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Austin Healy 3000 MKIII: last but not least

Il prossimo 2 aprile andrà all’asta l’ultimo esemplare prodotto dal marchio Austin Healey. Si tratta della più significativa Big Healey stradale oggi disponibile sul mercato: una 3.000 MK3 rimasta di proprietà dello stesso collezionista dal 1972. Ha percorso, fino a oggi, solo 56.000 miglia. Ecco perché è interessante

Dopo 45 anni nelle mani dello stesso proprietario, sta per andare all’asta l’ultima Austin Healey prodotta. Il prossimo 2 aprile, nei giorni del Practical Classics Car & Restoration Show al National Exhibtion Centre di Birmingham, l’Austin Healey 3000 MK3 con telaio HBJ843025 andrà all’incanto per iniziativa della casa d’aste Classic Car Auctions. Si tratta di un’automobile particolarmente significativa, essendo l’ultima macchina uscita dallo stabilimento di Abingdon, una piccola località sul Tamigi situata a sud di Oxford, prima della cessazione dell’attività.

La vettura, sfornata dalla catena di montaggio il 21 dicembre 1967, rimase di proprietà della Donald Healey Motor Company e registrata con targa OAC 656. Ceduta successivamente ad altri due acquirenti, nel 1972 è entrata in possesso del suo quarto e ultimo proprietario, che l’ha conservata, amata e coccolata per 45 anni.

Si può definire senza ombra di dubbio un magnifico esemplare di Big Healey, versione “BJ8” (successiva alla BJ7) della terza serie, la MK3. In 50 anni di vita questa affascinante roadster ha percorso solo 56.000 miglia (poco più di 90 mila km). Nel 2016 è stata sottoposta a un restauro generale ed è stata riverniciata in colore beige dorato metallizzato. La stima della casa d’aste Classic Car Auctions che la metterà all’incanto oscilla tra 75 e 90.000 Sterline (86.000 – 103.000 Euro).

L’AUSTIN HEALEY 3000
Fondata nel 1952 dalla Donald Healey Motor Company di Donald Healey, in joint venture con la Austin (gruppo British Motor Corporation – BMC), l’Austin Healey presentò la 3000 nel 1959 come erede del modello 100.

La 3000 era equipaggiata con un nuovo 6 cilindri portato a 3.0 litri da 132 Cv, contro il precedente 2.6, unica rilevante novità (se escludiamo i freni a disco anteriori) su un corpo vettura sostanzialmente invariato. Disponibile in versione 2 posti (“BN7”) e 2+2 (“BT7”) la roadster britannica lasciò il posto, nel marzo 1961, alla MK2, dotata di alcuni miglioramenti di motore e pochi aggiornamenti estetici (principalmente una nuova calandra con listelli verticali).

La produzione delle versioni BN7 e BT7 della 3000 MK2 fu quindi affiancata, a partire dal gennaio ’62, dal modello BJ7, dotata di un maggior comfort, migliori finiture, migliore protezione contro vento e agenti atmosferici. Quest’ultima portò progressivamente al pensionamento gli altri due modelli fino all’avvento, nell’autunno ’63, della 3000 MK3, che rimase in produzione fino al 1967 (anno di chiusura degli stabilimenti Austin Healey), prima come modello BJ7, quindi come BJ8 con motore potenziato a circa 150 Cv.

La produzione complessiva dell’Austin Healey 3000 superò 51.000 esemplari, dei quali quasi il 90% furono esportati sul mercato americano.

Alvise-Marco Seno

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