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25 maggio 2018 | di Redazione Ruoteclassiche

Corrado Lopresto si aggiudica i disegni dell’archivio Bertone

Mentre controlla con occhio paterno la Scat 25/30HP del 1913, salendo sul rimorchio che la conduce a Villa d’Este, Corrado Lopresto “riconosce” un altro figlio.

È il lotto “numero 28” della sensazionale asta Bolaffi (e le polemiche continuano a friggere) tenuta ieri ad Arese: contiene l’insieme dei disegni dell’archivio Bertone, battuti in lotto unico dopo la notifica dei Beni Culturali.

È lui è il fortunato acquirente (per 62.000 euro) di un patrimonio che va ad aggiungersi alla collezione di prototipi, mirabili vetture e altre raccolte di progetti e documenti storici. Tra questi i disegni di Tom Tjaarda, l’archivio del Conte Trossi e quello della Isotta Fraschini.

La collezione Bertone è di grande interesse – spiega Lopresto e mi è sembrato naturale concorrere perché restasse di proprietà italiana (è comunque sottoposta a notifica di territorialità da Ministero, ndr). Ma soprattutto, in mani esperte.  Questo genere di documenti – spiega ancora -  oltre ad essere affascinanti per tutti gli appassionati, è da sempre la base per i restauri delle vetture, mie e di altri collezionisti. Al di là quindi della bellezza oggettiva di alcune tavole, vere opere d’arte, il valore documentale è notevole anche per i manufatti più tecnici e di minor impatto visivo. Non ho potuto prendere visione dei quasi cinquemila disegni che compongono il lotto – continua Loprestoe che sono custoditi in seno al fallimento della società. Ma solo le venti tavole presenti in catalogo ad Arese giustificavano ampiamente il valore battuto all’asta. Non vedo comunque l’ora di poter fare un censimento di tutto il tesoro”.

E non è il solo. Sono moltissimi infatti gli appassionati che sperano di poter dare una “sbirciatina” insieme al collezionista, che assicura: “Assolutamente. Ho già esposto in diverse occasioni pezzi della mia collezione. Come faccio, da sempre, per le mie vetture.  E anche per l’archivio Bertone ci sarà la giusta ribalta. A cominciare dalla mostra su Marcello Gandini, che il Museo Nazionale dell’Auto di Torino sta allestendo per ottobre.  Nei documenti battuti da Bolaffi si dovrebbero trovare infatti almeno alcuni dei lavori interessanti che il creatore della Miura – e prima di lui, Giorgetto Giugiaro – lasciarono alla carrozzeria di Grugliasco quando si misero in proprio”.

Giosuè Boetto Cohen

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