Automobili
25 May 2021 | di Paolo Sormani

L’Autobianchi A112 Junior perfetta di Paolo Magon

Da quando si è affacciata ai raduni Youngtimer, tre anni fa, l’Autobianchi A112 Junior del padovano Paolo Magon è stata premiata per ben quattro volte. Merito delle sue condizioni da museo, se solo ne esistesse uno per il marchio di Desio.

Avete presente quando di colpo si stabilisce un legame speciale, assoluto, fra una persona e una vettura d'epoca? Qualcuno lo chiama bernoccolo, altri lo definirebbero un colpo di fulmine. Invece l’A112 entrò nella vita di Paolo Magon con un colpo assai più traumatico e decisamente meno poetico quando, ad appena otto anni, fu investito sulle strisce pedonali da una Elegant. Un incidente che avrebbe tenuto chiunque lontano dalle scattanti Autobianchi per tutta la vita. Invece per il 52enne di Camposampiero, in provincia di Padova, la passione ha deciso diversamente. Tant’è che la A112 è tornata nella sua vita per almeno due volte. Oggi possiede uno degli ultimi modelli consegnati in versione unificata che, da quando frequenta i raduni Youngtimer, ha spopolato nei contest. Grazie alle sue condizioni eccellenti, letteralmente da museo (se solo ne esistesse uno dedicato alla marca di Desio) le sono stati assegnati quattro premi: la prima volta a Padova nel 2018 con l’encomio speciale del direttore di Ruoteclassiche. Quindi l’anno successivo ancora ad “Auto e Moto d’Epoca” e a Verona, per ricevere infine il premio ACI Storico 2020 sempre “in casa”, alla Fiera di Padova.

Un amore lasciato e ritrovato. Com’è possibile che, con quello che gli accadde da bambino, Magon sia rimasto così attaccato all’A112? Forse aiuta sapere che è da sempre un grandissimo appassionato di auto: “Praticamente ho imparato a leggere su Quattroruote, la mia mansarda è occupata dalle annate a partire dagli anni Sessanta. Sono sempre stato abbonato e certe volte, anziché i temi, scrivevo lettere circostanziate al signor Mazzocchi. Sempre pubblicate”, racconta. Il fatto che non abbia mai provato repulsione per l’utilitaria di Desio è una storia curiosa, ma bella. Già quand’era ventenne, con una Lancia Delta 1.6 nel garage, Magon trovò una Junior bianca con una sfilza di proprietari sul foglio complementare. Fu comprata, guidata, venduta. Mai dimenticata, però. Tant’è che quattro anni fa l’appassionato padovano s’imbatté su uno degli ultimi esemplari della versione detta “unificata”.

Nel marzo del 1985, l’arrivo della Y10 fece scattare il conto alla rovescia per la A112. In attesa dell’uscita dal listino, prevista per l’anno successivo, la piccola Autobianchi era stata ridotta a un allestimento unico. In senso letterale: pur essendo di fatto una Junior con motore 900 cc a quattro marce, l’ultima A112 fu equipaggiata con quanto rimaneva nei magazzini degli optional delle serie precedenti. Per esempio il sedile posteriore sdoppiato, il contagiri, l’orologio digitale, il tergicristallo aggiuntivo abbinato al vacuometro. “La mia era uniproprietario, l’aveva acquistata una signora di Padova nel luglio 1985 alla locale concessionaria Lancia Autoitalia. Conservo ancora la fattura originale: 8.500.000 lire. Si tratta di una delle prime 'targhe bianche' della provincia”. La piccola hatchback di Desio è stata trattata con i guanti e, 36 anni dopo, ecco che l'A112 “unificata” color azzurro Lipari si presenta nelle medesime condizioni. “Ha i tessuti dei sedili grigi e bianchi nel vellutino della versione Abarth, abbinati ai tappetini nero/grigi, probabilmente si trattava degli ultimi a magazzino. Il vero dettaglio killer è l'introvabile plastica bianca originale del finale del cavo dell'acceleratore. Per il resto, è rimasta sotto un telo per molto tempo, ha preso pochissima pioggia e con 65.000 km sullo strumento, è bastato un tagliando per rimetterla in forma”.

Da unificata a candidata al Best in Classic. E con un'ottima ragione: su utilitarie destinate all'uso quotidiano e a una clientela giovanile, notoriamente sfrenata, è difficile trovare un conservato nelle massime condizioni di originalità. La A112 è iscritta sia all'Asi, sia al Registro Autobianchi. Per quanto Magon la affianchi in garage a una moderna Mini Cooper, sa ancora trovare il “momento perfetto” per godersi la sua eterna gioventù. “La tiro fuori con il contagocce, per la paura di incidenti. Il sabato vago per le campagne dell’Alta Padovana e mi sembra di tornare ventenne quando avevo l’altra bianca. È la mia macchina del tempo”.

Best in Classic
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