Automobili
19 May 2021 | di Andrea Zaliani

Una nuova vita per l’Alfasud di Giuseppe Maset

Una storia carica di emotività quella di Giuseppe Maset e della sua Alfasud. Da auto di famiglia, curata e utilizzata quotidianamente, a oggetto dimenticato sotto una tettoia per diversi anni. Poi, il nuovo capitolo della sua vita: un restauro minuzioso l’ha riportata in perfette condizioni.

L’Alfa Romeo Alfasud in questione apparteneva alla madre di Giuseppe, maestra elementare che ogni giorno la guidava per recarsi alle scuole di Bibano (TV), dal giorno dell’acquisto (nel 1976) fino ai primi anni 2000. In quel periodo la famiglia acquista un nuovo modello e l’Alfasud finisce nel limbo, in una sorta di stallo prolungato. Per molti anni, infatti, rimane completamente immobile sotto una tettoia, subendo un inesorabile e progressivo deterioramento. Non tutto, però, è perduto. Per lei il destino ha in serbo una seconda vita, che inizia circa un ventennio più tardi, nell’estate dello scorso anno. Giuseppe decide di rimboccarsi le mani e intraprendere un impegnativo percorso di restauro, in omaggio alla compianta madre, scomparsa nel 2012.

Una nuova vita per l’Alfa. Prima di addentrarsi nella pratica con i vari processi operativi, giustamente, decide di approfondire a dovere la teoria. Così avvia una serie di letture, per conoscere la genesi, i principali punti di forza e le criticità del modello. Quindi, muove il primo passo: verifica la presenza/consistenza di ruggine sulle varie componenti. Di primo acchito sembra tutto ok, almeno all’apparenza. In virtù di ciò chiede un parere a un meccanico specializzato in riparazione di auto storiche, Gaetano Rossi di Codognè. Il verdetto? Si tratta indubbiamente di una macchina in condizioni accettabili, meritevole di un restauro. Sciolti i dubbi iniziali partono i lavori, concentrati sull’aspetto meccanico. In primis il motore, smontato visionato e ricondizionato. Viene valutato lo stato di ogni singolo componente, per garantire un’efficienza ottimale. Molti pezzi si possono recupere, altri vanno sostituiti, come la frizione, la cinghia, le pompe e la componentistica dell’impianto frenante. Al contempo l’assale anteriore giova di un ringiovanimento, fornito da una vernice specifica e resistente alle alte temperature.

Restauro maniacale. Sistemata la parte meccanica, è il momento di sistemare la carrozzeria. Perché, giustamente, anche l’occhio vuole la sua parte. La nuova fase di restauro passa dalla Carrozzeria Daniel di San Polo di Piave (TV) e dura la bellezza di sei mesi. Giuseppe segue da vicino l’avanzamento delle condizioni: ogni volta che il carrozziere s’imbatte in una parte arrugginita provvede in prima persona a cercare e recupere il pezzo originale di ricambio. Operazioni rese possibili grazie alla consultazione e ai consigli ottenuti dai vari gruppi Facebook dedicati ad auto storiche. Le maggiori criticità incontrate si focalizzano sull’estrazione del vetro del parabrezza e del lunotto. Una volta rimossi, infatti, si scopre che sotto di essi è presente un profondo strato di ruggine.

Ricerche scrupolose. Le clip che tengono fermi il lunotto e il parabrezza appaiono del tutto arrugginite, non più utilizzabili. La ricerca di nuovi pezzi (numero di ricambio 104072) è stata la più grossa difficoltà del restauro. I gruppi Facebook di appassionati Alfasud non li possedevano e trovarli sembrava praticamente impossibile. All’improvviso, la svolta: un annuncio su “Amazon Australia” di un appassionato che vendeva clip originali in grande quantità (per rimontare parabrezza e lunotto ne servivano almeno 40). Ordinate dal Queensland, il loro percorso per arrivare a destinazione è stato lungo e tortuoso, ma si è concluso con la corretta ricezione. Il minuzioso lavoro di ricerca permette a Giuseppe di reperire altri pezzi molto difficili, come le placche dell’alzavetro posteriore, la guaina del cambio marce e l’introvabile fregio “5M” da incollare sul retro dell’auto. Tutto cercando sempre e solo ricambi originali. Al contempo, la plancia degli strumenti del cruscotto viene rifatta ad hoc. Sempre nell’abitacolo, la moquette originale è sana così come i sedili, che necessitano solo di piccole riparazioni. Last but not least, la livrea della carrozzeria sfoggia un’accesa tonalità rosso corallo. Una volta rifinita e lucidata, è stata sottoposta a revisione ed è tornata a casa.

La candidatura a Best in Classic è supportata da molteplici motivi. Primo su tutti, il nobile intento personale ed emotivo: il Biscione è tornato a splendere e sicuramente tua madre, caro Giuseppe, sarebbe felice del lavoro fatto. Non da meno, la grande attenzione e cura riservata alla programmazione e attuazione del restauro. Dalla decisione di avere quante più informazioni possibili sul modello, per poter effettuare le giuste cure, alle perseveranti ricerche delle varie componenti sostitutive necessarie per dare nuova vita all'auto, prendendo in considerazione esclusivamente pezzi conformi agli originali. In alcuni casi la storia parla da sé, non serve aggiungere altro. E questa, indubbiamente, è una di quelle. Degna di concorrere al titolo di restauro dell'anno.

Best in Classic
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