I 75 anni della Carrozzeria Bottini - Ruoteclassiche
Industry
23 June 2021 | di Paolo Sormani

I 75 anni della Carrozzeria Bottini

Lo specialista legnanese nel restauro e riparazione di Porsche, Alfa Romeo e altri marchi celebra quest’anno il suo 75° anniversario dall’apertura nel 1946. Accanto a Pierluigi Bottini, la figlia Himara e l’esperienza di Carlo Giudice. Obiettivo: il centenario.

Iniziò come tante la storia della carrozzeria Bottini, come oggi la chiamano tutti i clienti ed estimatori. Aprì i battenti nel 1946 a San Giorgio su Legnano per mano (è il caso di dirlo) di un ex battilastra della Zagato, Arturo Bottini. La sua abilità nella lavorazione dell’alluminio gli aveva procurato il soprannome di “Mangialamiera”: era così bravo, da poter riprodurre un parafango di qualsiasi automobile in pochissimo tempo e senza neppure basarsi su un modello. Fin dall’inizio, il carrozziere si dedicò alla trasformazione delle Fiat 508 Balilla berlina e delle Fiat 1100 A nei camioncini che nessuna Casa produceva, ma che nell’operosa Lombardia dedita alla ricostruzione erano molto richiesti. Parallelamente, Arturo Bottini coltivava la passione per le auto da corsa e costruì una barchetta Sport prototipo partendo dal telaio di una Fiat 500 Topolino.

Il “boom” arrivò negli anni 50 e 60. In carrozzeria entravano le Alfa Romeo 1900 dei signori di Legnano, mescolate alle Topolino della classe operaia. Nel ’58 Bottini si trasferì nell’attuale sede di via Vittorio Veneto, sempre a San Giorgio su Legnano. Il figlio Pierluigi cominciò presto a frequentarla: il passo dall’interesse di bambino alla voglia di cimentarsi in quel tipo di lavoro fu breve. Se a 12 anni era già ufficialmente proprietario di una Fiat 514 berlina, terminati gli studi si affiancò stabilmente al padre per “rubare il mestiere”, come si diceva una volta. La passione per i colori lo avvicinò in particolare alla verniciatura. Quando Arturo morì nel 1978, fu Pierluigi a prendere la guida dell’attività.

La “febbre” per Ferrari, Lamborghini, Maserati e Alfa Romeo maturò a partire dagli anni Settanta, finché nei Novanta si aggiunse l’altro grande amore di famiglia: la Porsche. Per una decina d’anni, le principali concessionarie del Milanese affidarono alla Bottini & C. la riparazione delle vetture dei propri clienti. Quando, con il nuovo millennio, sono tornate di grande interesse le auto storiche, Bottini non si è fatto trovare impreparato imprimendo una rinnovata spinta all’attività di restauro, forte anche dell’esperienza maturata nei decenni precedenti. “Posso assicurare che abbiamo riportato allo splendore originale automobili in un tale stato di degrado, che persino gli sfasciacarrozze le avrebbero rifiutate” racconta Himara, la terza generazione della Carrozzeria Bottini. “Mi riferisco in particolare alle Porsche 911 pre bumper, dalle 'Serie 0' alle 2.7 RS, per le quali siamo diventati un riferimento negli anni che ne hanno fatto schizzare i valori alle stelle. A un certo punto, noi stessi abbiamo iniziato a riferirci al nostro lavoro come ricostruzione di scocche, non banalmente restauro, che nel nostro settore può essere inteso anche come una semplice sostituzione di fondi e una verniciatura”.

La terza generazione. Da circa 15 anni Pierluigi Bottini è affiancato nel lavoro di officina dall’esperto Carlo Giudice, che fin da ragazzino partecipava con lui alle gare classiche quali Mille Miglia e Winter Marathon, fino a correre nei campionati Club di Porsche Italia. Quando Bottini si godrà la meritata pensione, sarà proprio Giudice a sostituirlo nel lavoro di restauratore guidando il team di quattro specialisti. A loro si è unita Himara, che ha incorniciato la laurea in lingue e letterature straniere per apprendere il mestiere da zero. Dall’assistenza in officina alla scelta delle tinte, fino alla comunicazione e marketing, non ha modo di annoiarsi: “Il mio obiettivo è portare l’azienda di mio nonno e mio padre al Centenario. Posso dire di avere ben chiare le linee da seguire. Innanzitutto, affiancando alle classiche il restauro e la riparazione di youngtimer e classiche di domani. E poi proseguendo le attività di riverniciatura, detailing e ripristino degli interni, per i quali godiamo di un certo credito. C’è sempre bisogno di nuove idee e di nuove sfide”.

La candidatura al Best in Classic equivale ad accettare l’evoluzione al quale il mondo dell’auto classica sarà soggetto in un futuro sempre più complesso e tecnologico. La passione e la cura dei dettagli durante i restauri restano la pietra angolare sulla quale poggia la solidità della reputazione della Bottini &C. “È il nostro DNA. Siamo sulla piazza da 75 anni e in tutto questo tempo i Bottini sono stati capaci di andare al passo con i tempi e di rispondere alla domanda del mercato, in continua evoluzione. Tra alti e bassi, come tutte le aziende che hanno dovuto affrontare cambiamenti storici importanti: stiamo parlando di tre generazioni, lo trovo poetico”.

Best in Classic
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