Tutti conoscono la Renault-Alpine GTA, prodotta dal 1984 al 1991 in due versioni, entrambe spinte dal V6 PRV, una aspirata di 2.849 cm³ e 160 CV – la GT – e la Turbo da 200 CV con cilindrata inferiore, 2.458. La risposta francese alla Porsche 944, l’erede un po’ fiacca – ma non per quanto riguarda le prestazioni – di una tradizione di coupé sportive che, dopo la mitica A110, si era stancamente trascinata con la A310, della quale la GTA era sostanzialmente un restyling. Un’auto che, al di fuori dei confini francesi, non fece grandi proseliti e che si tentò addirittura di esportare negli USA.
Missione California
La storia della fantomatica versione americana riporta le lancette dell’orologio alla fine del 1983, quando, in piena fase di sviluppo della GTA, gli ingegneri Alpine, dietro richiesta della Renault, furono incaricati dello sviluppo del progetto per adattarla alle severissime norme statunitensi. La scelta era caduta sulla Turbo, una vettura capace di toccare i 250 km/h e che Renault avrebbe potuto commercializzare facilmente attraverso la rete di concessionari di American Motors (AMC), della quale era partner fin dagli anni 70. L’obiettivo era ambizioso: rubare clienti agli habitué di supercar europee in terra americana, ma tra il dire e il fare c’era di mezzo il mare e nemmeno piccolo, trattandosi dell’Oceano Atlantico.
Fine del sogno
Il lancio era previsto per marzo 1987 e la prima Alpine americana fu assemblata a Dieppe nel giugno del 1986. Arrivati a dicembre, già 21 modelli di pre-serie avevano preso posto nel piazzale dello stabilimento in Avenue de Bréauté. Nessuno di loro però fu caricato sulla nave che avrebbe dovuto portarle in California. Nel frattempo, infatti, Renault aveva deciso di vendere tutte le sue attività americane a Chrysler e i nuovi vertici non sapevano cosa farsene di una sconosciuta coupé prodotta in un villaggio freddo e piovoso nel nord della Francia. L’illusione di poter vendere la GTA siglando un nuovo contratto con Chrysler era svanita con la stessa velocità con cui i pochi esemplari prodotti erano stati ritirati dal mercato.
I particolari fari a scomparsa
Questi rari esemplari – eccetto uno, importato negli USA nel 2000, quindici anni dopo la data di consegna originaria – sono ancora apparentemente vivi e vegeti e sparsi prevalentemente sul territorio francese. La caratteristica più evidente a livello estetico, oltre ai paraurti più voluminosi (un classico dovuto alla normativa USA sulla resistenza agli impatti), è la sostituzione dei fari anteriori in vetro con una versione a scomparsa, scelta che determina un look curioso del frontale, dove gli indicatori di direzione triangolari sembrano due orfanelli. Si nota anche una presa d’aria sotto il paraurti anteriore di maggiori dimensioni, per garantire un migliore raffreddamento nelle zone con temperature elevate, e la terza luce di stop integrata nello spoiler posteriore. Piccole differenze riguardavano anche l’antenna sul parafango posteriore sinistro e i cerchi lucidati dal disegno a turbina.
Più rifinita, ma anche più pesante e meno potente
Le GTA americane avevano inoltre un impianto audio più raffinato, aria condizionata e cruise control di serie, sedili elettrici e rivestimenti di tessuto specifico, ma è dal punto di vista meccanico che il lavoro degli ingegneri era stato particolarmente invadente, motivo anche dell’impennata dei costi che – anche senza l’addio di Renault agli USA – aveva azzoppato il modello. Si dice 30 milioni di dollari, ovvero 1 milione e mezzo a vettura. Per irrobustire il telaio, la parte anteriore era realizzata di acciaio stampato anziché tubolare come nel modello europeo e, tra rinforzi laterali e barre antintrusione, il peso era salito di ben 120 kg, annullando uno degli storici assi nella manica dell’Alpine. Complice di questa relativa obesità, era anche il serbatoio, aumentato da 57 a 73 litri, in considerazione delle maggiori distanze percorse dagli automobilisti americani.
Non la più rara
Anche il motore non era passato indenne dalle forche caudine delle norme di omologazione, con l’obbligo del catalizzatore che tarpò le ali al V6, facendolo scendere a 180 CV. Oggi le GTA americane si contendono la palma di versioni più rare con le GTA Turbo Europa Cup da 260 CV, delle quali ne esistono solo 7 esemplari stradali su 69 e costruite per competere nel campionato monomarca organizzato da Renault. Una di esse è stata venduta tre anni fa da Bolaffi per poco più di 30 mila euro: si trattava dell’auto regalata ai tempi a una concessionaria Renault di Rieti come premio per aver vinto, con al volante Massimo Sigala, il campionato Europa Cup del 1986.