Alto Adige, stop alle storiche in quota - Ruoteclassiche
Cerca
News
26/06/2026 | di Roberto Barone
Alto Adige, stop alle storiche in quota
Una delibera provinciale limita gli eventi motoristici nelle aree protette e oltre i 1.600 metri. Il Veteran Car Team di Bolzano annuncia ricorso
26/06/2026 | di Roberto Barone

Alto Adige e auto d'epoca, un binomio che da anni anima i grandi passi dolomitici. Ora, però, qualcosa cambia. La giunta provinciale di Bolzano ha approvato una delibera che introduce limitazioni alle attività motoristiche sportive, competitive e non competitive, sulle strade situate nelle aree protette e oltre i 1.600 metri di quota. Il provvedimento riguarda gli eventi organizzati e non il traffico privato, ma coinvolge anche raduni e sfilate di storiche, aprendo un acceso dibattito tra istituzioni, ambientalisti e appassionati.

SFOGLIA LA GALLERY

Le nuove regole

La misura, approvata il 19 giugno dalla giunta guidata dal presidente provinciale, rientra tra le azioni previste dalla Strategia di sostenibilità Alto Adige 2030 e dal Piano Clima Alto Adige 2040. L'obiettivo dichiarato è ridurre l'impatto di traffico, rumore ed emissioni nelle aree montane considerate più sensibili dal punto di vista ambientale e paesaggistico. Le restrizioni riguardano esclusivamente manifestazioni e attività motoristiche organizzate (dunque non la circolazioni di singoli).

Le proteste dei club

La decisione ha però provocato la reazione del mondo delle storiche che sono convinte si tratti di misure propagandistiche, ideologiche e prive di fondamento scientifico. Diverse associazioni sostengono, infatti, che i raduni d'epoca rappresentino una quota estremamente marginale del traffico sui passi e contestano l'accostamento tra queste manifestazioni e i problemi di congestione che interessano le Dolomiti durante la stagione turistica.

Annunciato ricorso

Tra le voci più critiche c'è il Veteran Car Team di Bolzano, con ben 1700 soci, che ha annunciato un ricorso per chiedere la revoca del provvedimento. "Sono storia e cultura, un vero e proprio “museo viaggiante”, ha dichiarato il presidente, Davide Brancalion, contestando che si tratta di sole sei manifestazioni all'anno e che le vetture viaggiano per regolamento alla velocità massima di 35 km/h.

Partita aperta

Sul fronte opposto, le associazioni ambientaliste e alpinistiche hanno accolto positivamente la delibera, considerandola un primo passo verso una maggiore tutela degli habitat alpini. La sensazione è che la partita sia appena iniziata: da una parte la salvaguardia delle montagne, dall'altra volontà di preservare eventi che da decenni fanno parte della cultura motoristica e turistica del territorio.

COMMENTI
In edicola
Segui la passione
Luglio 2026
Un numero speciale, con i 60 anni dell'Alfa Romeo Spider, la Fiat 503 Cabriolet, la Morris Mini Traveller, i 140 anni della Mercedes, la Mazda MX-5 prima serie vs l'attuale, quale auto comprare con 5.000 euro, la 1000 Miglia e molto altro ancora
Scopri di più >