Anantara Concorso Roma: il “Best of Show” alla Maserati V4 Sport Zagato
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22/04/2026 | di Emanuele Mùrino
Anantara Concorso Roma: il “Best of Show” alla Maserati V4 Sport Zagato
Gran finale per l’evento che celebra l’Italia e il suo genio automobilistico: vetture di prestigio, grandi collezionisti e successo di pubblico
22/04/2026 | di Emanuele Mùrino

Nella Capitale baciata dal sole, la giornata finale della prima edizione di Anantara Concorso Roma ha riempito i giardini della Casina Valadier di collezionisti, appassionati e visitatori. Nelle vie adiacenti, tanti turisti e semplici curiosi si sono assiepati lungo le transenne per fissare in uno scatto le protagoniste a quattro ruote.

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Obiettivi raggiunti

Il Concorso - organizzato da Anantara Hotels & Resorts - ha raggiunto gli obiettivi dichiarati: “riunire i collezionisti di auto più rinomati al mondo e portare nel cuore di Roma una straordinaria selezione di capolavori italiani”. Soprattutto, ha dimostrato di avere le carte in regola per diventare un appuntamento fisso e porsi come punto di riferimento per i concorsi d’eleganza.

Cento anni fa… a pochi metri di distanza

Per una serie di fortuite coincidenze, inoltre, il successo della prima edizione dell’Anantara Concorso Roma ha incrociato nel 2026 i cento anni dalla prima edizione del Concorso d’Eleganza di Roma che si svolse proprio sulla Terrazza del Pincio nel 1926.

Originalità e condizioni delle auto al vaglio della giuria

Le quasi 70 vetture iscritte sono state valutate “sulla base della loro originalità e delle loro condizioni”. La giuria internazionale - guidata dal giudice capo Adolfo Orsi, e al cui interno sedevano, come giudici onorari, Lorenzo Ramaciotti e Jean Todt - ha poi assegnato punti aggiuntivi per eleganza, storia e stato di conservazione. Infine, ciascuna delle auto vincitrici di classe si è sfidata per l’assegnazione del “Best of show”.

Il “Best of Show” alla Maserati V4 Sport Zagato

Regina del concorso è stata la Maserati V4 Sport Zagato del 1932, già regina sulle pagine di Ruoteclassiche e nota come “la Sedici Cilindri” poiché spinta da un motore 4 litri ottenuto accoppiando due otto cilindri in linea derivati dalla Tipo 26B. La V4 porta in dote primati spettacolari e storie affascinanti. Il 28 settembre 1929, con al volante Mario Umberto Borzacchini, noto come Baconin, conquistò a Cremona il record mondiale sui 10 km, alla media di oltre 246 km/h su rettilineo non asfaltato. Proprio la V4 regalò alla Casa del Tridente la prima vittoria internazionale al Grand Prix di Tripoli 1930, bissata l’anno seguente da Ernesto Maserati al Gran Premio Reale di Roma. La V4 in Concorso, con la carrozzeria in due toni di verde, appartenne al professor Riccardo Galeazzi, archiatra pontificio di Papa Pio XII. E se i numeri hanno un significato, in molti hanno notato che la vettura premiata ieri tornava a Roma per la prima volta dopo 90 anni.

Le vincitrici di classe

Le Zagato anteguerra: Maserati V4 Sport Zagato del 1932, che poi si è aggiudicata il “Best of Show”.

Le 8C Alfa: Alfa Romeo 8C 2300 Cabriolet Castagna del 1933, imponente “passo lungo” firmata dalla carrozzeria milanese Castagna, una tra le più ricercate dell’epoca.

Le Alfa 6C 2300: Alfa Romeo 6C 2300 Gran Turismo Pescara Spider Touring del 1935, uno dei soli due esemplari costruiti e ricordata poiché il suo motore fu messo a punto dalla Scuderia Ferrari su richiesta dell’acquirente originario.

Le coupé del primo dopoguerra: Alfa Romeo 6C 2500 SS Berlinetta Pinin Farina del 1949, nota per essere stata la prima a presentare i caratteristici doppi fari tondi anteriori.

Le barchette Ferrari: Ferrari 340 America Barchetta Touring del 1951, consegnata a Pierre Louis-Dreyfus nel giugno 1951, prese subito parte alla 24 Ore di Le Mans.

Le aperte del dopoguerra: Lancia Aurelia B24 Spider Pinin Farina del 1955, di cui furono realizzati circa 181 esemplari con guida a sinistra. La sua inconfondibile forma è impreziosita dal parabrezza panoramico, un concetto derivato dai motoscafi Riva.

Le prime granturismo di Modena: Ferrari 375 MM Coupé Speciale Ghia del 1955, una one-off che ha fatto storia. Con il telaio 0476 AM e in verniciatura bicolore, è l’ultima 375 MM costruita e l’ultima carrozzata da Ghia per il Cavallino Rampante.

