di Zona Franca, vicino a Barcellona, il marchio fu finalmente in grado di iniziare a proporsi al mercato. Il primo modello, la Seat 1400, altro non fu se non l’esatta fotocopia del modello prodotto da Fiat. Essa permise alla factory di muovere i primi passi ma, con il crescere della concorrenza interna fu chiara la necessità di proporre un modello più economico contro una concorrenza composta da tanti piccoli produttori di vetturette, sidecar e autocarri.

Nel giugno ’57, perciò, iniziò la produzione della Seat 600, una Fiat 600 “brandizzata” con il marchio iberico e in vendita a 65.000 Peseta, l’equivalente di circa 400 euro di oggi. Il modello iniziale, dotato dello stesso 4 cilindri di 633 cm³ da 21 CV dell’utilitaria italiana, fu prodotto fino al 1963. In quell’anno fu introdotta la Seat 600D con motore portato a 767 cm³ per 29 CV. Qualche mese dopo debuttò la Seat 800, una 600 “allungata” e dotata di 4 porte. Nel 1970, mentre in Italia la Fiat mandava in pensione la 600, in Spagna venne presentata la terza serie, la 600E, migliorata nell’aspetto e arricchita nell’allestimento. Nel 1972 ci fu il tempo per un’ultima versione, la Seat 600 L Special da 32 CV.

Il 6 agosto del 1973, con la produzione dell’esemplare numero 794.406, si concludeva l’epopea della 600, l’automobile che aveva, letteralmente, rivoluzionato il settore della mobilità spagnola con – finalmente – una vera utilitaria.

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