Best in Classic, ecco i primi nomi della giuria - Ruoteclassiche
Personaggi
16 June 2021 | di Redazione Ruoteclassiche

Best in Classic, ecco i primi nomi della giuria

Miki Biasion, Carlo Borromeo, Carlo Cavicchi, Savina Confaloni, Antonio Ghini, Corrado Lopresto: vi presentiamo in rigoroso ordine alfabetico i primi sei componenti la giuria del BIC, selezionati da Ruoteclassiche.

Sono giornalisti e giornaliste della carta stampata e della televisione, scrittori, designer e storici dell’auto, collezionisti e piloti ex campioni del mondo, i primi sei giurati del Best in Classic. Tutte personalità autorevoli del loro settore, ben conosciute da ogni appassionato dell’auto d’epoca e del motorismo italiano. La redazione di Ruoteclassiche li ha scelti per rappresentare un ventaglio il più ampio possibile di competenza ed esperienze. Sono signore e signori che alla crescita della scena italiana dell’auto classica hanno contribuito con la loro professionalità.

Le firme della rivista. Un paio di loro li conoscete da vicino, perché sono collaboratori che “aprono” Ruoteclassiche firmando le rispettive rubriche. In “Destra3 lunga chiude”, lo stesso titolo del libro pubblicato per Giorgio Nada, Giorgio Cavicchi racconta aneddoti sulla storia del rally, di cui è stato pilota prima di iniziare la carriera giornalistica scrivendo proprio di questa disciplina. Da allora non si è più fermato diventando direttore di Autosprint dal 1984 all’99, del settimanale SportAutoMoto e di Quattroruote dal 2010 al 2014. Cavicchi è autore di una decina di libri sull’auto e sul motorsport: il più recente è un romanzo, “Rapiremo Niki Lauda”, pubblicato nel 2020. Anche Corrado Lopresto non ha bisogno di presentazioni. La sua collezione di prototipi e di “numeri uno” italiani non ha pari al mondo: tutto iniziò nel 1979 acquistando una trascuratissima Fiat Balilla . Per Ruoteclassiche, Lopresto racconta le sue esperienze nella pagina del “Collezionista”. Figura di riferimento a livello internazionale, è un vero e proprio ambasciatore dello stile e della cultura dell’auto d’epoca del nostro Paese.

Sono uomini-Lancia, ognuno a modo proprio, anche Massimo “Miki” Biasion e Carlo Ludovico Borromeo, pilota il primo, giovane designer di auto (e non solo) il secondo. C’è una Lancia Delta nella carriera professionale di entrambi. Al volante dell’Integrale Evoluzione, Biasion ha segnato una doppietta nel titolo mondiale Rally piloti nel 1988 e ’89, guidato dal fido navigatore Tiziano Siviero. Sempre nell’88, a 30 anni, ha vinto il Giro automobilistico d’Italia in coppia con Riccardo Patrese al volante di una 75 Evoluzione da 335 cv. Prima della doppietta iridata, aveva già vinto un titolo italiano e uno europeo sulla Lancia Rally 037. Per la gioia degli appassionati, oggi Biasion si “accontenta” di esibirsi durante i rally per vetture d’epoca sulla sua Stratos ed è attivissimo nel restauro e nella vendita delle Delta HF e di altre grandi classiche. Sempre la Delta, ma stavolta quella Futurista costruita da Amos Automobili (il concept lo “scoprite” anche sulla copertina del numero 7 di Autoitaliana) è nel portfolio del designer Carlo Ludovico Borromeo. Con Fabio De Silva, figlio del celebre progettista Walter, nel 2011 ha fondato a Milano lo studio BorromeodeSilva. Soltanto per restare in ambito automotive, fra i suoi clienti si distinguono Ferrari, Maserati, Fiat, Alfa Romeo, Bugatti, Dallara, Pirelli e la stessa Italdesign di Giorgetto Giugiaro dove Borromeo aveva maturato esperienza. A molti appassionati è noto per essere il direttore creativo di Garage Italia. Qui coltiva un fecondo rapporto di stile e inventiva con Lapo Elkann, sfociato in numerose personalizzazioni (anche per marchi come Mercedes e Mini) e nella serie elettrica-neoclassica Icon-E.

Comunicatori a 360° sono la giornalista Savina Confaloni e “l’eminenza grigia” Antonio Ghini. Giornalista, conduttrice e autrice televisiva, Confaloni è uno dei volti più noti e apprezzati fra gli appassionati di auto, non d’epoca e non solo. I suoi articoli sono regolarmente pubblicati sulle pagine motori del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport, ma molti la conoscono per la partecipazione come inviata delle trasmissioni televisive “Matrix” su Canale 5 e “Ogni Mattina” per TV8. Negli anni scorsi ha condotto una serie di programmi per i canali tematici Nuvolari e Marco Polo, appartenenti al bouquet di Sky Italia. Come documentarista, Confaloni ha realizzato decine di reportage e nel 2007 ha vinto il premio del CONI e USSI di "Giornalista sportiva dell’anno". Una curiosità: per dieci anni e fino al 2006 è stata la navigatrice di Clay Regazzoni.

Navigatore di lungo corso in qualità di giornalista e consulente è pure Antonio Ghini, nel mondo della comunicazione e del marketing automobilistico. Ha lavorato, fra gli altri, per Renault, Maserati, Lamborghini e Ferrari, di cui ha diretto la comunicazione e il brand management per 22 anni, oltre alla rivista “The Official Ferrari Magazine”, pubblicata a Londra da Condé Nast. I suoi “colpi da maestro” e le strategie pubblicitarie efficaci sono raccontati nel libro “Dal detersivo alla Ferrari”, utilissimo a chiunque abbia voglia di ricevere qualche istruttiva lezione di marketing. Agli appassionati di auto classiche, del Toro di Sant’Agata in particolare, è destinato il libro “Lamborghini. Dove perché chi quando cosa”, pubblicato alla fine del 2019 da Rizzoli e distribuito a livello internazionale. Oggi dirige la comunicazione di The Classic Car Trust e realizza l’annuario “The Key”, una piccola bibbia mondiale della scena collezionistica.

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