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Collana 120 anni Lancia: ecco il terzo volume

In allegato a Ruoteclassiche di aprile prosegue il nostro viaggio alla scoperta della Lancia, con il terzo volume della collana dedicata ai 120 anni del marchio torinese. Prendiamo le mosse dal 1963, anno in cui debutta la Fulvia, erede dell’Appia e modello di ingresso della gamma. Due anni dopo arriva la Fulvia Coupé, protagonista indiscussa dell’impegno sportivo della Casa. Proseguiremo con la 2000, ultima evoluzione della Flavia, e con l’avveniristico prototipo Strato’s HF Zero allestito dalla Bertone per il Salone di Torino del 1970, dal quale prenderà vita la Stratos HF, regina dei rally di metà anni 70. Ampio spazio verrà dedicato alla nascita del Reparto Corse Lancia, nato nel 1963 in forma “ufficiosa” per iniziativa di Cesare Fiorio.

Nasce a Chivasso

Nel 1963 irrompe la berlina Fulvia, prima vettura nata dopo l’inaugurazione del nuovo stabilimento di Chivasso, dove si era iniziato ad allestire le Flavia. E da quest’ultima la nuova berlina deriva lo schema “tutto avanti”, ma con un’importante differenza: al posto del motore boxer, la Fulvia monta un V4, secondo una tradizione ben consolidata della casa. Disegnata da Piero Castagnero, abbandona qualsiasi rotondità per vestire una carrozzeria distinta da linee tese. Debutta con un V4 di 1.1 litri da 60 CV: pochi per garantire prestazioni in linea con le aspettative del pubblico; e infatti viene subito affiancata e poi sostituita dalla 2C, con 71 CV. Arrivano poi la GT, con motore di 1.2 litri da 80 CV, e la GTE, con il V4 portato a 1.3 litri e 87 CV. Nel 1965 la gamma si amplia con la Fulvia Coupé, sempre disegnata da Castagnero sul pianale con passo accorciato della berlina. Viene subito vista da Cesare Fiorio come l’arma vincente del neonato reparto corse della Casa. A imprimersi nella memoria degli appassionati sono soprattutto le versioni sportive HF, animate dal generoso V4 nelle cilindrate 1.200, 1.300 e 1.600; tra le innumerevoli vittorie, senza dubbio la più “amata” è quella firmata da Sandro Munari al “Montecarlo” del 1972 con la Rallye 1,6 HF: un trionfo che porterà la Lancia a vincere il Mondiale.

Ultimo capitolo

A inizio anni 70, e precisamente nel 1971, ecco la 2000, considerata l’ultima evoluzione della Flavia e primo modello uscito dopo l’acquisizione da parte della Fiat.  La versione berlina viene rivista nel frontale e nella coda, mentre la Coupé rimane pressoché invariata rispetto alla serie precedente. Il motore è sempre il boxer 2.000, proposto con alimentazione a carburatore o a iniezione elettronica, con potenze rispettivamente di 115 e 125 CV.  E concludiamo la terza tappa del nostro viaggio in Lancia con la Stratos HF, nata dall’omonimo prototipo realizzato dalla Bertone ed esposto al Salone di Torino del 1970. Una belva da rally, che vincerà il Mondiale per tre anni consecutivi, a partire dal 1974.    

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