Ho fatto tutto io! - Ruoteclassiche
23 July 2021 | di Paolo Sormani

Ho fatto tutto io!

O quasi: verniciatura a parte, Franco Camellini ha riportato alla vita una Fiat X1/9 radiata contando sulle proprie capacità. Il restauro e l’epopea burocratica per reimmatricolarla sono solo due aspetti di un “lieto fine” assai più significativo.

Qualcuno di voi si ricorderà probabilmente dell’articolo firmato dal nostro Marco Di Pietro su Ruoteclassiche dello scorso maggio, intitolato “Ridatemi una targa!”. L’appassionato reggiano Franco Camellini vi ha raccontato la sua piccola – e non infrequente, purtroppo - odissea vissuta per l’immatricolazione di una Fiat X1/9 radiata. Dopo sei anni di restauro, Camellini è riuscito a… targare la targa sportiva a motore centrale firmata da Bertone scalando la montagna dell’assurdo burocratico italiano. Una doppia vittoria, dunque. Anzi, tripla. Perché nel caso del nostro restauratore fai-da-te, l’auto d’epoca è stata un’ottima medicina, la migliore delle terapie durante un momento difficile.

Gli è tornato il sorriso. Bisogna sapere che al protagonista di questa storia piace prima di tutto riportare in vita gli oggetti dati per spacciati. Meglio ancora se si tratta di una vettura degli anni Sessanta e Settanta, che aggiunge il piacere di guidare. Ma non è questo ciò che davvero conta. Per dire: a otto anni, Camellini chiese e ricevette in regalo per il suo compleanno un motore da smontare, per vedere cosa c’era dentro. Non per nulla, oggi ha una piccola azienda che si occupa di costruzioni meccaniche: “Lavorare il ferro è il mio pane da 27 anni e in questo ho avuto bravissimi maestri”, dice. Oggi è in grado di restaurare un’auto facendo quasi tutto da solo, prendendosi il tempo che occorre. La Fiat X1/9 è stata speciale per almeno un paio di ragioni. La prima è che quando la comprò da un’amico, era nel pieno di una profonda depressione e aveva bisogno di qualcosa che lo tenesse occupato. Fu la figlia a suggerirgli di portarla a casa e a notare che, nello smontarla, stava sorridendo: “Erano mesi che non mi capitava. Quest’auto, diversamente dalle altre, fa parte di un periodo della mia vita di grande sacrificio e sofferenza. Ci ho messo l’anima anche per questo”.

Una nuova amicizia. Certo, non è stata una passeggiata. Gli ostacoli che Franco Camellini ha dovuto superare si sono presentati con la difficoltà nel reperire i ricambi e il rifacimento dei lamierati. È così perfezionista, che ha preferito ricrearli da stampi realizzati apposta. Non per questo si definisce un talebano dell’originalità. La targa oro non gli interessa: quando è possibile migliorare, lo fa con discrezione e nel rispetto dell’estetica. E sulla carrozzeria si fa dare volentieri una mano da un amico d’infanzia, ottimo battilastra e verniciatore. Oltre alla ritrovata serenità, il restauro della Fiat X1/9 ha portato anche nuove amicizie alla soglia dei 50 anni. “La vettura era radiata perché aveva corso”, spiega Camellini. “Nello smontarla, su un montante trovai un piccolo adesivo e tramite il web, sono riuscito a risalire al suo pilota. Si chiama Angelo Galli, un gentleman driver della Bassa parmense. È stato felice di sapere che la sua X1/9 era stata recuperata ed è nato un bel rapporto. In sé, questa Fiat è una vettura con i suoi pregi e i suoi difetti. Ha caratteristiche dinamiche ottime, ma è anche piccola e scomoda, consuma come una petroliera. Ma per me è più di un’automobile…”.

La candidatura al Best in Classic è un riconoscimento all’aver condiviso l’esperienza del restauro con vecchie e nuove conoscenze. “Riportare in vita le auto mi diverte e mi gratifica. Il garage di casa lo definisco la mia camera iperbarica: anche se sono stanco, quando ci lavoro, magari con gli amici che mi vengono a trovare, mi fa stare bene”, racconta Franco Camellini. Trova ancora più gratificante che, nonostante la scarsa esperienza, diversi appassionati oggi gli chiedano un consiglio sulla X1/9. Proprio perché la conosce tutta, dal plastichino dello strumento al pavimento. Preso da horror vacui, ora l’imprenditore reggiano sta accumulando ricambi per restaurare una Giulia Super unificata del 1972 che possiede da almeno 25 anni. Parallelamente, sta per iniziare il recupero di un pulmino Fiat 900 comprato con un amico. “Non sono il più bravo di tutti, ma credo di essere la dimostrazione che, come diceva mio papà, se non sai fare qualcosa devi provarci”, conclude Camellini. “Se pensassi di meritarmi il premio per il miglior restauro sarei, oltre che incredibilmente presuntuoso, anche poco oggettivo. Per me questo è un hobby, non un obbligo”.

Best in Classic
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