Automobili
07 June 2021 | di Paolo Sormani

La Fiat Uno per ricordare

Ci sono storie legate alle auto classiche che commuovono. È il caso della Fiat Uno prima serie salvata dalla rottamazione da Gianfranco Poli, un appassionato di Crema, per onorare il ricordo di una vicina di casa scomparsa durante la pandemia.

Questa è la storia semplice di un'auto semplice. Ed è una storia agrodolce, perché è mossa dal ricordo di chi c’era e di colpo non c’è stato più, senza preavviso. Parliamo della Fiat uno 45 appartenuta alla signora Rosanna Tamagni, un'anziana impiegata comunale in pensione di Crema, una delle cittadine più piagate dalla pandemia da Covid-19. Abitava di fronte alla casa di Gianfranco Poli, 60 anni, che da qualche tempo ha trovato il tempo e la possibilità di dedicarsi alle auto classiche. Un giorno dello scorso maggio, Poli ha assistito al suo ultimo viaggio verso l'ospedale attraverso il vetro della finestra. Alla tristezza, qualche settimana dopo è seguita la sorpresa di essere contattato da una lontana parente della signora. La Fiat Uno 45 che l'aveva portata al lavoro tutti i giorni, per tanti anni, doveva essere sgomberata dal garage in cui si trovava. Il destino era segnato dalla rottamazione. Crema è una città piccola, però. Le voci corrono e la proprietaria della rimessa si era ricordata di quel vicino con il pallino delle “macchine vecchie” La Uno non è certo un'auto da collezione, ma non era questo il punto, ha pensato lui: attraverso il suo salvataggio, si trattava di onorare il ricordo di una persona che era appartenuta alla sua quotidianità per molto tempo.

Il vero social è... l'oratorio. La passione di Gianfranco Poli per le vetture d'epoca è relativamente recente, ma intensa. Ne ha una decina, sotto il segno del Biscione. Dopo aver portato a casa una GT Junior color ocra, con gli amici ha individuato una vecchia rimessa in quello che chiama “un oratorio per bambini grandi, di cui tutti abbiamo la chiave. E con il frigorifero”. I grandi locali di una volta si sono rapidamente riempiti di auto di pregio. La più anziana fra le Alfa Romeo di Poli è la 1900 M AR51 “Matta” del 1952, la più recente una 156 del '98. In mezzo c'è di tutto, dalla 1900 Super Sprint carrozzata Touring, all'Arna “che spacca i raduni”. L'automobile è diventata una scusa per incontrarsi, per tornare a vedersi nei tempi in cui, purtroppo, non è stato così scontato da quelle parti. E nel garage-oratorio ha trovato posto anche la Fiat Uno della signora Tamagni.

Tutto rimbalza. “È stata lei a cercare me, non il contrario”, racconta Poli. “Il giorno in cui mi chiamarono e attraversai la strada, mi trovai davanti alla tipica utilitaria con i segni esteriori della guida di una persona anziana. Pensavo non ci fosse nulla da salvare. Poi guardai gli interni perfetti, i 33mila km sullo strumento. Capii che si poteva fare con pochi euro e pensai che il valore delle cose non è necessariamente economico”. All'appassionato cremasco, quella Uno in bianco Corfù con la targa nera ricordava la prima serie che guidava nei suoi vent'anni. Una storia di corsi e ricorsi. Anzi, come dice lui: “Tutto rimbalza. Ne ho avute due, la prima era una Diesel, ma con lo stesso allestimento di questa: poggiatesta, deflettore posteriore, lunotto termico. Io ho solo aggiunto il cassettino al vano portaoggetti, proprio come allora”. La Uno della signora Tamagni fu immatricolata nel febbraio del 1984 con motore 903 cc, lo stesso dell'utilitaria che andava a sostituire, la Fiat 127. Non c'è stato bisogno di restauro: giusto la classica serie di lavoretti che comprende il tagliando completo e una rinfrescata alla carrozzeria, oltre alla sostituzione della gommapiuma del sedile guidatore.

La Uno si candida al Best in Classic perché il suo recupero non è legato al collezionismo, tantomeno alla speculazione. “È l'unica cosa rimasta a ricordare la signora e sono contento di averla salvata. Oltretutto non ho mai venduto nessuna delle macchine che ho fatto restaurare. Se mai le più efficienti, come la Giulia berlina, preferisco prestarle agli amici. È un po' la mia missione. E sa una cosa? Guido la Uno regolarmente e quando passa le battono le mani, perché non ne girano più. Ora rimarrà nel nostro garage a ricordarne la proprietaria e questo maledetto periodo”.

Best in Classic
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