Industry
12 May 2021 | di Paolo Sormani

Alfa Blue Team, un covo di “alfaziosi”

Il collezionista milanese ha scritto due libri per spiegare come si può essere alfisti irrimediabilmente faziosi. Con alcuni amici ha fondato l’Alfa Blue Team, il club che vanta una collezione privata di circa 120 Alfa Romeo, con autentiche rarità.

Certe collezioni occorre una vita per pensarle, ragionarle, metterle insieme. Gianfilippo “Gippo” Salvetti è milanese come il Biscione, guida Alfa Romeo dal giorno della patente e le adora da molto prima. Nel 1972 con gli amici fonda l’Alfa Blue Team, un club così battezzato per il nome della squadra di bridge del padre e per una certa predilezione verso il blu. Non per nulla, è il colore della Giulia Sprint Speciale promessa e ottenuta per l’esame di maturità. Salvetti la scelse fra altre sette usate e la fece verniciare nel prediletto Blu Olandese, che la contraddistingue ancora oggi.

Alfa Romeo emblema di Milano. Dal 1992, la collezione dell’Alfa Blue Team è collocata in un’ex area industriale nella campagna del Milanese. Non per nulla si sente profumo di… Quadrifoglio. Se fosse pubblica, avrebbe la dignità di un museo monomarca di livello internazionale. Il parterre dei mezzi varia dalla 6C 2500 alla 75, l’ultimo modello “indipendente”, prima dell’entrata nel gruppo Fiat. Di recente è stata inaugurata un’ala riservata ai veicoli industriali, fra autocarri e autobus. Il tutto in stato di conservazione ottimale: le auto della collezione sono curate e mantenute in forma nell’officina interna. E se serve qualche ricambio, c’è il magazzino ben fornito di componenti new old stock.

I sei amici fondatori ci sono ancora tutti e anche se non hanno più diciott’anni, continuano a restare infatuati di un simbolo di Milano. È un’associazione sui generis, che non apre a nuovi soci e non vende neppure un’auto di quelle che compongono la loro collezione, neanche in permuta. E sono molte, importanti. Accanto alle 6C 2500, ecco la famiglia delle 1900, compresa la jeep Matta. Le Giulietta ci sono tutte, sia di serie, sia quelle rare e speciali. Vedi la familiare della carrozzeria milanese Boneschi e la Promiscua della Colli, una delle sole 91 costruite. Rara, quindi immancabile in una collezione insieme così ragionata e irrazionale, dettata dal bisogno insopprimibile del possesso. Poco più in là, brilla la mascherina della Sprint Veloce Confortevole, costruita solo nel 1958. Ha la livrea simile alla sua vicina, una SZ che è stata letteralmente salvata in extremis dal demolitore. Dalla Giulietta alla Giulia: ecco l’eccelsa TZ, una delle 12 in allestimento stradale. Una TI Super è appiccicata al muro come un geco. Ampia la selezione delle 2600, con diverse fuoriserie, tra cui la De Luxe della Osi, l’esemplare unico della spider Boneschi, e la berlinetta di Zagato.

Alfazioso a oltranza. La sapienza alfistica è confortata da una biblioteca ricca di oltre seimila volumi a carattere motoristico. Alcuni li ha firmati e pubblicati lo stesso Salvetti per la Fucina Editore, creata nel 2001 per la pubblicazione di libri a tema motoristico. Nel 1998 Salvetti scrive il suo primo libro, che è una dichiarazione di intenti: “alfazioso”, crasi fra alfista e fazioso. Nel 2001 esce il seguito, “alfazioso 2”, un’altra raccolta di storie e aneddoti nei quali si intrecciano curiosità e passione per le Alfa Romeo d’epoca, attraverso ricordi e spunti autobiografici. Del 2010 è “100 X 100 - cento alfa per cent'anni”, sfornato in occasione del Centenario del Biscione. L’anno dopo è seguito “alfavelate”, dedicato a prototipi, esemplari unici, vetture con un interessante passato, che giacevano come “tesori nascosti” (quindi “velati” dai teli) nei depositi e che oggi compongono la Collezione del Museo Storico Alfa Romeo di Arese.

Perché candidare al Best in Classic l’eterogenea collezione dell’Alfa Blue Team e, soprattutto, il sentimento che l’ha generata, è lo stesso Salvetti a spiegarlo: “Ci vuole faziosità per difendere fino alla morte l’assunto che l’Alfa Romeo è il marchio più importante al mondo. Non esiste Casa automobilistica che abbia coperto un così vasto campo della meccanica. Perché qui non si parla solo di auto, ma anche di mezzi industriali, motori di aerei, a gasolio, veicoli meccanici e trivelle. Insomma, la tecnica motoristica a tutto tondo”.

Best in Classic
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