Aci Storico: un incontro per i 100 anni del Gran Premio d’Italia a Monza - Ruoteclassiche
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01 October 2021 | di Giancarlo Gnepo Kla

Aci Storico: un incontro per i 100 anni del Gran Premio d’Italia a Monza

Entriamo nel vivo della fitta agenda di incontri dell’undicesima edizione di Milano Autoclassica con il primo talk ospitato nel salotto di Aci Storico. Durante la conferenza, conclusasi poco fa, sono intervenuti i più importanti esponenti della Federazione.

Milano Autoclassica si conferma una kermesse molto vivace, a partire da una ricca offerta culturale a margine della fiera. Il primo incontro della giornata, dedicato ai 100 anni del Gran Premio d’Italia, ha riunito presso lo stand di Aci Storico: Angelo Sticchi Damiani, Presidente dell’Aci (Automobile Club d’Italia); Geronimo La Russa (Presidente Automobile Club Milano) e Giuseppe Redaelli Presidente del Consiglio di Amministrazione della SIAS (Società Incremento Automobilistico e Sport, la società che gestisce l’Autodromo Nazionale di Monza). A fare da mattatore, Maurizio Cavezzali. Insieme, hanno ripercorso alcune delle tappe fondamentali del Gran Premio d’Italia, uno degli appuntamenti più importanti del “Circus” della Formula 1, ribadendo il ruolo cruciale dell’Autodromo di Monza nel panorama motoristico e del rapporto, non sempre facile, con le istituzioni locali. Intanto, guardando al futuro, l’Autodromo si appresta a festeggiare (nel 2022) il suo primo secolo di vita.

Le origini. “Il Gran Premio d’Italia è una manifestazione con una storia importante. E noi ne siamo gelosi”. Esordisce così il Presidente dell’Aci, Angelo Sticchi Damiani. In questi cento anni, l’Autodromo di Monza ha saputo ritagliarsi un posto speciale nel cuore degli appassionati, a partire da quello di Arturo Mercanti, il primo Presidente dell’Automobile Club Milano. Questi ebbe l’intuizione di individuare un posto fisso per il Gran Premio d’Italia, un circuito di concezione “moderna” per ospitare con regolarità l’evento principale del motorismo italiano: una struttura adatta, finanche, ad ospitare le competizioni internazionali in grande stile. La lungimiranza di Mercanti dovette affrontare alcuni territorialismi, poiché il Gran Premio d’Italia nacque ufficialmente sul circuito di Brescia-Montichiari. Alla fine, la Villa Reale di Monza divenne la sede designata dell’evento e il nuovo Autodromo venne ultimato in soli 110 giorni. Il resto è storia: anno dopo anno, corsa dopo corsa, il tracciato si affermò a livello mondiale come il “Tempio della Velocità”.

Luci e ombre. Ma la storia dell’Autodromo è disseminata anche di momenti cupi, tragici incidenti e circostanze che hanno persino messo in dubbio la permanenza di Monza nel Calendario della Formula 1. In tal senso, continua Sticchi Damiani: “Nel 2016 si è rischiato di perdere l’evento (il Gran Premio d’Italia), ma la Federazione è riuscita a far fronte ad un grosso problema, dando continuità ad una storia bellissima a cui non possiamo rinunciare”. Gli fa eco Geronimo La Russa: “L’acquisizione dell’Autodromo di Monza da AC Milano ad Aci è giunto come un passaggio di consegne in famiglia”.

Verso il centenario.
A conclusione, Redaelli è intervenuto sottolineando l’impegno, non indifferente, che richiede una struttura del genere e sottolinea l’importante contributo dell’Aci nella gestione dell’impianto: “La presenza dell’Aci è fondamentale. Senza di loro avremmo chiuso quattro anni fa, ma la Federazione tiene molto a cuore il futuro dell’Autodromo”.
Sticchi Damiani chiosa, annunciando l’avvio di un importante progetto per effettuare alcuni lavori di ristrutturazione: “Per settembre 2022 ci apprestiamo a festeggiare un Gran Premio memorabile”.

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