Attività
15 April 2021 | di Gilberto Milano

Asta di RM Sotheby’s a Elkhart del 23-24 ottobre 2020

Offrire 588 lotti in pieno periodo pandemico, 272 dei quali automobili, e riuscire a fare sold-out è un record che merita una nomination a evento dell’anno del premio Best in Classic. Giù il cappello quindi a RM Sotheby’s e nella sua capacità di portare a termine con successo le aste maratona.

Non è la prima volta che la Casa canadese si fa notare per un risultato record come quello portato a termine a Elkhart, nell’Indiana, tra il 23 e il 24 ottobre. I numeri portano subito alla mente l’asta Duemila Ruote che si è celebrata alla Fiera di Milano nel novembre 2016, una vendita record che rimarrà nella storia ancora per molti anni. Lì RM Sotheby’s aveva messo all’asta 817 lotti (423 erano veicoli a motore) della collezione di Luigi Compiano, un imprenditore accusato di truffa, sequestrati dalla Guardia di Finanza; qui a Elkhart, invece, alla base c’è sempre un’accusa di frode (nei confronti del fallimento della società Interlogic, di proprietà dell’imprenditore Najeeb Khan) ma i numeri sono lievemente inferiori. A Milano il fatturato fu di 51,2 milioni di euro, a Elkhart si è arrivati a 37,4 milioni di euro (35,6 solo per le auto).

Senza prezzo di riserva. Numeri comunque da capogiro, soprattutto se si pensa che l’asta si è svolta in un periodo delicato nel quale gli spostamenti erano problematici, in particolare dall’Europa, con pochi presenti in sala e oltre 2.500 offerenti da 53 paesi collegati via internet. Come per l’asta di Milano, anche a Elkhart la carta vincente è stata quella di mettere all’asta tutti i lotti (meno tre auto) senza prezzo di riserva. Grazie a ciò tutto il catalogo è stato venduto (100% dei lotti). Ciò che però ha sorpreso tutti, come del resto a Milano, è stato constatare che il 42% dei lotti sia stato aggiudicato oltre la stima massima (altro record).

Una ricca collezione. In vendita non c’erano, come si sarebbe portati a pensare, solo vetture di scarso valore: tra le 272 auto in catalogo erano numerose quelle di prestigio. E quindi di valore elevato. Non a caso, sette auto sono state aggiudicate oltre il milione di euro mentre il prezzo medio finale è stato di 171.290 euro (fonte k500.com) per una età media del 1967. Come è capitato per la collezione di Luigi Compiano, anche quella di Najeeb Khan era caratterizzata da una quantità enorme di auto perfettamente conservate, di provata originalità e selezionate con gusto e competenza, argomento base per una vendita di successo.

Le Fiat nel cuore. In particolare Khan aveva una passione per le Fiat (23 in tutto), soprattutto quelle degli anni 50, e per le auto sportive inglesi. Negli anni aveva raccolto una collezione articolata, formata da auto con elevato contenuto stilistico ma anche con vetture curiose targate Autobianchi, Piaggio, Iso, Tuk Tuk. Numerose anche le vetture anteguerra, soprattutto americane.

La Top Ten. La più prestigiosa era una Ferrari 225 S Berlinetta del 1952 carrozzata da Vignale (aggiudicata a 2,3 milioni di euro tutto compreso), vettura con un palmares di rispetto tra cui il 2° posto assoluto alla 12 Ore di Casablanca del 1952, il 4° assoluto al Gran Premio di Monaco del 1952 e il 10 ° assoluto alla Mille Miglia del 1952. Dietro di lei una Fiat 8V Supersonic del 1953 di Ghia, consegnata nuova al famoso designer della General Motors Henry S. Lauve (1,72 milioni di euro). Nella top ten anche altre due italiane: una Lamborghini Miura P400 S del 1969 (978 mila euro) e un’altra Fiat 8V Vignale del 1954 che si rifaceva allo stile della Demon Rouge (765.000 euro). Una terza Fiat 8V di Vignale, anch’essa del 1954 ma con una carrozzeria meno particolare è stata aggiudicata a 654.000 euro.

Record per le Continuation. Le uniche tre vetture con prezzo di riserva erano invece tre Jaguar “Continuation” costruite nuove dal reparto Heritage della Casa di Coventry e tutte finite nella Top Ten: una XKSS del 1957 (1,67 milioni di euro); una E-Type Lightweight del 1963 (1,44 milioni di euro) e una D-Type del 1955 (1,1 milioni di euro). Ottima anche la quotazione raggiunta da una Cooper-Jaguar T38 MKII del 1955, originale, seconda di tre esemplari costruiti con l’esclusivo design Cooper, alimentata dal motore XK Jaguar con specifiche da corsa, e un palmares che contempla sei vittorie a Goodwood e Silverstone nelle stagioni 1956 e '57. Da segnalare anche la quotazione record di una Toyota 2000 GT del 1967 (770.000 euro) e da una Land Rover Serie I del 1950, aggiudicata al triplo della stima massima (203.000 euro).

Best in Classic
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