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Bergamo Historic Grand Prix, bolidi da corsa in demo

Grande successo per il Bergamo Historic Gran Prix, un’esplosione di potenza e adrenalina che ha acceso gli animi domenica 2 giugno nello storico Circuito delle Mura.

Al Bergamo Historic Gran Prix si torna indietro nel tempo, a quando le corse si facevano ancora. Ci sono le balle di paglia, i paddock con le tende colorate e, soprattutto, c’è l’atmosfera frizzante, piena di attesa e di entusiasmo, di chi ha voglia di rivivere ancora certe emozioni. Succede tutto in una giornata, a cominciare dalle auto partecipanti esposte nella mattinata in Piazza della Cittadella, nella celebre parte alta della città.

Partecipanti di gran livello. Alle 10 anche quest’anno è iniziata la punzonatura, tra la folla di appassionati e curiosi accorsi per vedere le storiche e fotografarle da vicino. E che storiche: non è passata certo inosservata una prima donna di grande importanza come la Cisitalia D48 della scuderia ufficiale di Piero Dusio, con cui hanno corso Tazio Nuvolari e Piero Taruffi, oggi parte della Lopresto Collection. C’erano poi una splendida monoposto Fiat 1100 con elaborazione Stanguellini che ha corso in passato nei campionati di Formula Junior, una Asa 1000 esemplare unico del 1962, una Lola T410 del 1974. Oltre a una miriade di anteguerra, fra le quali una Maserati 26 M del 1928 e molte vetture di marche straniere, in particolare Amilcar e Riley. In totale hanno partecipato 69 automobili, comprese otto Jaguar costruite dal 1951 al 1973.

Due ruote spettacolari. E poi, ovviamente, c’erano loro: le moto. Una sessantina di esemplari pregiati di tutte le epoche che con i loro roboanti motori hanno offerto uno spettacolo di passione motoristica all’ennesima potenza. Oltre a celebrare la gioia di veder riunite tanti importanti nomi di produttori ormai scomparsi fra i quali, immancabile, quello delle bergamasche Rumi. Tante sono le storie degli appassionati e delle loro beniamine che vi hanno preso parte anche dall’estero: ve le racconteremo su Ruoteclassiche Luglio.

Nel segno di Nivola. Si respira un’aria internazionale, al Bergamo Historic Gran Prix. Con appassionati che arrivano da varie parti d’Europa per riscoprire un circuito cittadino bellissimo, pieno di curve e di pendenze, e per di più incluso nella Lista del Patrimonio Unesco. È il Circuito delle Mura, appunto, che si snoda lungo la cinta muraria di Bergamo Alta, risalente al XVI secolo. È qui che nel 1935 Tazio Nuvolari ha vinto su Alfa Romeo P3 il GP di Bergamo, di cui il Bergamo Historic Gran Prix è la 14esima rievocazione.

Un distillato di entusiasmo. La prima manche ha preso il via alle 14,30, dopo la consegna dei premi e dei riconoscimenti ai tanti personaggi illustri del mondo del motorsport che hanno fatto parte della giornata. Sotto un sole cocente, si sono allineate alla griglia di partenza le monoposto e le anteguerra, seguite al via successivo dalle motociclette e, infine, dalle GTS. Poi alle 16,15 di nuovo tutti in pista, nello stesso ordine, fino alle 18. Con il pubblico che si accalcava, i boati da brivido e la voce dello speaker che incendiava gli animi ancor di più. In definitiva, una gran bella giornata di pura entusiasmo motoristico. Decisamente da urlo.

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