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Fiat 600 Multipla, i suoi primi settant’anni

“Monovolume”: è questo il titolo della mostra all’Heritage Hub di Torino e che non lascia spazio a dubbi. Al centro della scena la Fiat 600 Multipla, antesignana di una categoria, quella delle monovolume appunto, e protagonista della mobilità urbana, commerciale e istituzionale italiana per oltre un decennio. Prodotta a Mirafiori in quasi 243 mila esemplari dal 1956 al 1967, condivideva con la 600 berlina l’impostazione con il motore posteriore a sbalzo, ma aveva sei posti.

Protagonista della mobilità

Aperta fino a martedì 30 giugno 2026, “Monovolume” ripercorre la storia della vettura attraverso l’esposizione di alcuni suoi esemplari fuori dal comune. Tra i simboli del boom economico italiano, la 600 Multipla si adattò a ogni impiego: allestimenti speciali, spiaggine glamour, taxi bicolore e vetture in divisa dell’Arma dei Carabinieri.

Dalla matita di Giacosa ai ghiacci della Transiberiana

L’esposizione prende il via dall’idea progettuale di Dante Giacosa – con pannelli narrativi che, intrecciando bozzetti, dati tecnici e contesto culturale, restituiscono la dimensione artigianale e visionaria del processo creativo – per arrivare alle numerose declinazioni produttive che la 600 Multipla ha collezionato. Il percorso espositivo è aperto dal rarissimo master model di legno di mogano, utilizzato nel processo di produzione per controllare la qualità e le misure corrette della carrozzeria. Quindi, prosegue con un esemplare della prima serie, appartenente alla collezione di Heritage Hub, e con la 600 Multipla in livrea dei Carabinieri, di proprietà dell’Arma e custodita presso l’Hub di Torino. Infine, la guest star: di proprietà di un collezionista privato, è una 600 Multipla che, dopo aver completato la propria vita da taxi, è stata restaurata e allestita per affrontare itinerari d’eccezione: le rotte di Marco Polo (oltre 37 mila km), due traversate verso Capo Nord e la Transiberiana in inverno, da Mosca a Vladivostok tra neve e ghiaccio.

Quanti impieghi!

Tra i carrozzieri che ne acquistarono il telaio per creare soluzioni su misura, la Coriasco di Torino realizzò una ricca gamma di furgoni, pick-up, ambulanze e minibus, tutti accomunati dal caratteristico frontale della Fiat 600 Multipla. Anche il servizio pubblico riconobbe le qualità della vettura: la versione taxi – con tassametro in plancia, piano portavaligie al posto del sedile anteriore e la caratteristica livrea bicolore nero-verde bottiglia – contribuì a definire l’immagine stessa della vettura di piazza italiana nel decennio del boom.

Sei posti e frontale quasi verticale

Cresciuta di 31,5 cm rispetto alla berlina, la 600 Multipla fu apprezzata per la sua versatilità. Rispetto alla berlina, l’abitacolo si estendeva in tutta la parte anteriore e il frontale, quasi verticale, poneva guidatore e passeggero subito “affacciati” sulla strada. La versione a sei posti, oltre al sedile anteriore per due persone, offriva ai passeggeri quattro sedili singoli ripiegabili disposti su due file. Inoltre, abbattendo i sedili si otteneva un piano di carico di oltre 1,75 mq, accessibile dalle porte laterali.

Motori da 22 e 29 CV

La prima serie della 600 Multipla era spinta da un quattro cilindri da 633 cm³ e 22 CV con cambio a quattro marce. L’avantreno ereditato dalla Fiat 1100/103 – con bracci trasversali sovrapposti, molle elicoidali, ammortizzatori e barra stabilizzatrice – garantiva un comportamento stradale impeccabile. Nel 1960, il motore della seconda serie, la 600 D Multipla, salì a 767 cm³ portando la potenza a 29 CV. La velocità massima era di 105 km/h e i consumi rimasero contenuti così come i costi di gestione. Un aggiornamento sostanziale, insomma, che non tradì la filosofia originale della vettura.

Giolito: antesignana di una specie automobilistica

In occasione dell’apertura della mostra, Roberto Giolito, Head of Heritage Hub Italy, ha dichiarato: “A settant’anni dalla nascita della Fiat 600 Multipla, possiamo riconoscere con chiarezza come quell’automobile fosse molto più di una semplice derivazione della 600: rappresentava l’inizio di una nuova specie automobilistica”. “Monovolume” sarà visitabile con l’acquisto del biglietto d’ingresso al polo espositivo sorto nell’ex Officina-81, a Mirafiori, che custodisce oltre 300 vetture classiche dei marchi italiani del Gruppo Stellantis e offre una visione unica sul design automobilistico “Made in Torino”.

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