Lancia Delta Evo, un sogno verde York - Ruoteclassiche
25 June 2021 | di Paolo Sormani

Lancia Delta Evo, un sogno verde York

A Roma e dintorni, una delle Lancia Delta più belle che possa capitare a tiro è la Evoluzione di Fabio Ficca. Grazie alle condizioni di originalità uniche, ha ottenuto la classificazione A1 sia del Registro Storico Lancia, sia da parte dell’ASI.

La storia a lieto fine di Fabio Ficca somiglia a quella di tanti appassionati. Il primo capitolo lo scrisse il padre, che, lavorando per tutta la vita nel Gruppo Fiat, lo contagiò con la malattia per l’automobile. Tanti modelli diversi, pochi cavalli sotto il cofano: non amava la sportività al limite, il babbo. Al punto che Fabio imparò a guidare al volante di una delle tre Autobianchi A112 transitate in famiglia, nessuna delle quali Abarth però: troppo spinta. Stessa storia per le Lancia: delle due Thema aziendali, nessuna era Turbo, modello che il capofamiglia considerava eccessivamente prestazionale, poco consono al proprio stile di guida. Anche la Delta era appartenuta al parco auto di famiglia solamente a trazione anteriore. Quando arrivò il momento di poter realizzare i suoi sogni di ventenne, però, Fabio, che oggi va per i 57 anni, non ebbe il minimo dubbio puntando dritto alla ricerca di una Delta Evoluzione.

Amore a prima vista. Dopo alterne fortune, il Lancista romano è riuscito a mettersi sulla traccia giusta che l’ha condotto a Carmagnola, in provincia di Torino. Fu lì che s’imbattè nella sua Delta Evoluzione in verde York. Una tinta considerata da Ficca di una sportività particolarmente elegante, specie in abbinamento alla selleria color cuoio. In Piemonte scoccò il proverbiale colpo di fulmine: “Me ne ne innamorai subito per la totale originalità: non era mai stata riverniciata o ritoccata in alcun punto, gli interni mantenevano addirittura il cellophane protettivo sui pannelli porta”, racconta. “Sullo strumento la Delta aveva circa 25mila chilometri e sembrava avere tutte le caratteristiche che cercavo. Dopo una trattativa relativamente breve, conclusa su una cifra che definirei ragionevole, l’ho presa e me la sono portata a casa”.

Originale fino alle gomme. I primi passi da neo-proprietario sono stati compiuti verso la valorizzazione storica dell’auto. Ficca ha sottoposto il Deltone alla certificazione del Registro Storico Lancia e all’omologazione Targa Oro Asi. Successo su tutta la linea. Grazie allo straordinario grado di originalità, ha ottenuto la classificazione A1 – il massimo - da parte di entrambi gli enti certificatori. La fedeltà della Delta Evo era così alta, da montare ancora gli pneumatici di primo equipaggiamento, ancora oggi conservati dall’orgoglioso proprietario. Il chilometraggio è rimasto basso, se ne centellina l’uso per non diminuirne il valore. Non per questo Fabio si è lasciato sfuggire eventi dedicati all’eleganza italiana, come Passione Engadina a Saint Moritz.

La prima impressione è quella che conta. Fabio racconta che il ritorno solitario da Carmagnola a Roma è stato molto emozionante. Una volta entrato nell’abitacolo, “è stato come tornare indietro nel tempo, un tuffo felice nel passato che ha reso vivi, attuali, certi ricordi gioiosi che ormai erano sbiaditi”, dice. Oggi la sua Evoluzione è una vettura particolarmente corteggiata, “come una bellissima donna. Non nascondo che sto cercando di resistere a tutte le avances, anche a quelle più insistenti, con offerte anche elevate. In particolare, c’è un noto attore cinematografico, appassionato di auto classiche, che le fa una corte spietata, ma non cedo”.

La candidatura al Best in Classic fra le Youngtimer è dettata dalle straordinarie condizioni originali che poche Delta Evoluzione possono vantare, al pari di questo esemplare in verde York immatricolato per la prima volta nell’agosto del 1992. “Ritengo di possedere un'auto che, al di là della appartenenza a una stirpe dai trascorsi sportivi gloriosi, si presenta esattamente come Lancia l’ha fatta. È persino targata Torino, un dettaglio d’interesse collezionistico in più”.

Best in Classic
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