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Effeffe: al lavoro sulla Barchetta S

Qualche anno fa i fratelli Leonardo e Vittorio Frigerio ebbero l’idea di costruire la “loro” Berlinetta con il marchio Effeffe Cars. Non una copia, ma un omaggio alle Gran Turismo per i gentleman driver degli anni 50. A porte chiuse, in queste settimane stanno lavorando alla prima Barchetta che arriverà nel 2021.

Fuori dall’officina di Effeffe Cars dalle parti di Giussano, a venti minuti di macchina dall’Autodromo di Monza, i segni di attività sono pochi. Passa giusto qualche furgone per le consegne, rare le auto, quasi nessuno a passeggio. Strano a vedersi, nella proverbiale frenesia della Brianza. Dentro, i fratelli Frigerio non sono rimasti con le mani in mano. Anzi, se possibile l’emergenza Covid 19 che li ha reclusi nel capannone aiuta a concentrarsi sulla Barchetta S, che l’anno prossimo dovrebbe affiancare la loro famosa Berlinetta. Non lasciatevi ingannare dai tempi: per Leonardo e Vittorio, questo è un hobby preso molto sul serio. E non sono molti quelli che scelgono di costruire oggi un’auto come gli artigiani costruivano le Gran Turismo all’italiana fine anni Cinquanta. Potevano darsi, che so, ai social. Invece all’inizio del 2014, quasi per scommessa, i Frigerio hanno avuto la brillante idea di costruire un prototipo di Berlinetta non funzionante e con una meccanica approssimativa. Poi, un po’ da smargiassi come dicono loro, hanno inviato alcune foto ai responsabili del Concorso di Eleganza di Villa d’Este. Con loro grande sorpresa, l’organizzazione ha iscritto la Berlinetta tra le Concept Cars. L’ interesse dei media e la simpatia del pubblico hanno convinto i Frigerio che la loro poteva essere più di un’avventura. Così è nata la Effeffe per la produzione della Berlinetta in piccola serie. Grazie a una rete di abilissimi artigiani che hanno accettato di rimettersi in gioco, oggi si sta lavorando alla costruzione degli esemplari numero quattro e cinque della Berlinetta. Mentre prende sempre più forma la nuova Barchetta S, si abbozza anche la Gran Turismo, che fra tre, quattro anni ultimerà la trilogia italiana degli anni 50.

Cuore alfista. Intanto Effeffe sta lavorando alla Berlinetta S con meccanica rivista da 300 cv che sarà pronta – emergenza permettendo – verso la fine di quest’anno. Lo stesso propulsore dovrebbe essere montato anche nel telaio della Barchetta S. È derivato da un 4 cilindri Alfa Romeo 75 Turbo 1.8 Twin Spark elaborato da Carlo e Giuliano Facetti, secondo specifiche della 24 Ore del Nürburgring. Rivisto nei collettori di scarico e di aspirazione, nell’intercooler posizionato frontalmente e nella componentistica, il motore è capace di sviluppare 300 cv. Per chi vuole camminare ancora più forte, nella Barchetta S potranno essere montati anche i V6 Busso 2000 Turbo, 2.5 e 3.0 litri. L’elettronica? Non c’è. Non serve. Il telaio ha il passo di 2.323 mm e sospensioni a 4 ruote indipendenti, freni a disco autoventilanti con pinze maggiorate. I cinematismi dello sterzo sono stati rivisti nei braccetti e nelle testine per renderlo più diretto e preciso.Un’altra chicca è il volano in ergal lavorato dal pieno, per annullare le inerzie tipiche del cambio Alfa Romeo al posteriore. La trasmissione con sistema transaxle è derivata dalle competizioni, un altro omaggio alle Alfone da competizione. Il punto forte della Barchetta sta anche nel peso: con la carrozzeria interamente in alluminio non peserà più di 670 kg. La scocca è la parte più avanzata del programma: già definita, potrebbe essere presentata durante il 2021. Se i motori recano il marchio del Biscione non è un caso: i fratelli Frigerio si sono divertiti in pista a far correre le loro Alfa classiche. Accanto alla prossima Barchetta, nell’officina brianzola stanno emergendo pian piano anche le linee della Gran Turismo, della quale è stato definito il telaietto portacarrozzeria. Il modus operandi non cambierà: la progettazione del telaio e delle parti è eseguita con l’aiuto dei senior engineer del Gruppo SolidWorld SolidWorks Reseller, con prove simulate anche in galleria del vento. Tutte le lavorazioni sono però rigorosamente eseguite a mano, come sessant’anni fa. Da notare che la prima Berlinetta è stata testata in pista per qualcosa come duecento ore. Altro che soprammobile da garage.

Grandi speranze. Oggi la capacità costruttiva di Effeffe Cars è di sei, sette Berlinetta per anno, con un’attesa dall’ordine di dieci mesi. Con un ulteriore sforzo si potrà raggiungere il risultato prima di dieci, poi di 20 auto prodotte all’anno, obiettivo massimo. Dopo la Brexit, la Berlinetta e la Barchetta saranno vendute con documenti di circolazione tedeschi direttamente da Effeffe e, in futuro, attraverso una ristrettissima rete di dealer. Le auto sono annotate alla categoria “R” nei registri della Scuderia del Portello, l’ente titolato alla registrazione delle Alfa Romeo storiche da competizione. L’unicità è la cifra di questi gioiellini. Anche nei dettagli: lo scorso ottobre sono stati presentati al Red Bull Ring i nuovi pneumatici Vredestein Sprint Classic marchiati Effeffe Berlinetta. Probabilmente, è la sola auto al mondo con il proprio nome impresso sulle gomme direttamente dal Costruttore. #restateingarage

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