Vernasca Silver Flag, gioielli in Val d’Arda

La ventiduesima edizione della Vernasca Silver Flag archivia un altro successo di partecipanti e pubblico. Merito della formula unica (“Concorso d’eleganza dinamico”), dell’atmosfera dei magici luoghi del Bel Paese (simboleggiati dalla rocca di Castell’Arquato) e della qualità/quantità di auto presenti. Mega galleria fotografica con quasi 120 fotografie.

Il bello della Vernasca Silver Flag ha molteplici volti: a cominciare dal fatto che di rievocativo c’è solo il percorso dell’originale Castell’Arquato Vernasca. È una vera arrampicata, con 34 curve lungo 8 chilometri di tracciato ma senza correre per vincere (poiché alla fine le classifiche vengono stilate solo in base alla rarità, alla storia sportiva e all’originalità delle auto partecipanti); un parterre di oltre 200 vetture tra le più famose, preziose e significative della storia dell’automobilismo, da una Alfa Romeo Giulietta Berlina ai prototipi di Gruppo C degli anni 80; la magica cornice della Val d’Arda con le torri di Castell’Arquato e i bucolici paesaggi collinari; o l’atmosfera da festa campestre nella cornice di un evento internazionale a cui ormai qualsiasi collezionista avverte l’obbligo morale di esserci.

La ventiduesima edizione ha riproposto ancora – ma, si sa, formula che vince non si cambia e la continua affluenza di nuove vetture e la strenua presenza degli aficionados lo conferma – lo stesso programma: il venerdì in pista a Varano, sabato due arrampicate, una la domenica e chiusura sotto il tendone del castello di Vernasca con le premiazioni. Ed è stato, ancora una volta, un successo.

GLI HIGHLIGHTS DEL 2017
La differenza, come ogni anno accade, la fanno i partecipanti e le auto presenti. Quest’anno la Vernasca Silver Flag ha ospitato la Lancia Delta S4 ex ufficiale (vincitore Biasion in Argentina) e la Delta Integrale che disputò il Safari; la 131 Rally ex Andruet e la Fiat x1/9 Prototipo della collezione Macaluso; la Bugatti con cui Malcolm Campbell vinse il GP Boulogne del 1927, la Maserati 6CM ex Villoresi (che presto sarà pubblicata sulla versione cartacea di Ruoteclassiche), la Ferrari 212 che prese parte alla Mille Miglia e alla 24 Ore di Le Mans e la Ferrari 308 Carma guidata da Carlo Facetti in persona.

Ma anche la rara Alfa Romeo Giulietta Sprint Prototipo di Corrado Lopresto e un magnifico esemplare di Ferrari Daytona Competizione che se la giocava, in termini di mostruoso rombo di scarico, con un’altrettanto rara Iso Rivolta Grifo A3/C e una Porsche 910 (tutte e tre a pieni giri sui tornanti verso Vernasca); oppure una rara Fiat-Abarth 850 “Stradale” Coupé Zagato del 1960 (solo una del piccolo esercito di modelli – anche molto preziosi – che ogni anno creano alla Vernasca un “raduno nell’evento”); o, ancora, le improbabili (da queste parti) Studebaker Indianapolis del ’32, Sauber C6 dell’82 e Porsche 935.

I PREMIATI DELLA VERNASCA SILVER FLAG 2017

  • Miglior vettura conservata: Lancia Stratos (n. 80)
  • Miglior restauro (Trofeo ASI): Fiat 8V (n. 41)
  • Coys Trophy, Spirit of Motoring: Maserati 6CM (n. 187)
  • Premio Tag Heuer: Porsche 906 (n. 139)
  • Primo Premio Categoria Turismo: Ford Cortina Lotus (n. 5)
  • Primo Premio Categoria Gran Turismo: Ac Cobra (n. 62)
  • Primo Premio Categoria Sport: Cooper Monaco (n. 127)
  • Primo Premio Categoria Sport Prototipo: Alfa Romeo 33 (n. 149)
  • Primo Premio Categoria Sport 2.000 – Le regine delle Salite: Fiat-Abarth 2000 SP (n. 158)
  • Primo Premio Categoria Monoposto motore posteriore: Lotus 41 (n. 169)
  • Primo Premio Categoria Anteguerra: Riley Big Four Super (n. 196)
  • Premio Paolo Silva (vettura più rappresentativa della storia della Castell’Arquato – Vernasca): Tecno F850 (n. 171)
  • Premio Giuseppe Merosi (migliore Alfa Romeo): Alfa Romeo Giulietta SZ (n. 58)
  • Premio Fratelli Maserati (migliore Maserati o Osca): Maserati 6CM (n. 187)
  • Premio Circuito di Piacenza (migliore Ferrari): Ferrari 340 MM Barchetta Scaglietti (n. 113)
  • Premio Giuseppe Figoni Carrozziere (auto da corsa più elegante): Fiat 525 SS (n. 204)
  • Trofeo Registro Storico Fiat (migliore FIAT): Fiat-Abarth 131 Rally (n. 27)
  • Premio partecipante da più lontano: Lancia Delta S4 (n. 31)
  • Trofeo Paolo Lanati (soluzione tecnica più raffinata): Lancia Delta S4 (n. 31)
  • Premio Silvano Maggi (Ferrari più vittoriosa): Ferrari 857 Monza (n. 117)
  • Best of Show Anteguerra: Fiat 525 SS (n. 204)
  • Best of Show Post-guerra: Ferrari 275 GTB (n. 65)
  • Premio Job’s (soluzione più innovativa): Mini Cooper (n. 9)
  • Premio Abarth più importante: Fiat-Abarth X1/9 Prototipo (n. 99)
  • Premio speciale del Presidente: Lancia Aprilia Barchetta (n. 199)

Alvise-Marco Seno

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