Vestite leggere da Zagato: Alfa Romeo Giulia TZ2 del 1966, con la sigla a significare “Tubolare Zagato 2”, costituiva l’evoluzione esclusivamente agonistica della TZ.

Le berlinette Ferrari di Pininfarina: Ferrari 275 GTB del 1965, con il telaio 07869, l’esemplare presentato in concorso, si distingue per l’insolita tonalità oro chiaro metallizzato, abbinata a interni in pelle rossa.

Le spider di Viale Ciro Menotti: Maserati 3500 GT Spyder Vignale “prototipo” del 1959, esposta per la prima volta al pubblico ad Anantara Concorso Roma. Di proprietà di un collezionista americano, l’auto si è giovata di un meticoloso restauro tra il 2023 e il 2026, con il supporto diretto di Maserati Classiche. Ciò le ha consentito di ricevere la Certificazione di Autenticità numero 100 del Programma nato nel 2021 nelle officine di Modena.

Le spider di Maranello: Ferrari Testarossa Spider del 1986, una one-off nata su richiesta dell’avvocato Gianni Agnelli, a riprova del suo legame con il Cavallino Rampante. È l’unica Testarossa Spider realizzata in fabbrica. La carrozzeria verniciata in argento è impreziosita da sottili profili in blu Savoia che avvolgono la vettura alla base delle portiere e all’altezza della linea di cintura.

Le eleganti Ferrari di Pininfarina: Ferrari 500 Superfast del 1965, una vettura tra le più elitarie prodotte a Maranello: ne furono costruiti solo 36 esemplari per una clientela tra cui figuravano Mohammad Reza Pahlavi, l’Aga Khan IV e Peter Sellers.

Le granturismo sportive degli Anni Sessanta: Lamborghini Miura P400 del 1968, probabilmente la più famosa tra tutte le 265 Miura prodotte dal 1966 al 1968. Con il telaio 3586, è l’auto immortalata nelle sequenze iniziali del film “The Italian Job”, mentre sfrecciava sulle curve del Passo del Gran San Bernardo.

Le sportive degli anni 80 e 90: Bugatti EB110 GT del 1993, uno dei progetti più ambiziosi della rinascita Bugatti nei primi anni Novanta. L’auto fu presentata nel 1991, ricorrenza del 110° anniversario della nascita di Ettore Bugatti.

I premi speciali

Oltre ai premi di classe, la giuria ha assegnato numerosi riconoscimenti speciali, Tra essi, due erano legati a Roma: il Premio Cinecittà assegnato alla vettura di Fritz Kaiser, la Lamborghini P400 Miura protagonista del film “The Italian Job”, e il Premio Spirito di Roma andato all’Alfa Romeo 6C 2300 Gran Turismo del 1934, della Fondazione Nicola Bulgari, che fu acquistata nuova da Francesco Santovetti, tra i fondatori del RIAR il Registro Italiano Alfa Romeo e che per primo ne ricoprì la presidenza. Di sicuro fascino per gli amanti del rombo, il Premio Miglior Sound vinto dalla Ferrari 340 MM Spider Scaglietti del 1953. In gara lo stesso anno alla Mille Miglia, condotta da Gigi Villoresi e Piero Cassani, la “barchetta” è dal 1999 nella collezione di Roberto Crippa. Il Premio Vettura più elegante dell’anteguerra è andato all’Alfa Romeo 8C 2900B del 1938 appartenente alla Keller Collection. Il primo proprietario dell’esemplare in concorso fu Giuseppe Antonio Farina, detto Nino, primo campione del mondo di Formula 1 nel 1950.

Ospiti d’eccezione

Tra le vetture esposte sulla Terrazza della Casina Valadier, presenti anche quelle della Polizia di Stato che ha colto la filosofia dell’evento e che ha schierato tre esemplari della propria collezione: una Fiat 1100 EL del 1951, un’Alfa Romeo 1900 TI Super del 1957 e una più recente Lamborghini Gallardo LP 560/4 Coupé. Inoltre, un’Alfa Romeo 2600 Sprint del 1962 ha preso parte al Giro d’Anantara assieme alle altre auto in concorso.

In occasione del concorso, è stata anche svelata una Lamborghini Miura P400 SV appena certificata dal Polo Storico Lamborghini dopo un lungo e meticoloso restauro, che ha riportato questo esemplare, immatricolato per la prima volta in Germania, nelle sue condizioni originali. La vettura, in una particolare colorazione verde Luci del Bosco, è di proprietà di William Heinecke, organizzatore dell'evento e patron della catena Minor Hotel di cui Anantara Resort fa parte.

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