Regolarità
02 July 2019 | di Laura Ferriccioli

Circuito di Avezzano, una 8ᵃ edizione da ricordare

Con auto d'epoca scoperte e in maggioranza da corsa si è svolta lo scorso weekend l'ottava edizione del Circuito di Avezzano. Fra la spettacolare notturna del circuito cittadino, i percorsi in alta quota e una significativa presenza di giovani

È un evento poliedrico, il Circuito di Avezzano. Ci sono le passeggiate in scenari di montagna unici che riserbano ancora il piacere della scoperta. Ci sono le prove cronometrate, i momenti di convivialità, i castelli e i micro paesetti della Marsica da conoscere. E c’è l’adrenalina di un circuito cittadino rievocato sulla scia di una passione locale per le corse che affonda le sue radici negli anni Cinquanta. Una rievocazione che per di più si svolge in notturna. È una festa, il Circuito, un mix di divertimento ed entusiasmo che da otto anni a questa parte regala sfide ed emozioni. Quegli weekend, insomma, che ti lasciano il sorriso stampato in faccia per una settimana di seguito.

Un appuntamento irrinunciabile. Difficile, tra i concorrenti, trovare qualcuno alla prima esperienza di Circuito. Tutti, o quasi, sono almeno alla seconda partecipazione. Piuttosto non è raro sentirsi dire da molti equipaggi che hanno già preso parte alla manifestazione in tutti gli anni passati. Segno che una volta conosciuta, la tre giorni non si lascia, proprio per la sua struttura azzeccata, che ne fa anche uno degli eventi turistici di punta della regione. E grazie anche all'organizzazione che, va detto, con una squadra nutrita e in gamba di staffette e di personale dedicato alla logistica, riesce a gestire con efficienza il mix di auto e di eventi in programma. Si comincia giovedì con un prologo che prevede una serie di tappe sul territorio per gli equipaggi che arrivano da più lontano e si prosegue con l'evento vero e proprio venerdì e sabato. Ciliegina sulla torta, in chiusura dell'ultima giornata, la notturna in città. Poi domenica, dopo le premiazioni in tarda mattinata, si ha il tempo di tornare a casa con calma.

Invito al Circuito. Come sempre, anche quest'anno tutti gli equipaggi erano stati invitati a partecipare. Si sono visti team da tutta Italia, regioni del nord comprese. E poi gli stranieri, tanti. Dalla Svizzera, dall’Austria, dall’Inghilterra. Ma anche dagli Stati Uniti e dal Giappone. Per lo più aficionados pure loro, amici che si ritrovano qui ogni anno a godersi una cavalcata fra curve e altitudini, immersi in paesaggi dall’aspetto incontaminato. “Ci dispiace andare via”, ha sospirato domenica uno dei due partecipanti irlandesi, Eddie McGuire, mentre riceveva un riconoscimento per la fedeltà dimostrata.

Gara di gioventù. Altro ingrediente al top dell'evento, una forte presenza di volti giovani – come i vincitori dell’edizione, i due trentenni Mattia Salvi e Jacopo Ceccatelli – e di padri che hanno trasmesso la loro passione per l’automobilismo d’epoca ai figli. È il caso di Giorgio Gigliotti e Pietro, 14 anni, che si sono classificati in terza posizione a bordo della Cisitalia Colombo da corsa, una one-off costruita nel 1950 per il barone Stefano La Motta, che l'ha voluta rigorosamente in bianco. Oggi l'auto appartiene alla collezione di Lucia Di Lorenzo, moglie di Giorgio, che ha preso parte alla gara con una splendida Osca Maserati 372 F2 del 1958 insieme alla figlia. Già, le auto: belle e di rilievo. In totale 87, con tanti pezzi d’eccezione e rarità. Immaginate le più affascinanti barchette, roadster e racer anteguerra in circolazione. Ma non vi sveliamo nulla, per ora. Avremo il tempo di scoprirle sul prossimo numero di Ruoteclassiche (agosto) con i dovuti approfondimenti.

Toccasana d'aria fresca. Infine, oltre alla genuinità del paesaggio abruzzese, con le sue tradizioni e la sua ricchezza enogastronomica, anche le condizioni meteorologiche hanno fatto la loro parte. Con una leggera brezza fresca di montagna che affievoliva l’aria estiva rovente, il Circuito di Avezzano 2019 ha avuto la fortuna di svolgersi in quello che è stato con grande probabilità uno dei pochi angoli ventilati d’Italia, al termine di una settimana afosa in tutta la Penisola.

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