Industry
26 May 2021 | di Paolo Sormani

The Miura Book

È bello ed esclusivo come una Lamborghini, il magnifico libro in versione cofanetto curato da Simon Kidston con lo storico dell’automobilismo Jon Pressnell. L’edizione è limitata a 762 copie, una per ogni esemplare di Miura.

Il libro definitivo sulla Miura è andato esaurito in sei giorni netti. Mentre leggete, questo articolo, aleggia da almeno sei mesi nell’empireo della rarità fuori catalogo. Ormai potrà esesre acquistato solo all’asta, o dietro trattativa privata. Sicuramente a un prezzo superiore alle trecento sterline della copertina, magari seguendo la vettura cui è legato. La definizione di instant classic è ampiamente meritata, considerati la genesi, il pregio, la completezza – nonché l’immediata rarità – dell’opera. “The Lamborghini Miura Book” è il libro più curato e prezioso sull’icona dell’auto che diede per prima il pieno significato del termine di supercar. È stato firmato da Simon Kidston (che ne è anche l’editore) insieme con lo storico inglese dell’automobilismo Jon Pressnell. Sei chilogrammi di carta per ben 456 pagine, farcite di 650 illustrazioni e fotografie pubblicitarie e tecniche dell’epoca. Solo 762 copie numerate in edizione cofanetto, non una di più: è la stessa cifra delle Miura costruite.

Lo accompagna il “Lamborghini Miura Register”, che per 250 sterline mette a disposizione l’elenco dettagliato dei 762 esemplari. Per ognuno si rende conto del numero di produzione, di telaio e di motore; della data di spedizione, del Paese di destinazione e – quando è noto – del nome del primo proprietario. Il Registro decifra le abbreviazioni interne in uso nella fabbrica, le annotazioni criptiche e persino le trascrizioni sbagliate. Il tutto verificato e controllato con i libri di produzione ufficiali, in un lavoro appassionato e scrupoloso che si è protratto per quasi vent’anni. Finalmente il libro mette in condizione i proprietari, gli storici dell’auto e gli appassionati di sapere tutto, ma proprio tutto di ogni Miura uscita da Sant’Agata Bolognese. È qui che risiede il valore del “Lamborghini Miura Book”, al di là della grafica superlativa e della bellezza delle immagini.

L’ossessione di Simon Kidston per la Miura sbocciò da ragazzo. Come per molti, fatale fu la sequenza dei titoli di testa del film “The Italian Job” del 1969, in cui l’elegante Rossano Brazzi guida una P400 numero di telaio 3586 color arancio sul passo del Piccolo San Bernardo. Non solo Kidston possiede una SV, che guida agli eventi di auto classiche, ma si occupa di comprarne e venderne con una certa frequenza attraverso la propria agenzia di consulenza e commercializzazione di “blue chip” d’epoca. La conosce bene: ecco perché questo libro non viene dal nulla e per caso. Il volume racconta la genesi e lo sviluppo della Miura come se fosse la biografia di un personaggio storico. C’è tutto ciò che è dato e importante sapere. A partire dalla figura di Ferruccio Lamborghini, raccontato da chi lo conosceva bene; e a quella del suo braccio destro, il direttore commerciale Ubaldo Sgarzi. Si sofferma sul design e sulla tecnica, descrive la roadster e la versione da pista Jota. Fino alla SVJ, la “Supermiura”. Divertirà il capitolo “From Rod to Royalty”, che rivela i proprietari più famosi della supercar, dal cantante Rod Stewart ai danarosi aristocratici sparsi per il mondo. Nove appendici si occupano della Miura al cinema (ci è andata più spesso di quanto crediate, in Italia e non solo), modellini in scala, le varianti di produzione con i cambiamenti delle specifiche. E poi il listino completo delle tinte, le cronache dei test su strada dell’epoca, tavole e grafici sulle prestazioni, più una guida che spiega le attenzioni da osservare nel possedere e guidare una Miura.

Best in instant Classic d’ufficio, il “Miura Book” si candida al più vasto riconoscimento di Ruoteclassiche, grazie all’appassionata dedizione dei suoi autori. Probabilmente molti lettori conoscono Simon Kidston perché da vent’anni è la “voce” spigliata del Concorso d’Eleganza di Villa d’Este. Di tanto in tanto, collabora anche alle nostre testate. A supporto della candidatura, c’è un particolare che va menzionato: l’esemplare numero uno è stato infilato in un cofanetto dorato e firmato da Sir Jackie Stewart, quindi messo all’asta su eBay. Gli oltre trentamila euro sborsati dal fortunato acquirente sono stati donati in beneficenza all’associazione non-profit “Race Against Dementia”, fondata dal campione scozzese per combattere la demenza senile di cui soffrono la moglie Helen e milioni di persone in tutto il mondo.

Best in Classic
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