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01 aprile 2019 | di Redazione Ruoteclassiche

Bollo ultraventennali: torna l’esenzione totale, ma…

Novità in arrivo per appassionati e collezionisti: l'esenzione dal pagamento del bollo ritorna totale per le auto ultraventennali. Ma solo per quelle che rispondono a determinati requisiti. Ecco cosa (e come) cambia da questo mese, punto per punto.

Se stavate già impazzendo per raccogliere la documentazione per richiedere Crs e tagliando di certificazione di vettura di interesse storico e collezionistico, fermatevi. Un decreto legge appena approvato dal Consiglio dei ministri, infatti, rimescola le carte e detta nuove regole in tema di tassa di possesso e non solo. Come vi avevamo più volte anticipato, la proposta per ripristinare l'esenzione totale dal pagamento delle tasse automobilistiche per i veicoli di interesse storico e collezionistico con più di vent'anni (come le vetture in foto) era nell'agenda di alcuni parlamentari: ebbene, vi anticipiamo in esclusiva che, con la pubblicazione del cosiddetto "decreto Salvaguardia" sulla Gazzetta Ufficiale, le youngtimer ultraventennali (auto, moto e veicoli commerciali) non dovranno più pagare il bollo. Sempre che i veicoli rispondano a determinati requisiti e che il decreto venga convertito in legge entro la fine di maggio, cioè non più di 60 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Le regole. La novità è che non sarà più necessario richiedere il Crs né il tagliando che attesta lo status di veicolo di interesse storico, sollevando di conseguenza gli appassionati da un ulteriore impegno economico: l'esenzione sarà automatica in base al mese e all'anno di prima immatricolazione in Italia. E questo è il primo scoglio da superare: per esempio, se la vostra storica è stata importata da meno di vent'anni, non potrà godere dell'esenzione totale, ma solo quella del 50% con le medesime modalità entrate in vigore all'inizio dell'anno.

Le targhe? Devono essere originali. L'esenzione totale automatica (Eta) verrà applicata soltanto a quei veicoli che a oggi avranno mantenuto le targhe originali della prima immatricolazione. Con questa norma, i legislatori intendono valorizzare il totale rispetto della storia di ogni singolo esemplare e si spingono oltre, offrendo la possibilità di richiedere un duplicato della targa conforme sia esteticamente sia nella numerazione a quella con cui lo specifico veicolo è stato immatricolato per la prima volta. L'operazione, secondo il testo del decreto, avrebbe un costo di circa duemila euro, 1996,74 per l'esattezza, che comprende anche la ristampa dell'estratto cronologico e della carta di circolazione dell'epoca.

E i veicoli d'importazione? Per quei veicoli che sono stati immatricolati per la prima volta all'estero, la procedura per ottenere una nuova targa coeva al periodo di appartenenza del veicolo stesso pare essere un po' più complicata e costosa: il richiedente deve ottenere dal Costruttore il certificato di origine del veicolo, dal quale si dovrebbe evincere la data di costruzione del veicolo stesso. L'operazione ha un costo che varia dai 60 ai 500 euro, secondo il marchio, a cui vanno aggiunti i 1996,74 euro da versare alla Motorizzazione per l'emissione della targa storica, più l'ecotassa di 2500 euro sui veicoli inquinanti in quanto, sempre secondo il legislatore, la richiesta si configurerebbe come una nuova immatricolazione. Poiché il certificato d'origine pare essere un elemento indispensabile, non si capisce come possano ottenerlo i proprietari di quei veicoli di marchi scomparsi (tipo la Saab, per dirne una).

Diritti e... soprattutto doveri. Il decreto contiene altre bizzarrie: i veicoli ultraventennali esentati non godranno di alcuna deroga ai blocchi della circolazione stabiliti dalle singole amministrazioni locali, ma dovranno obbligatoriamente essere messi a disposizione per eventuali manifestazioni ed eventi organizzati dalle amministrazioni stesse. Così, se il Comune del vostro paese decidesse di esporre le auto storiche dei cittadini alla festa patronale, voi non potrete sottrarvi all'impegno. Vi sembra troppo? Eppure, ci hanno spiegato, funziona così anche in Spagna. Per i veicoli che a oggi hanno più di trent'anni, invece, resta tutto immutato e non sono sottoposti ad alcun obbligo o vincolo; tuttavia, quelli che oggi sono nella fascia 20-29 anni si porteranno il vincolo anche negli anni a venire.

Revisioni. Anche la revisione periodica avrà - per i soli veicoli esentati automaticamente - modalità differenti. Oltre alle prove standard, saranno progressivamente introdotte, con modalità da definire, ulteriori verifiche sul mantenimento delle condizioni di originalità del veicolo stesso: le informazioni raccolte andranno a popolare un database, consultabile online (a pagamento, naturalmente), sulla storia di ogni singolo veicolo. Anche in questo caso, l'idea sarebbe quella di proteggere gli acquirenti da eventuali truffe, ma la sensazione è che sia un altro modo per recuperare i mancati introiti della tassa di possesso.

Scatola nera. Allo scopo di mettere un freno all'utilizzo quotidiano dei veicoli storici (e dunque inquinanti) in virtù delle numerose agevolazioni concesse, ogni proprietario dovrà far installare sul proprio veicolo e a proprie spese un data recorder, meglio conosciuto come "scatola nera". L'intervento in sé non è invasivo (ha l'ingombro di un pacchetto di fiammiferi e va semplicemente collegato alla batteria del veicolo), ma sappiamo bene che qui da noi tale dispositivo non è ben accettato dai più. Non vi sono limiti di percorrenza, ma l'utilizzo troppo frequente di un veicolo storico potrebbe portare alla cancellazione dei benefici fiscali e alla segnalazione presso le Compagnie d'assicurazioni.

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