Industry
08 June 2021 | di Paolo Sormani

Il Registro Fiat racconta Dario Trucco

Dalla Ghia di De Tomaso, alla Italdesign passando per Bugatti. Il Registro Fiat ha pubblicato le memorie dell'ingegner Dario Trucco, un personaggio che ha lavorato per 40 anni dietro le quinte dell’auto italiana, con la A maiuscola.

II Registro Fiat Italiano è stato costituito per riunire i collezionisti e gli storici della Marca, per contribuire allo studio e alla conservazione delle vetture Fiat e delle Case assorbite nel Gruppo. Si propone, attraverso il reperimento, la catalogazione, la conservazione ed il restauro, di suscitare interesse verso le automobili Fiat del passato. Dai duecento soci dell'anno di fondazione, il 1962, gli iscritti sono passati a seimila, con un incremento costante negli anni. II Registro pubblica a cadenza fissa l'omonima rivista dedicata ai soci, che in un anno difficile come il 2020 si sono visti recapitare una gradita sorpresa: “40 Anni nell’automobile e dintorni – progetti, persone, successi e insuccessi”, un libro dedicato all'ingegner Dario Trucco, un personaggio che nell'attività professionale ha attraversato 40 anni di storia dell'auto italiana.

“Ma sei proprio tu?”. Il volume è nato un po' per caso, molto per la lunga amicizia che lega Trucco a Edoardo Magnone, 82 anni, presidente del Registro Fiat Italiano. Dopo aver condiviso gli studi universitari e la passione per la meccanica, i due amici si erano persi di vista finché, cinquant'anni dopo, l'ingegner Trucco ha sottoposto al Registro l'iscrizione dell'auto che l'ha accompagnato per tutta la vita: una Fiat Balilla 3 marce spider, con il motore pepato dalla testa Siata. Un “matrimonio parallelo” durato oltre mezzo secolo: ancora oggi la Balilla fa parte della sua “famiglia” di auto e motociclette.

Da Ghia a Pininfarina. Realizzato fra il maggio e il luglio del 2020, il libro è stato stampato e inviato agli iscritti il 1° settembre scorso. Tale rapidità è dovuta anche al fatto che, prossimo agli 80 anni, Dario Trucco aveva già fissato le proprie memorie professionali a uso personale. Mancava solo qualcuno che le pubblicasse. Se il nome dell'ingegnere originario del Roero, in provincia di Cuneo, non dice molto all'appassionato comune, è perché Trucco ha sempre preferito lavorare all'ombra dei mitici designer e dei grandi nomi della carrozzeria torinese. La prima chiamata arriva dopo la laurea in ingegneria meccanica al Politecnico di Torino. Trucco segue la moglie alla Ghia di Alejandro De Tomaso dove impara a lavorare in prima linea su vetture come la Mangusta e e la Maserati Ghibli. Con il progetto Pantera, la Ghia acquisisce la Vignale, di cui Trucco diventa consigliere d'amministrazione. Dopo la cessione della Ghia alla Ford, con relativa chiusura della Vignale, Trucco entra in Pininfarina dove diventa direttore di produzione ad appena 30 anni, in un periodo particolarmente attivo. Da carrozzeria, la Pininfarina è diventata costruttore e produce circa 25.000 pezzi l'anno, fra auto complete e carrozzerie per sei marchi diversi.

L'approdo alla Italdesign. Dopo aver lasciato suo malgrado la Pininfarina, l'ingegner Trucco si occupa, fra le altre cose, della tempestosa vicenda della Bugatti di Romano Artioli e delle barchette della Carrozzeria Maggiora. Dopo di che, accetta la proposta di Giorgetto Giugiaro per chiudere in bellezza alla Italdesign l'ultimo decennio professionale. In questo periodo l'azienda si verticalizza, passa da cinquecento a mille dipendenti e arriva a fornire alla BMW lo styling e l'avviamento alla produzione della nuova Mini. La quotazione in borsa della Italdesign è anche l'unica occasione in cui Dario Trucco balza agli onori delle cronache, in qualità di amministratore delegato.

La candidatura al Best in Classic e il valore intrinseco dell'iniziativa editoriale del Registro Fiat Italiano risiedono nel puntiglio – tipicamente da tecnico – con il quale sono riportati le storie, gli aneddoti e i “dietro le quinte” di alcuni attori importanti del panorama industriale, soprattutto torinese. “40 Anni nell’automobile e dintorni – progetti, persone, successi e insuccessi” conta 352 pagine e un corredo fotografico di centinaia di foto a colori, tra quelle scattate dallo stesso Trucco e le numerose immagini di repertorio. “Al di là del rapporto personale, dell'ingegnere mi hanno colpito la pazienza e la capacità di adattarsi a tantissime situazioni, anche difficili; e nel ricoprire cariche sempre più importanti. Un uomo geniale nel gestire e risolvere i problemi che l'industria dell'auto gli ha posto davanti”, ha commentato il presidente del Registro Fiat.

Best in Classic
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